Il 17 novembre si svolgeranno al teatro Lucio Dalla le prove per le nuove selezioni dell’ASE: alle 9 per gli addetti allo spazzamento e alla raccolta dei rifiuti, alle 11.30 per gli aspiranti conducenti. L’iniziativa è apprezzabile, ma solleva una domanda: come si programma l’ampliamento dell’organico senza un piano industriale? È il dubbio espresso da Libero Palumbo, consigliere comunale di Città Protagonista: “Siamo favorevoli che l’azienda abbia altri lavoratori per cercare di rendere più pulita la città – dice a l’Attacco -. Ma senza una programmazione, soprattutto senza un piano industriale, quante persone fai lavorare? In base a che bilancio ne metti dieci quando ne potresti mettere venti o trenta?”. La questione è emersa anche nel Consiglio comunale del 30 ottobre scorso, durante la discussione sul bilancio consolidato 2025. In quell’occasione, aveva contestato il rapporto tra l’Amministrazione comunale e il Consiglio riferendo la sensazione “che l’Amministrazione non fa sapere nulla. Il silenzio è totale e assordante”. L’esempio pratico, a suo dire, era anche nella risposta dell’assessora al Bilancio Cecilia Simone quando ha affermato che non riteneva utile comunicare se vi fossero indagini della Guardia di Finanza su ASE. Il consigliere di minoranza riferisce di avere appreso “da terze persone di presunte verifiche sul personale e di ipotesi di furti e abuso d’ufficio”, perciò il suo rilievo riguarda la trasparenza. Massimiliano Ritucci (AgiAMO) e Antonio Tasso (Sipontum) riprendono il tema e lo allargano citando  l’impianto, realizzato nel 2015 all’interno di un capannone con una spesa di 806mila euro, mai entrato in funzione per problemi autorizzativi. I due consiglieri chiedono di chiarire quali ostacoli ne impediscano l’attivazione e se vi sia la volontà di recuperare l’investimento richiamando la presenza, nelle vicinanze, di impianti a cielo aperto regolarmente autorizzati. Sul versante economico, è intervenuto il forzista Ugo Galli, invitando a non confondere il risultato del bilancio consolidato con quello della singola società. “L’utile consolidato deriva pressoché interamente dagli elementi contabili del Comune”, la sua osservazione. Il capogruppo di Forza Italia ha richiamato l’accordo del 19 giugno 2025 in base al quale ASE avrebbe versato 310mila euro al Comune per inadempienze accertate. Un dato che, a suo giudizio, merita attenzione perché la partecipata gestisce un servizio pubblico essenziale: quando emergono inadempienze, ha detto, dovrebbe scattare più di un campanello d’allarme.

La bufera sulle decisioni in materia di toponomastica, prese dall’Amministrazione comunale di Lucera martedì scorso, non hanno ancora terminato di mostrare i suoi effetti a Lucera e nel resto della provincia, anche perché la stessa Giunta Pitta nella giornata piuttosto convulsa di venerdì ha fatto parziale marcia indietro, rimangiandosi alcuni nomi che aveva già indicato come titoli per nuove strade. Breve riepilogo: dentro un’apposita delibera, ce n’erano 27, di svariate estrazioni e provenienze. Tra questi, quello di Giorgio Almirante, la cui indicazione (come tutte le altre) è stata fatta però dall’apposita Commissione nominata nel 2022. La presenza nell’elenco del politico e giornalista di estrema destra ha fatto saltare sulla sedia le varie anime della sinistra a vari livelli, che nel giro di poche ore si sono scagliate contro l’esecutivo che in realtà si è limitato a prendere atto del lavoro svolto dall’organismo, con la fissazione delle proposte in due distinti documenti risalenti al 2023 e all’anno scorso, senza fare alcuna valutazione di merito. Hanno preso posizione il movimento lucerino “Più Sinistra”, il partito provinciale di Alleanza Verdi Sinistra, il comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e il circolo cittadino di Rifondazione Comunista. Tutti hanno sostanzialmente concordato nel definire inopportuna, offensiva e antistorica quella decisione, provocando subbuglio anche nella sezione locale del Partito Democratico che esprime nella Giunta di centro-sinistra il vice sindaco Claudio Venditti, il quale ha votato favorevolmente il provvedimento a pacchetto “chiuso”. Quella proposta peraltro stranamente protocollata al Comune a distanza di sei mesi dalla sua approvazione) era stata licenziata in commissione dai membri Sergio Granieri (insegnante), Massimiliano Monaco (storico locale), Ciro Curcelli (polizia locale) e dal presidente Giuseppe Trincucci, mentre erano assenti tutti gli altri: Stefano Ciccarelli (in qualità di presidente Pro Loco), Domenica Franchino (ex dirigente comunale del settore Cultura), Francesco Carbone (storico locale) e Francesco Corsano (architetto), oltre ai membri di diritto, cioè componenti della ex Commissione consiliare cultura oggi tutti decaduti: Antonio Dell’Aquila, Rossella Travaglio, Maria Angela Battista, Francesca Niro, Giuseppe De Sabato, Francesco Russo. Ma l’indignazione è montata in maniera esponenziale, con effetti che devono essere arrivati forti e chiari a Palazzo Mozzagrugno, perché con un nuovo provvedimento è stato deciso di correre ai ripari cancellando alcuni nomi, naturalmente a partire proprio da Almirante.

“La Giunta Comunale di Lucera con la deliberazione n. 196 del 27 ottobre 2026 ha deciso di intitolare le strade prive di denominazione a “personaggi meritevoli di memoria storica che si sono distinti per particolari meriti”. Spieghi la Giunta – chiede Fedele Cannerozzi, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana - quali “particolari meriti” intende celebrare in Giorgio Almirante e quale memoria storica intende coltivare”.

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