La Soprintendenza ha posto ben dodici prescrizioni nel parere, comunque favorevole, sul progetto di adeguamento degli ultimi cinque chilometri della SP.109 tra Lucera e San Severo. La presa di posizione, illustrata nell’ambito della Conferenza di servizi, rischia quindi di complicare parecchio il percorso di completamento di una strada che viene considerata sempre più strategica nel sistema viario di Capitanata, anche perché inserita nella connessione tra i caselli autostradali di Poggio Imperiale e Candela, come segmento della tanto agognata Strada Regionale 1. Le problematiche sono emerse ufficialmente giovedì a Bari, durante l’audizione in Commissione regionale del dirigente della Provincia di Foggia, Luciano Follieri, del progettista Nicola Arcelli e dei rappresentanti dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino Meridionale e del Consorzio di Bonifica della Capitanata. Assente invece la soprintendente Anita Guarnieri che rappresenta l’ufficio da cui sono arrivate indicazioni che nello specifico riguardano azioni di tutela della vegetazione presente nei pressi del tracciato su cui ci sarebbero rilevanze anche paesaggistiche e archeologiche (tali da richiedere una “sorveglianza” per tutta la durata degli scavi), di questioni relative al corretto scorrimento e smaltimento delle acque meteoriche superficiali per non compromettere la consistenza del suolo, e soprattutto alla salvaguardia di due ponticelli in muratura sui canali Ferrante e Santa Maria che hanno alcune decine di anni di vita e per i quali è stata invocata una sostanziale intoccabilità. Quest’ultimo sembra essere l’ostacolo più evidente, perché la previsione è quella del loro totale rifacimento, oggi previsti in cemento armato e travi prefabbricate: “Non dovrà essere eseguito alcun intervento di demolizione e ricostruzione – si legge invece nel parere - poiché vietato dalle norme di tutela vigenti, ma sarà valutato un progetto di consolidamento e restauro, a firma di architetto abilitato, per il rilascio dell’autorizzazione di competenza”. I tecnici hanno ribadito la necessità di procedere rapidamente con l'intervento, evidenziando come l'attuale configurazione rappresenti una criticità sotto il profilo della sicurezza e della funzionalità dell'opera. È stato inoltre illustrato come i ponticelli costituiscano uno degli aspetti da risolvere per consentire la corretta realizzazione del progetto.
E lo scenario promette di far lievitare parecchi i costi. Per i lavori, il primo milione di euro per la progettazione è stato erogato mediante i fondi Cis Capitanata, guidato attualmente dal consigliere regionale Nicola Gatta, mentre il ministero dei Trasporti ha già manifestato la disponibilità di 35 milioni per effettuare l’allargamento della carreggiata fino a 10,5 metri su un tratto di 5,2 chilometri, dal 5+300 al 10+500, eliminando quasi del tutto gli accessi diretti con una viabilità parallela a servizio dei frontisti che si immette su quella principale in corrispondenza delle tre nuove rotatorie previste.
Antonio Tutolo è storicamente il primo promotore e animatore della messa in sicurezza di quella strada, e stamattina da un lato ha morso il freno, dall’altra ha ottenuto il risultato di mettere quasi tutti intorno allo stesso tavolo, con l’obiettivo di affrontare tutte le questioni da risolvere. "Sono soddisfatto dell’esito di questa audizione ha commentato – perché sono emerse criticità, ma abbiamo incartato l’impegno dell’Autorità di bacino a esprimere il parere entro i trenta giorni canonici. Poi vedremo questi vincoli della Soprintendenza. Ho apprezzato il clima collaborativo mostrato da tutti i presenti, dai quali è arrivata la volontà di trovare una soluzione che consenta di superare le criticità e arrivare rapidamente all'apertura del cantiere. Il nostro impegno per questa opera importante non cesserà. Il suo completamento rappresenterà un grande passo per il territorio e sarà un sollievo per i cittadini che hanno visto troppe vittime su quella strada. La priorità deve essere la sicurezza delle persone. Non possiamo arrivare al paradosso di preservare due ponticelli e continuare a esporre migliaia di cittadini ai pericoli di quella che tutti conoscono come la 'strada della morte'".
"Nessuno mette in discussione il valore storico di quelle strutture, ma non possiamo consentire che un intervento atteso da vent'anni resti fermo mentre su quel tratto si continua a rischiare la vita. Le istituzioni hanno il dovere di trovare una soluzione in tempi rapidi. Bisogna avere il coraggio di distinguere ciò che è importante da ciò che è urgente. E oggi l'urgenza è mettere in sicurezza una strada sulla quale si continua a morire. Ogni giorno migliaia di cittadini la percorrono per raggiungere il lavoro, l'autostrada, gli ospedali e i servizi. È a loro che dobbiamo una risposta. Questa battaglia l'ho iniziata nel 2005, quando ancora non sedevo nelle istituzioni. Grazie alle battaglie condivise prima con tantissimi cittadini, con petizioni e manifestazioni, e al lavoro svolto poi da consigliere provinciale e regionale, siamo riusciti a ottenere il completamento dei primi due tratti e le risorse per l'ultimo lotto. Adesso siamo davvero a un passo dalla conclusione e non possiamo permetterci di fermarci. Mi auguro che tutte le istituzioni coinvolte facciano la propria parte e che si arrivi nel più breve tempo possibile a una soluzione condivisa. L'obiettivo deve essere uno solo: far partire i lavori e consegnare finalmente ai cittadini una strada sicura".
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