La nuova fiammata di femminidi registrata negli ultimi giorni in Italia, praticamente a tutte le latitudini del Paese, sta portando ancora una volta al dibattito nazionale che anche numericamente non accenna a diminuire, nell’ambito di un contesto di sopraffazioni che per fortuna non sempre sfociano in tragedie e gesti definitivi. Uno di questi casi recentissimi è sicuramente quello dell’altro giorno a Lucera, dove un uomo di 46 anni è stato arrestato dai carabinieri di Lucera per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e violenza sessuale aggravata, secondo quanto rilevato dal pubblico ministero della procura di Foggia che ha chiesto e ottenuto dal gip del tribunale la detenzione in carcere, dopo le indagini condotte dai militari della locale Stazione. E proprio da Via San Domenico hanno rinnovato l'invito a riferire situazioni di difficoltà subite personalmente: ormai tutte le forze dell'ordine (e l'Arma in particolare che dispone di strutture e professionalità interne appositamente formate) sono preparate a gestire i casi da “Codice Rosso” che purtroppo si verificano sempre più frequentemente. Negli ultimi due anni, solo nel territorio della Compagnia di Lucera, i provvedimenti eseguiti sarebbero circa una quarantina.
La ricostruzione dell’arresto di giovedì scorso parla addirittura di 25 anni di vessazioni, umiliazioni, insulti e minacce (anche di morte) nei confronti della moglie, con la quale l’uomo era divorziato seppur convivente sotto lo stesso tetto del quartiere Porta Croce, atteggiamenti che spesso sarebebro stati tenuti anche davanti ai due figli, a loro volta vittime di soprusi e angherie ingiustificate.