Il nuovo piano industriale presentato oggi dal Gruppo Barilla per il Mezzogiorno prevede un investimento di 100 milioni di euro nello stabilimento di Foggia per la realizzazione di un molino di nuova generazione a servizio del pastificio esistente. L’intervento, che si svilupperà tra il 2028 e il 2030, porterà alla nascita a Foggia di un polo integrato della pasta, sul modello di quello già realizzato da Barilla a Parma, destinato a diventare uno degli hub strategici del Gruppo per il mercato italiano della pasta e a servire anche i mercati internazionali.

È partita in Puglia la raccolta delle olive e con l’avvio della nuova campagna olivicola 2026/2027 si riaccende la battaglia di Coldiretti per tutelare l’olio italiano vero, difendere i cittadini dalle frodi e dagli inganni sull’origine e garantire il giusto reddito agli olivicoltori, una campagna che si apre in un contesto difficile, condizionato dal caldo prolungato e dall’aumento dei costi di produzione, che continua a comprimere i margini delle aziende. Le stime di Coldiretti Puglia, diffuse in occasione del via alla raccolta in provincia di Lecce con l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, delineano un quadro produttivo differenziato nei diversi territori regionali.

Una Fiera del Levante che torna a guardare verso Oriente e rilancia la sua storica funzione di ponte tra popoli, culture ed economie. Ma anche una Campionaria che si prepara ad aprire i battenti senza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È questo il quadro emerso  a Bari durante la presentazione dell’89ª edizione della manifestazione, in programma dal 19 al 27 settembre. Nella Sala 1 del Centro congressi del quartiere fieristico sono intervenuti il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il sindaco di Bari Vito Leccese e il presidente della Nuova Fiera del Levante Gaetano Frulli. Il titolo scelto per l’edizione 2026, “Il dialogo parte da Levante”, sintetizza l’ambizione di riportare la Campionaria al centro del confronto economico, istituzionale e culturale, in una fase segnata da guerre, tensioni internazionali e nuove sfide per imprese e famiglie. A catalizzare l’attenzione è stata, tuttavia, la notizia dell’assenza della premier alla cerimonia inaugurale del 19 settembre. “Abbiamo ricevuto una comunicazione nella quale si anticipa che molto probabilmente la presidente del Consiglio non riuscirà a organizzare la propria agenda per essere presente”, ha spiegato Frulli.  La nota è arrivata nella serata di martedì e adesso si attende di conoscere chi rappresenterà il Governo sul palco della Fiera. Per il quarto anno consecutivo, dunque, l’inaugurazione non vedrà la partecipazione del presidente del Consiglio, venendo meno a una consuetudine che per decenni aveva trasformato il taglio del nastro barese in uno degli appuntamenti politici ed economici più importanti della ripresa autunnale. Un’assenza ancora più evidente dopo la recente presenza di Meloni a Bari per la manifestazione dedicata alla longevità del Governo. Il sindaco Leccese non ha nascosto il rammarico. “Mi dispiace molto. Nella lettera aperta inviata alla presidente Meloni in occasione dell’evento politico che si è svolto a Bari avevo auspicato di rivederla qui per l’inaugurazione della Fiera del Levante. Non sono io a gestire la sua agenda, ma posso dolermi di questa assenza e lo faccio anche a nome della città”. Più orientato sui contenuti economici l’intervento di Decaro.

Un grande evento è andato in scena, ieri sera, ad Apricena, nel grande “hangar” del granaio della Cooperativa agricola “fra coltivatori”, che ha festeggiato i suoi primi cinquant’anni di attività, a cui hanno partecipato oltre 600 invitati. L’Agricola Apricena “fra coltivatori” è molto di più di una grande realtà imprenditoriale e tutto ciò è insito già nel nome: una realtà tra coloro che credono nella cooperazione, nel fare sistema, “fra coltivatori”, appunto. L’Agricola Apricena è molto di più: “Rappresenta un gruppo di persone che amano la propria terra, hanno profondo rispetto delle tradizioni ma guardano a un futuro comune fatto di crescita costante e ricerca dell’eccellenza – è detto chiaramente dal consiglio di amministrazione -. Agricola Apricena è sinonimo di serietà, personale qualificato e impianti di stoccaggio all’avanguardia, associa oltre 3200 aziende agricole e rappresenta la più importante realtà del mondo agricolo di Capitanata”.

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