“A distanza di 7 giorni dal nostro primo appello - la segnalazione di un foggiano che si firma come "uno dei tanti residenti non ancora assuefatto al degrado" -, torniamo in Piazza Mercato e la situazione non solo non è migliorata, è peggiorata. Lo dicono i proprietari delle attività storiche della piazza ed i residenti, abbandonati a loro stessi, costretti a lavorare nel degrado e a pulire davanti alle loro saracinesche ciò che dovrebbe pulire il Comune”.
“In Vico Peschi la situazione è diventata insostenibile: le deiezioni dei piccioni sono raddoppiate, un tappeto nauseabondo che ricopre tutto. Le strade di tutta la piazza sono ancora più nere, appiccicose, unte. Sembra di camminare nella pece”.
“Oggi aspettavamo con ansia l’operatore AMIU con l’idropulitrice. Abbiamo sperato fino all’ultimo. Purtroppo non si è visto nessuno. Eppure questa piazza fa comodo a tutti quando c’è da fare passerella. Il 31 ottobre 2025 anche Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle ha scelto Piazza Mercato per il suo comizio. Politici che vanno e vengono, ma per la piazza non è cambiato nulla. Anzi”.
“Il degrado avanza:
- Strade rotte e sconnesse
- Illuminazione pubblica rotta, al buio di sera
- Tettoie rotte, arrugginite e pericolanti, un pericolo enorme quando c’è vento forte
- Le 2 strutture in mezzo alla piazza completamente abbandonate al degrado
Chiediamo più attenzione per Piazza Mercato e per tutto il centro storico”.
“Ieri ho provato vergogna ad essere foggiano. Ho visto una coppia di foggiani, probabilmente tornati a Foggia dopo anni che vivono fuori, che avevano portato dei parenti forestieri in Piazza Mercato per raccontare le vecchie storie, per rivivere i bei momenti di quando questa era il cuore pulsante della foggianità. Li ho visti vergognarsi loro stessi davanti ai loro ospiti, quasi scusarsi per lo schifo che vedevano, dicendo "una volta qui era tutto un altro mondo". Hanno ragione. Questa non è più la nostra piazza”.
“Ricordiamo all’Amministrazione che la pulizia e la manutenzione delle strade comunali spettano al Comune in quanto ente proprietario, ai sensi dell’Art. 14 del Codice della Strada. È un obbligo di legge, non una cortesia”.
“Non chiediamo favori. Chiediamo dignità”.
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