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Nel CAS allocato presso la Casa della Carità di Manfredonia non ci sono soltanto ospiti provenienti da svariati Paesi africani ed asiatici. Ci sono anche italiani, gente del posto che presta il proprio servizio professionale. È difficile definire con certezza quanti ne siano attualmente perché l’elenco fornito alla Prefettura di Foggia è poco più di un formalismo. Nel senso che la società – in questo caso la già nota Alcantara Service – ha facoltà di cambiare i nominativi con apposita comunicazione agli uffici governativi territoriali. Come è molto probabile che sia successo a Manfredonia, visto che questa pratica è già stata adottata in passato anche per i CAS di San Giovanni Rotondo. E’ certo, invece, che almeno una mezza dozzina di questi dipendenti si è rivolta al sindacato lamentando mancate retribuzioni. Poco più di un mese fa, il segretario generale FP CGIL Foggia, Angelo Ricucci, ha indirizzato una pec ad Alcantara Service srl che l’Attacco ha potuto vedere. Veniva evidenziata “la grave e insostenibile situazione legata al mancato pagamento delle retribuzioni maturate e non riscosse”. L’invito finale era di “un incontro urgente con la Direzione Aziendale, al fine di esaminare la situazione, definire i tempi certi per il saldo delle spettanze arretrate e ripristinare le corrette relazioni industriali”. Dopo quel passaggio formale – come riferisce a l’Attacco -, Ricucci non ha ricevuto nessuna risposta. Non ha ricevuto ulteriori solleciti nemmeno dai lavoratori che erano interessati dalla vertenza in atto, perciò “ho desunto che le cose si fossero regolarizzate, altrimenti gli iscritti mi avrebbero contattato ancora e avrei assunto ulteriori iniziative”. I dipendenti “dovevano essere pagati ogni 10 del mese, però non c’era regolarità da questo punto di vista”, aggiunge Ricucci. A suo dire, le spettanze lamentate erano un paio. Se si pensa che il Centro d’Accoglienza Straordinaria entrò in attività ad aprile, mentre a settembre i lavoratori segnalavano di non aver percepito più retribuzioni, si può immaginare che le difficoltà siano iniziate un paio di mesi dopo l’apertura. Alcantara Service non gestisce l’accoglienza solo a Manfredonia, ma anche a San Giovanni Rotondo. E pure nel paese di San Pio i dipendenti non se la passano bene. 

Bisogna attendere la pubblicazione degli eventuali provvedimenti che dovranno essere adottati da più enti, tuttavia sarebbe stato avviato il percorso burocratico che porterebbe alla chiusura temporanea del CAS di Manfredonia, presso la Casa della Carità. La notizia – riferita a l’Attacco da fonti confidenziali – è clamorosa, dal momento che si tratta di una struttura non certo fatiscente e, anzi, non più tardi di pochi mesi fa è stata oggetto di lavori per un importo pari a circa 100mila euro – a carico dell’Arcidiocesi – che hanno interessato i locali destinati ad ospitare gli immigrati richiedenti asilo. Tutt’altro scenario, rispetto a quello che era stato inizialmente indicato da Alcantara Service a San Severo: l’Hotel Cicolella. Un edificio notoriamente in condizioni di abbandono e incuria, ma soltanto tre mesi dopo la società con sede nel Salento – in RTI con la società cooperativa L’Approdo – informò la Prefettura di Foggia che era stata resa inagibile “a seguito di gravi atti vandalici, denunciati alle competenti autorità”. Nonostante ciò, il giorno successivo alla ricezione della comunicazione - giovedì 7 novembre 2024 - il RUP Giuseppe Maffei coadiuvato da Pasquale Cataleta formulò comunque la proposta di aggiudicazione in favore dell’unico concorrente. Che, soltanto nell’agosto successivo ebbe a disposizione una nuova struttura: la Casa della Carità, che è suddivisa in tre edifici e quello interessato in questo caso – che è il più ampio - è posto verso ovest. Nei giorni scorsi, c’è stata una visita del nucleo ispettivo inviato dalla Prefettura di Foggia. I funzionari hanno svolto verifiche nella parte della Casa della Carità dove sono alloggiati circa 100 immigrati. E la risultanza non sarebbe stata soddisfacente. Non è ancora chiaro quali siano state le criticità riscontrate, però sarebbero numerose e richiederebbero l’intervento di ulteriori enti, quali l’ASL Foggia e il Comune di Manfredonia. Come avviene sempre in queste situazioni, nessuno pare sapere nulla. Però l’ispezione c’è stata per davvero – nemmeno molto tempo dopo che si è insediato il nuovo Prefetto, Antonio Giannelli -, resta invece da attendere per vedere confermate (o meno) le indiscrezioni raccolte da l’Attacco.

Quanti sono i Centri di accoglienza straordinaria attivi in Capitanata? Chi li gestisce, quanto costa mantenerli e quali controlli vengono effettuati per verificare che gli impegni assunti con lo Stato siano rispettati? Domande apparentemente semplici, ma non altrettanto facili da soddisfare attraverso un quadro pubblico aggiornato, completo e facilmente consultabile. Eppure parliamo di strutture, persone, contratti e denaro pubblico. È da queste domande - prima ancora che dai singoli episodi - che ha preso forma il lungo lavoro d’inchiesta che stiamo portando avanti su queste colonne da mesi ricomponendo pazientemente una trama che non si lascia leggere attraverso un solo documento.

“Con profondo orgoglio e grande senso di responsabilità, oggi sono stato eletto membro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio per la Bonifica della Capitanata, in rappresentanza dei sindaci dei 39 Comuni che ne fanno parte - annuncia Emilio Di Pumpo, Sindaco di Torremaggiore -. Ringrazio tutti i colleghi sindaci per la fiducia che mi hanno accordato”. 

Di tutta la vicenda che ruota attorno alle dimissioni di Silvana Salvemini, dirigente ai Servizi Sociali e alla Persona del Comune di San Severo, emerge con chiarezza un particolare: alla difesa, quasi d’ufficio, della parte politica fa da contraltare il malcontento espresso da numerose associazioni del Terzo settore, comprese quelle che non risultano direttamente collegate a esponenti o ambienti della politica sanseverese. Per compiere un ulteriore passo nell’analisi di quanto sta accadendo negli Uffici dei Servizi Sociali e nei rapporti con il mondo associativo, è necessario però fare un passo indietro e tornare alla serata di martedì. Lo avevamo anticipato nelle conclusioni dell’articolo pubblicato ieri: è arrivata una prima risposta da parte del Commissario Straordinario Francesco Cappetta. Grazie alle interlocuzioni con il responsabile dell’Ufficio Stampa del Comune di San Severo, è stata infatti data la disponibilità ad approfondire le questioni sollevate e ci è stata fornita una prima, significativa risposta preliminare: “La decisione delle dimissioni è stata del tutto personale, ma le stesse non possono essere considerate “per giusta causa” perché mancano del tutto i presupposti, così come comunicato alla stessa dottoressa Salvemini”. Una dichiarazione che aggiunge un elemento tutt’altro che secondario alla vicenda e che contribuisce a delineare, almeno in parte, ciò che potrebbe essere accaduto in questi mesi all’interno di Palazzo Celestini. Nella serata di martedì, proprio mentre il giornale si avviava alla chiusura, è arrivata una notizia destinata a segnare uno spartiacque per il futuro degli Uffici dei Servizi Sociali: il conferimento ad interim dell’incarico ricoperto fino a quel momento da Salvemini al segretario generale Giuseppe Longo. Intanto, a soli 400 metri di distanza dalle stanze del potere, al primo piano della Camera del Lavoro in piazza Allegato, si riuniva la Consulta delle Associazioni.

Uno dei motivi che, a quanto pare, avrebbe spinto la dirigente dei Servizi Sociali, Silvana Salvemini, a rassegnare le dimissioni sarebbe la carenza di personale, in particolare in un settore che gestisce risorse per circa 20 milioni di euro.

“In qualità di consigliere comunale capogruppo indipendente del Comune di Manfredonia e comandante nazionale del Corpo CIVILIS Ispettori Ambientali Forestali Territoriali e del Creato - riferisce Giuseppe Marasco -, questa mattina mi sono recato personalmente, insieme ad un collega Ispettore CIVILIS, presso il Centro Comunale di Raccolta Rifiuti di Monticchio. Quello che ho trovato e documentato con foto e video-denuncia è sotto gli occhi di tutti, come dimostrano le immagini che pubblico”.

Il Consiglio comunale di Foggia ha approvato oggi la mozione, a prima firma del consigliere Francesco Strippoli, per l’attivazione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani sette giorni su sette, comprendendo anche la domenica. Il Movimento 5 Stelle Foggia chiede ora all’Amministrazione comunale e ad AMIU Puglia di dare seguito rapidamente a quanto approvato dal Consiglio, trasformando l’indirizzo politico espresso dall’aula in un servizio concreto per la città. "L’approvazione della mozione rappresenta un passaggio importante - dichiara il Movimento 5 Stelle Foggia - ma adesso occorre passare rapidamente dalle parole ai fatti. La raccolta dei rifiuti sette giorni su sette, domenica compresa, è una misura che riteniamo necessaria per affrontare una criticità che si trascina dal 2012 e che continua a produrre effetti sul decoro urbano e sulla gestione quotidiana del servizio".

Mario Daniele Piccioni è stato indicato come nuovo presidente di Amiu Puglia, società partecipata dai Comuni di Bari e Foggia che si occupa della gestione dei rifiuti. La scelta è stata annunciata dal sindaco di Bari, Vito Leccese, al termine dell’assemblea dei soci e sarà formalizzata nelle prossime ore. Piccioni è professore ordinario al Politecnico di Bari e insegna nell’ambito della Scienza delle costruzioni. L’Ateneo lo indica inoltre come coordinatore del dottorato in Ingegneria per la sostenibilità e la sicurezza delle costruzioni civili e industriali.

“Continui allagamenti in Puglia, in questo momento con strade invase dall’acqua. Dietro gli allagamenti c’è il suolo che consumiamo. L’Ordine dei Geologi di Puglia esprime vicinanza alle comunità colpite. Ieri sottopassi allagati e auto bloccate a Bari, dopo i danni nel Foggiano a Lesina e Poggio Imperiale nella notte tra il 30 e il 31 ottobre. Oggi l’allerta arancione interessa tutta la regione, con scuole chiuse a Lecce, Brindisi e San Severo, parchi e cimiteri chiusi, Barletta e Monopoli in allerta per sottopassi e strade a rischio. Nelle ultime settimane disagi anche a Taranto, Ginosa, Mottola, Massafra, Fasano, Alberobello e in vari centri del Salento, tra cui Nardò, Gallipoli e Porto Cesareo. La pioggia intensa è l’innesco, ma la causa dei danni è il suolo naturale che abbiamo consumato", dichiara il presidente dott. Giovanni Caputo.

Il Rapporto Ecosistema Urbano 2026, realizzato da Legambiente e Ambiente Italia e pubblicato oggi dal Sole 24 Ore, fotografa la città con un numero che pesa: 95ª posizione su 106 capoluoghi, con 40,63 punti a fronte di una media nazionale di 55,7. Un distacco di oltre quindici punti dalla media, che colloca Foggia subito sotto di Taranto (90ª) che sappiamo bene con quali grosse problematiche deve convivere e lontana non solo da Mantova, prima con 81,29 punti, ma anche da Lecce (56ª) e Bari (71ª), a dimostrazione che il Sud non è una condanna e che in Puglia si può, anzi si deve, fare meglio.

“Il Gargano non può più aspettare. La situazione amministrativa in cui versa l’Ente Parco ha raggiunto un livello di stallo inaccettabile - il commento del WWF Foggia - per un’area protetta di così straordinaria complessità ecologica e valenza paesaggistica. I numeri di questa paralisi sono impietosi: il Parco è attualmente senza un Presidente, risulta privo di un Direttore effettivo da almeno dieci anni ed è completamente orfano del Consiglio Direttivo dal 2020. È inoltre ancora privo dei suoi strumenti di governo: Piano del Parco, Regolamento e Piano Economico e Sociale”.

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