Trentasei anni dopo l’assassinio di Nicola Ciuffreda, Foggia ha ricordato questa mattina l’imprenditore edile ucciso il 14 settembre 1990 con otto colpi di pistola mentre entrava nel suo cantiere insieme al figlio. La commemorazione, promossa dall’Associazione nazionale magistrati, dal Comune di Foggia, dal presidio di Libera "Nicola Ciuffreda e Francesco Marcone" e dall’Istituto comprensivo "Foscolo-Gabelli", si è aperta a Parco San Felice, sul muro perimetrale della piscina comunale di viale Candelaro, con l’inaugurazione di un murale antimafia realizzato dall’Anm. 

Emma Bonino, storica leader radicale e figura centrale delle battaglie civili italiane, è morta a 78 anni dopo un nuovo ricovero d’urgenza a Roma. La fondatrice di +Europa, già ministra, commissaria europea e parlamentare per oltre mezzo secolo, era stata soccorsa nella sua abitazione il 7 settembre e trasportata in codice rosso all’ospedale Santo Spirito, dove le sue condizioni erano apparse critiche. Negli ultimi anni aveva affrontato diversi problemi respiratori, dopo aver superato nel 2023 un tumore al polmone diagnosticato nel 2015. 

La nuova fiammata di femminidi registrata negli ultimi giorni in Italia, praticamente a tutte le latitudini del Paese, sta portando ancora una volta al dibattito nazionale che anche numericamente non accenna a diminuire, nell’ambito di un contesto di sopraffazioni che per fortuna non sempre sfociano in tragedie e gesti definitivi. Uno di questi casi recentissimi è sicuramente quello dell’altro giorno a Lucera, dove un uomo di 46 anni è stato arrestato dai carabinieri di Lucera per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e violenza sessuale aggravata, secondo quanto rilevato dal pubblico ministero della procura di Foggia che ha chiesto e ottenuto dal gip del tribunale la detenzione in carcere, dopo le indagini condotte dai militari della locale Stazione. E proprio da Via San Domenico hanno rinnovato l'invito a riferire situazioni di difficoltà subite personalmente: ormai tutte le forze dell'ordine (e l'Arma in particolare che dispone di strutture e professionalità interne appositamente formate) sono preparate a gestire i casi da “Codice Rosso” che purtroppo si verificano sempre più frequentemente. Negli ultimi due anni, solo nel territorio della Compagnia di Lucera, i provvedimenti eseguiti sarebbero circa una quarantina.
La ricostruzione dell’arresto di giovedì scorso parla addirittura di 25 anni di vessazioni, umiliazioni, insulti e minacce (anche di morte) nei confronti della moglie, con la quale l’uomo era divorziato seppur convivente sotto lo stesso tetto del quartiere Porta Croce, atteggiamenti che spesso sarebebro stati tenuti anche davanti ai due figli, a loro volta vittime di soprusi e angherie ingiustificate.

Aveva 24 anni ed era un lavoratore tunisino regolarmente presente in Italia. Il 28 agosto si è tolto la vita nella foresteria per lavoratori stranieri del Villaggio Don Bosco, in agro di Lucera. Il giovane proveniva dal ghetto di Borgo Mezzanone. Sulla vicenda è intervenuta la Flai Cgil, che ha espresso cordoglio per la morte del ragazzo e ha collegato il dramma alle condizioni di vita e di lavoro vissute da molti migranti impiegati nelle campagne della Capitanata. Secondo Matteo Bellegoni, responsabile delle politiche migratorie e della legalità del sindacato, non si tratterebbe di una fatalità isolata, ma dell’esito di un contesto segnato da precarietà, sfruttamento, difficoltà burocratiche e marginalità sociale.

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