Dopo oltre sei anni alla guida della Sezione operativa della Direzione investigativa antimafia, Paolo Iannucci ha salutato Foggia. Il colonnello dei Carabinieri, alla guida del presidio dalla sua istituzione nel febbraio 2020, lascia per raggiunti limiti di età. “Ho trovato una terra che richiedeva l’impegno della Dia. Oggi lascio un ufficio perfettamente funzionante, con indagini chiuse e altre ancora in corso”, ha detto nel corso dell’incontro con istituzioni, magistratura, forze dell’ordine e stampa.
Nel luglio 2021, in un’intervista a lavialibera, Iannucci aveva paragonato la situazione di Foggia a quella di Palermo dopo le stragi di Cosa Nostra, leggendo nella risposta dello Stato un passaggio decisivo. Cinque anni dopo, il riferimento torna nel suo congedo. “Per Foggia, senza dubbio, il momento è particolare. Ma è arrivata l’ora di cambiare. Da quando è stata istituita la Dia, Foggia sta vivendo un momento di cambiamento. Non solo grazie all’antimafia, ma all’impegno e al lavoro di tutta la Squadra Stato”.
Poi il richiamo alla città siciliana. “Come Palermo, Foggia deve riuscire a risollevare la propria personalità. Fino a quando le istituzioni continueranno a fare bene il loro lavoro, lo Stato vincerà sempre sulla criminalità”. Il quadro criminale resta complesso. “La storia della provincia di Foggia è sempre la stessa. Ci sono momenti di tranquillità e altri di frizioni. Eventuali periodi di calma non sempre rappresentano una retrocessione della criminalità”.
Iannucci ha parlato anche di microcriminalità e giovani leve, alcune capaci di “sacrificare persino la vita per guadagni facili e un futuro non positivo”. Sul fronte economico, la Dia ha analizzato quasi 15mila aziende, approfondendone circa 5mila e arrivando a circa 150 interdittive antimafia. “Sul profilo economico non è una mafia più debole”.
Sei i Comuni sciolti per mafia, mentre Carapelle è sotto commissariamento. Nel capoluogo Iannucci ha parlato di “Società foggiana” e di una vera “industria del crimine”, con gruppi capaci di trovare convergenze negli affari. La provincia è stata descritta attraverso quattro quadranti criminali.
Nel congedo, infine, l’appello alla società civile. “Anche la parte sociale della città deve acquisire la consapevolezza di poter cambiare le cose e di poter voltare definitivamente pagina”.
Domani su l’Attacco l’approfondimento.
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