Carriere




Il 2028 è ancora abbastanza lontano da sconsigliare manifesti, ma non tanto da impedire alla politica di Vico del Gargano di rimettersi in movimento. Diversamente dalle Comunali del 2023, quando Raffaele “Lello” Sciscio arrivò a Palazzo di Città senza una vera competizione tra schieramenti, la prossima volta lo scenario potrebbe essere diverso, poichè rispetto alla futura corsa per il municipio si stanno già delineando quattro aree. Il primo a togliere il condizionale dal proprio nome è Michele Sementino, già sindaco per dieci anni e inizialmente vicesindaco proprio nella giunta Sciscio, prima della rottura del gennaio 2024. “Certamente sì, ci sto lavorando”, conferma a l’Attacco circa la candidatura a Sindaco, corroborata da un cantiere già avanzato: “Non sono uno di quelli che dicono che la lista è pronta quando non lo è, però al 70 per cento è ben strutturata”. Sarà una civica, senza steccati: “Che le persone siano di destra, di sinistra o di centro francamente non mi interessa. Mi interessa che abbiano volontà di lavorare per il paese”. Sementino immagina un gruppo nel quale l’esperienza non soffochi il ricambio. “Non voglio una lista composta prevalentemente da vecchi amministratori: ci sarà una parte di esperienza e una di persone nuove. Vico ha tante professionalità che possono esprimere potenzialità”. Niente nomi, per ora, e neppure incarichi promessi: “Accordi sotto banco non ne faccio con nessuno”. Il suo giudizio sull’attuale stagione amministrativa è invece severo. Parla di “totale immobilismo” e mette al primo posto la gestione ordinaria: “Chi amministra deve amministrare il territorio, non la pagina Facebook”. Sul turismo propone di spostare risorse dai grandi concerti verso appuntamenti capaci di costruire un’identità: “Dobbiamo promuovere i nostri prodotti e il territorio: la Poposcia, l’olio, le nostre peculiarità. Non ci interessa spendere per il cantante di una sera”. La decisione di rientrare in gioco, spiega, nasce anche dalla delusione per l’esperienza amministrativa iniziata insieme a Sciscio e in seguito interrotta. Ma se quello di Sementino si configura come un ritorno, la possibile candidatura di Matteo Giambavicchio avrebbe tutt’altro profilo. Dopo 37 anni trascorsi come direttore amministrativo e amministratore delegato in quattro strutture sanitarie, oggi l’uomo è impegnato nella gestione dell’Hotel Maremonti di Vico. 

Cambio al vertice dell’Unione Avvocati Gargano e Capitanata. Luigi Palmieri assume la presidenza dell’associazione, mentre Giuseppe Falcone, che l’ha guidata dalla sua costituzione, proseguirà l’attività nel ruolo di vicepresidente. L’avvicendamento si inserisce nel percorso avviato nel 2025 con la nascita dell’Unione, creata per offrire ai professionisti del territorio un luogo stabile di confronto e rappresentanza. Palmieri e Falcone hanno condiviso fin dall’inizio le diverse fasi di crescita dell’associazione e il passaggio di consegne alla presidenza dà ora il via a una nuova fase, mantenendo però la continuità con il lavoro già svolto. "Assumo la presidenza con grande entusiasmo e senso di responsabilità", afferma Palmieri, che sottolinea la crescita registrata dall’Unione in poco tempo e ringrazia Falcone e gli altri colleghi per il contributo dato alla costruzione del progetto.

Le notizie di stampa su un esposto presentato in forma anonima alla Procura della Repubblica di Foggia, che chiamerebbe in causa il capo di Gabinetto Giuseppe Marchitelli, spingono Fratelli d'Italia Foggia a ribadire la propria linea: "Siamo garantisti, ma è necessario che la giustizia accerti la verità". Secondo quanto riportato, nell'esposto si ipotizzerebbero i reati di peculato e concussione e si citerebbero un computer, un iPhone e un aspirapolvere che sarebbero stati acquistati con denaro del Comune ma destinati a un uso privato. "Eviteremo di entrare nel merito dei fatti contestati, perché si tratta, ad oggi, di pure ipotesi sulle quali la magistratura sta lavorando. La vicenda, però, preoccupa non poco, in considerazione del ruolo primario svolto dal dirigente nell'amministrazione Episcopo, e sembrerebbe che ci sia ancora altro da far emergere". Secondo il partito, la Sindaca dovrebbe prendere atto con rigore del quadro, soprattutto alla luce della tanto sbandierata legalità evocata dall'amministrazione del campo largo, che si era presentata ai cittadini come governo del cambiamento e della trasparenza, in discontinuità con il passato. Nel corso del mandato, invece, l'azione amministrativa parrebbe opaca e costellata di zone d'ombra: dal presunto conflitto d'interesse della vicesindaca sull'affidamento a parenti degli arredi di piazza San Eligio, ai possibili conflitti d'interesse dell'assessora alla cultura sulla gestione di Parco San Felice, alla presunta occupazione abusiva di una casa popolare che avrebbe riguardato l'assessore al Bilancio, dal presunto falso in atto pubblico nella delibera sul Piano casa regionale, riferibile alla struttura urbanistica, all'assenza della Sindaca in Aula durante la discussione sull'Housing sociale per possibili conflitti d'interesse.

L’allineamento della scadenza del presidente della Provincia con quella del Consiglio provinciale cambia il quadro per Palazzo Dogana. L’emendamento al Decreto Pa ha infatti previsto che i due organi arrivino alla scadenza nello stesso momento, evitando che gli amministratori siano chiamati al voto a distanza di pochi mesi. Per la Provincia di Foggia l’effetto, secondo quanto spiegato dal presidente Giuseppe Nobiletti, è il prolungamento del mandato fino al 2028, insieme al Consiglio rinnovato lo scorso aprile. Una prospettiva che Nobiletti accoglie positivamente, anche guardando al futuro amministrativo di Vieste: "È sicuramente una buona notizia - commenta - perché mi permetterà, chiaramente se sarò rieletto sindaco a Vieste, di poter continuare e finire il lavoro che abbiamo iniziato con questo Consiglio e con i nuovi consiglieri".

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