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Ogni città produce il proprio genere letterario. Ci sono città che scrivono romanzi industriali, città che scrivono epopee finanziarie, città che compilano manuali turistici. Foggia, da decenni, coltiva invece una specialità più raffinata: la fantascienza urbanistica. Non è una critica ai progettisti. Anzi. Le tavole urbanistiche sono spesso intelligenti, i principi condivisibili, le visioni persino seducenti. Il problema nasce dopo. Sempre dopo. Prima il disegno. Poi il convegno. Poi il render. Poi il plastico. Poi il comunicato. Poi il cambio di amministrazione. Poi il finanziamento che non arriva. Poi la variante. Poi l'aggiornamento della variante. Poi l'anniversario del progetto mai realizzato. Il nuovo Piano Urbanistico Generale arriva in questo contesto, gravato da una domanda semplice e brutale: perché dovrebbe andare diversamente questa volta? Il PUG parla il linguaggio contemporaneo delle città europee. Non crescita indefinita ma rigenerazione. Non espansione ma recupero. Non periferie da colonizzare ma quartieri da ricucire. Non altro cemento ma qualità urbana. Parole difficili da contestare. Il problema è che la distanza fra l'urbanistica e la realtà non si misura in metri ma in capacità amministrativa. Perché una città non cambia quando viene descritta. Cambia quando viene governata. E qui emerge la contraddizione foggiana.
È notizia di queste ore che l’assessore all’Urbanistica architetto Michele Salatto ha presentato il suo “Urban Center”, che in sostanza dovrebbe consistere in un percorso partecipativo aperto ad alcuni soggetti istituzionali professionali (ordini degli architetti e degli ingegneri), ad altri soggetti qualificati di varia tipologia (ad esempio docenti universitari) e infine a categorie professionali del settore (in primo luogo l’associazione dei costruttori di Capitanata), al fine di contribuire in vario modo alla definizione del Piano Urbanistico Generale (PUG) di Foggia che si trascina da circa 20 anni. Se si raggiungessero risultati utili, al consiglio comunale verrebbe poi proposto uno schema definitivo da approvare mediante una delibera ufficiale del Comune. Secondo l’assessore Salatto i lavori di questo “Urban Center” saranno conclusi entro la primavera del prossimo anno 2027.
“Continui allagamenti in Puglia, in questo momento con strade invase dall’acqua. Dietro gli allagamenti c’è il suolo che consumiamo. L’Ordine dei Geologi di Puglia esprime vicinanza alle comunità colpite. Ieri sottopassi allagati e auto bloccate a Bari, dopo i danni nel Foggiano a Lesina e Poggio Imperiale nella notte tra il 30 e il 31 ottobre. Oggi l’allerta arancione interessa tutta la regione, con scuole chiuse a Lecce, Brindisi e San Severo, parchi e cimiteri chiusi, Barletta e Monopoli in allerta per sottopassi e strade a rischio. Nelle ultime settimane disagi anche a Taranto, Ginosa, Mottola, Massafra, Fasano, Alberobello e in vari centri del Salento, tra cui Nardò, Gallipoli e Porto Cesareo. La pioggia intensa è l’innesco, ma la causa dei danni è il suolo naturale che abbiamo consumato", dichiara il presidente dott. Giovanni Caputo.
Foggia 2 novembre 2026. Il 19 e 20 novembre 2026 si terrà presso la sala del Tribunale di Palazzo Dogana della Provincia di Foggia il XVI Convegno di Tossicologia Clinica organizzato dal Centro Antiveleni di Puglia del Policlinico Foggia, Responsabile Dott.ssa Anna Lepore. L’evento è finanziato dal progetto regionale “Implementazione di nuovi modelli gestionali nella segnalazione dei casi di intossicazione sul territorio regionale pugliese” di cui alla DRG n. 842 del 19 giugno 2025 ed è organizzato in collaborazione con la Regione Puglia e patrocinato della stessa Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Policlinico Foggia, dalla Società Italiana di Tossicologia Clinica (SITOX), dalla Società Italiana di Farmacologia (SIF) e dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO).
Nelle scorse settimane si è concluso, finalmente, il percorso di assegnazione di una nuova sede (al posto di quella originaria oggi inagibile) per l’Associazione intitolata a Giovanni Panunzio, quasi in concomitanza con il XXXIV° anniversario del suo omicidio. Tale passaggio non costituisce per noi un vanto, una pretesa dovuta o un privilegio, ma più semplicemente la concessione da parte del Comune di uno strumento necessario per rendere più incisivo il nostro impegno antimafia e di ciò ringraziamo il Consigliere comunale Angiola, che ha portato avanti in solitaria le nostre richieste (oltre alla questione della sede, voi sono state e vi sono, infatti, quelle ancora più cruciali dell’intitolazione di un luogo degno per la memoria di Panunzio in città, nonché il destino del bene confiscato alla mafia e intestato al coraggioso imprenditore edile ucciso per la sua ribellione al racket mafioso), giungendo a minacciare l’intervento del Prefetto di Foggia, dopo due anni di stasi, per una sede inagibile e l’atteggiamento tenuto sulla questione dalla maggioranza consiliare (con qualche eccezione) e dalla Giunta, ad iniziare dalla Sindaca Episcopo e dall’ Assessore De Santis.
L’accorpamento tra il Circolo Didattico San Giovanni Bosco e la scuola secondaria di primo grado Leonardo Murialdo si farà, almeno secondo il Piano provinciale di dimensionamento scolastico per il 2027/2028. La Provincia di Foggia ha confermato la propria linea nonostante la contrarietà espressa dalla Giunta Episcopo, che aveva chiesto di mantenere separate le due autonomie. Ma dietro una decisione che ufficialmente risponde a criteri di razionalizzazione della rete scolastica si muove una partita più complessa, nella quale entrano in gioco la gestione delle dirigenze, gli equilibri sindacali e la sorte del personale amministrativo e ausiliario. La questione, infatti, non riguarda soltanto la salvaguardia delle autonomie scolastiche, ma anche le conseguenze che la fusione avrebbe sulle figure apicali dei due istituti. Con un unico comprensivo verrebbe meno una posizione da dirigente scolastico e una da direttore dei servizi generali e amministrativi, il Dsga. È proprio la prospettiva di un trasferimento delle attuali figure dirigenti verso altre sedi uno degli elementi che avrebbe alimentato la mobilitazione sindacale, chiamando in causa in particolare la CGIL e la FLP, alle quali sono riconducibili le iscrizioni delle persone direttamente interessate. Un intreccio tra tutela delle posizioni professionali e rappresentanza sindacale che merita di essere considerato nella lettura delle contrapposizioni emerse sul dimensionamento. La questione presenta però un'altra faccia, quella del personale scolastico meno tutelato. Se da una parte l'accorpamento comporterebbe la perdita di una dirigenza e di un posto da Dsga, dall'altra il mancato riordino della rete, in una fase di progressiva diminuzione degli alunni, potrebbe esporre a ulteriori riduzioni soprattutto il personale ATA, gli assistenti amministrativi e i collaboratori scolastici. Il calo delle nascite e lo spopolamento stanno modificando strutturalmente la consistenza della popolazione scolastica. In questa prospettiva, la razionalizzazione delle autonomie viene letta come una misura che potrebbe consentire di governare una trasformazione destinata comunque a incidere sugli organici.
La transizione energetica passa anche dalla formazione professionale e dalla capacità di mettere in contatto le imprese con i giovani in cerca di un'opportunità lavorativa. È questa la prospettiva con cui Edison ha inaugurato ieri a Foggia il nuovo Training Center della Scuola dei Mestieri dell’Energia, un polo dedicato alla preparazione di tecnici specializzati negli impianti eolici e fotovoltaici. La struttura, intitolata alla memoria di Massimiliano Cucciniello, ospiterà da novembre il primo corso per installatori e manutentori di impianti alimentati da fonti rinnovabili. L'iniziativa si rivolge a diplomati e diplomandi di età inferiore ai 25 anni e punta a fornire competenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro. Il percorso annuale sarà organizzato attraverso un contratto di apprendistato duale di primo livello, retribuito fin dal primo giorno, con un compenso destinato a crescere durante la formazione. Al termine, superato l'esame finale, i partecipanti potranno ottenere il titolo di Tecnico dell'installazione e della manutenzione di impianti civili e industriali per l'energia. La formazione alternerà lezioni teoriche, esercitazioni pratiche e attività nelle aziende partner. Nel centro foggiano è stato installato un impianto eolico con una navicella perfettamente funzionante, destinata alle attività didattiche. I giovani potranno familiarizzare con le tecnologie del settore, affiancati da formatori e manager aziendali, per poi completare l'esperienza sul campo. Superato l'esame, potranno proseguire il percorso lavorativo attraverso Adecco, partner del progetto, con un contratto di apprendistato professionalizzante presso le aziende coinvolte. In alternativa, potranno continuare gli studi nella filiera della formazione tecnologico-professionale di terzo livello. Il Training Center foggiano amplia un'iniziativa nata a Lecce nel 2021 con Aforisma School of Future, inizialmente dedicata alla formazione di operatori di impianti termoidraulici. In questa nuova fase entra anche Adecco, gruppo internazionale specializzato nelle soluzioni per le risorse umane. Il modello punta a coinvolgere imprese, scuole, enti formativi e istituzioni nella progettazione dei corsi, affinché le competenze rispondano alle esigenze del sistema produttivo. "La transizione energetica richiede tecnologie e investimenti, ma soprattutto giovani con le competenze necessarie per realizzarla", ha detto Giorgio Colombo, vicepresidente esecutivo per le risorse umane e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione di Edison. "Con la Scuola dei Mestieri dell’Energia, Edison contribuisce a valorizzare le professioni tecnico-professionali nel settore energetico, in coerenza con la recente riforma della filiera formativa tecnologico-professionale". L'obiettivo, ha aggiunto, è costruire percorsi di orientamento e formazione in alternanza studio-lavoro per rispondere alla domanda di competenze nel settore dell'energia eolica e solare, trasformando la transizione energetica in un'opportunità di lavoro qualificato. "Dopo l’avvio dell’iniziativa a Lecce, oggi apriamo a Foggia un nuovo polo formativo intitolato alla memoria di Massimiliano Cucciniello. La Puglia ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi un territorio strategico per lo sviluppo dei nostri investimenti nel settore delle energie rinnovabili e un polo di riferimento per la formazione di competenze e la trasmissione di esperienze su queste tecnologie alle nuove generazioni. Con il nuovo Training Center vogliamo valorizzare ulteriormente questo patrimonio, anche su scala nazionale", ha concluso Colombo.
La lunga situazione di impasse che attanaglia da anni l’edilizia è stata affrontata in Unifg lo scorso 30 settembre dal consiglio di amministrazione, che ha discusso sia dell’ex caserma Miale – per cui si attende ancora l’indizione della nuova gara dopo l’annullamento della precedente a seguito dei rilievi Anac – sia dello stallo rispetto al completamento del Polo biomedico. Dopo tre anni dall’insediamento della nuova ed attuale governance, guidata dal rettore Lorenzo Lo Muzio, il settore dell’edilizia è una vera nota dolente. La delega è assegnata alla prorettrice vicaria Donatella Curtotti. La prima gara per la Miale, da oltre 17 milioni di euro – relativa all’affidamento dell'appalto integrato avente ad oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori relativi all’intervento di ristrutturazione, rifunzionalizzazione e cambio di destinazione d'uso - fu indetta a luglio 2025 e annullata dopo molti mesi di stallo col ritiro di tutti gli atti a causa delle numerose criticità segnalate dal presidente dell’ANAC - Autorità nazionale anticorruzione, Busia. A lungo incerta sul da farsi, Unifg decise infine a giugno scorso di rifare la gara dopo la rassicurazione arrivata da Roma in merito ai fondi ministeriali. Il 5 maggio l’Ateneo aveva chiesto al MUR (Ministero dell’Università e della ricerca) di voler confermare “che l’eventuale rinnovo della procedura di gara non incida sull’assegnazione del finanziamento e che lo stesso, in tal caso, resti confermato”. Il MUR fornì riscontro il 16 giugno scorso, comunicando, tra l’altro, che “preso atto delle motivazioni addotte dall’Ateneo ai fini dell’eventuale rinnovo delle procedure di gara, si fa presente che non sussistono i presupposti per provvedere alla revoca del finanziamento concesso, purché l’Ateneo si adoperi tempestivamente al fine di rimuovere le criticità rilevate dall’ANAC e consentire l’avvio dei lavori, dando conto nei prossimi monitoraggi ministeriali del nuovo cronoprogramma degli stessi”. Cinque anni sono passati dallo stanziamento della Regione, a fine 2021, da 7,5 milioni di euro per consentire ad Unifg di acquistare l’ex scuola di polizia, mentre a oltre due anni fa risale l’ottenimento dei fondi per 12,7 milioni di euro dal Ministero.
Diciotto obiettivi e 36 azioni per ridisegnare Foggia, governando il fabbisogno abitativo senza consumare nuovo suolo e puntando sulla rigenerazione urbana. È la struttura dello Schema delle Scelte del nuovo Piano urbanistico generale, elaborato dal gruppo di progettazione coordinato dal professor Francesco Karrer e aggiornato al 20 ottobre 2026. Il documento, frutto del lavoro svolto tra luglio e settembre, traduce in indicazioni operative gli indirizzi approvati dalla Giunta nel luglio 2025 e costituisce la base per riattivare la Valutazione ambientale strategica e aprire una nuova fase di confronto con la città. Non è ancora uno strumento prescrittivo e, allo stato attuale, non modifica direttamente le destinazioni urbanistiche dei terreni. Il dimensionamento residenziale guarda al 2040. La stima individua un fabbisogno complessivo di 9.044 alloggi, che scende a 7.314 sottraendo le 1.730 unità già previste dagli Accordi di Programma vigenti. Il Piano distingue inoltre tra accordi già convenzionati e proposte di housing sociale il cui iter non si è perfezionato. I primi vengono mantenuti tra gli ambiti a pianificazione definita, con possibili rimodulazioni da concordare con la Regione. Le seconde non entrano automaticamente nel nuovo strumento e potranno essere considerate soltanto dopo le verifiche di compatibilità ambientale, idraulica e geomorfologica. La strategia ambientale introduce la cosiddetta Trama Verde, con l’obiettivo di evitare entro il 2030 perdite nette di verde urbano e copertura arborea rispetto ai livelli del 2024. Sul fronte delle infrastrutture, il completamento del secondo stralcio dell’Orbitale viene ripensato come una strada urbana con piste ciclabili e fasce alberate, mentre la futura fermata dell’Alta Velocità è concepita come una porta d’accesso alla città, collegata alla stazione centrale attraverso una navetta ferroviaria integrata con il trasporto su gomma. Lo schema affronta anche la rigenerazione dei quartieri esistenti.
Nel CAS allocato presso la Casa della Carità di Manfredonia non ci sono soltanto ospiti provenienti da svariati Paesi africani ed asiatici. Ci sono anche italiani, gente del posto che presta il proprio servizio professionale. È difficile definire con certezza quanti ne siano attualmente perché l’elenco fornito alla Prefettura di Foggia è poco più di un formalismo. Nel senso che la società – in questo caso la già nota Alcantara Service – ha facoltà di cambiare i nominativi con apposita comunicazione agli uffici governativi territoriali. Come è molto probabile che sia successo a Manfredonia, visto che questa pratica è già stata adottata in passato anche per i CAS di San Giovanni Rotondo. E’ certo, invece, che almeno una mezza dozzina di questi dipendenti si è rivolta al sindacato lamentando mancate retribuzioni. Poco più di un mese fa, il segretario generale FP CGIL Foggia, Angelo Ricucci, ha indirizzato una pec ad Alcantara Service srl che l’Attacco ha potuto vedere. Veniva evidenziata “la grave e insostenibile situazione legata al mancato pagamento delle retribuzioni maturate e non riscosse”. L’invito finale era di “un incontro urgente con la Direzione Aziendale, al fine di esaminare la situazione, definire i tempi certi per il saldo delle spettanze arretrate e ripristinare le corrette relazioni industriali”. Dopo quel passaggio formale – come riferisce a l’Attacco -, Ricucci non ha ricevuto nessuna risposta. Non ha ricevuto ulteriori solleciti nemmeno dai lavoratori che erano interessati dalla vertenza in atto, perciò “ho desunto che le cose si fossero regolarizzate, altrimenti gli iscritti mi avrebbero contattato ancora e avrei assunto ulteriori iniziative”. I dipendenti “dovevano essere pagati ogni 10 del mese, però non c’era regolarità da questo punto di vista”, aggiunge Ricucci. A suo dire, le spettanze lamentate erano un paio. Se si pensa che il Centro d’Accoglienza Straordinaria entrò in attività ad aprile, mentre a settembre i lavoratori segnalavano di non aver percepito più retribuzioni, si può immaginare che le difficoltà siano iniziate un paio di mesi dopo l’apertura. Alcantara Service non gestisce l’accoglienza solo a Manfredonia, ma anche a San Giovanni Rotondo. E pure nel paese di San Pio i dipendenti non se la passano bene.
Il Pug sarà adottato entro la primavera del 2027. Parola della Sindaca di Foggia Marida Episcopo, che fissa finalmente l’orizzonte temporale per uno degli obiettivi più attesi dall’amministrazione comunale e dalla città. Dopo quasi vent’anni di passaggi, interruzioni e aggiornamenti, il Piano urbanistico generale si avvicina dunque a una nuova fase, forse decisiva, del suo lungo percorso. La scadenza indicata resta tuttavia legata ai passaggi tecnici e amministrativi che dovranno accompagnare la definizione dello strumento urbanistico e il suo approdo in Consiglio comunale. Ieri mattina, nell’Aula consiliare di Palazzo di Città, si è riunita l’Assemblea dell’Urban Center, organismo nato su iniziativa del consigliere pentastellato e presidente della Commissione Ambiente e Territorio Giovanni Quarato per favorire la partecipazione della città alla costruzione del nuovo Piano. All’incontro ha preso parte il professor Francesco Karrer, progettista del Pug, mentre l’assessore all’Urbanistica Michele Salatto ha illustrato il lavoro svolto negli ultimi mesi insieme ai progettisti e all’Ufficio del Piano. All’ordine del giorno figuravano la costituzione del direttivo, l’aggiornamento sullo stato del procedimento, le proposte dei partecipanti e la modifica del regolamento dell’organismo. Al centro della riunione lo schema delle scelte di Piano, una bozza destinata a essere discussa e integrata attraverso il confronto con i cittadini e le realtà coinvolte. Il passaggio dovrà precedere la delibera di Giunta e l’avvio della Valutazione ambientale strategica, procedura che avrà un peso determinante nella definizione dei tempi. L’obiettivo dichiarato è arrivare all’adozione senza azzerare il lavoro accumulato dal 2006 a oggi, ma portandolo a una fase conclusiva. Intanto, il percorso si arricchisce di un nuovo incarico professionale. Il Comune ha affidato all’avvocato Nicola Lo Muzio un servizio biennale di assistenza specialistica in materia urbanistica e amministrativa, con un compenso di 75mila euro e una spesa complessiva di 95.160 euro, comprensiva di oneri previdenziali e IVA. Lo Muzio ha già collaborato al percorso del Pug, ma ora il Comune formalizza ufficialmente il suo incarico, affidandogli il supporto legale al responsabile del procedimento nelle diverse fasi di formazione del Piano. La determina, firmata il 27 ottobre e pubblicata all’Albo pretorio ieri mattina, rappresenta un ulteriore tassello organizzativo mentre l’amministrazione punta a trasformare il lavoro preparatorio in scelte urbanistiche da sottoporre al confronto pubblico e, successivamente, al voto del Consiglio comunale. Il Piano urbanistico generale di Foggia prova a uscire da un percorso che dura ormai da quasi vent’anni.
Bisogna attendere la pubblicazione degli eventuali provvedimenti che dovranno essere adottati da più enti, tuttavia sarebbe stato avviato il percorso burocratico che porterebbe alla chiusura temporanea del CAS di Manfredonia, presso la Casa della Carità. La notizia – riferita a l’Attacco da fonti confidenziali – è clamorosa, dal momento che si tratta di una struttura non certo fatiscente e, anzi, non più tardi di pochi mesi fa è stata oggetto di lavori per un importo pari a circa 100mila euro – a carico dell’Arcidiocesi – che hanno interessato i locali destinati ad ospitare gli immigrati richiedenti asilo. Tutt’altro scenario, rispetto a quello che era stato inizialmente indicato da Alcantara Service a San Severo: l’Hotel Cicolella. Un edificio notoriamente in condizioni di abbandono e incuria, ma soltanto tre mesi dopo la società con sede nel Salento – in RTI con la società cooperativa L’Approdo – informò la Prefettura di Foggia che era stata resa inagibile “a seguito di gravi atti vandalici, denunciati alle competenti autorità”. Nonostante ciò, il giorno successivo alla ricezione della comunicazione - giovedì 7 novembre 2024 - il RUP Giuseppe Maffei coadiuvato da Pasquale Cataleta formulò comunque la proposta di aggiudicazione in favore dell’unico concorrente. Che, soltanto nell’agosto successivo ebbe a disposizione una nuova struttura: la Casa della Carità, che è suddivisa in tre edifici e quello interessato in questo caso – che è il più ampio - è posto verso ovest. Nei giorni scorsi, c’è stata una visita del nucleo ispettivo inviato dalla Prefettura di Foggia. I funzionari hanno svolto verifiche nella parte della Casa della Carità dove sono alloggiati circa 100 immigrati. E la risultanza non sarebbe stata soddisfacente. Non è ancora chiaro quali siano state le criticità riscontrate, però sarebbero numerose e richiederebbero l’intervento di ulteriori enti, quali l’ASL Foggia e il Comune di Manfredonia. Come avviene sempre in queste situazioni, nessuno pare sapere nulla. Però l’ispezione c’è stata per davvero – nemmeno molto tempo dopo che si è insediato il nuovo Prefetto, Antonio Giannelli -, resta invece da attendere per vedere confermate (o meno) le indiscrezioni raccolte da l’Attacco.
Quanti sono i Centri di accoglienza straordinaria attivi in Capitanata? Chi li gestisce, quanto costa mantenerli e quali controlli vengono effettuati per verificare che gli impegni assunti con lo Stato siano rispettati? Domande apparentemente semplici, ma non altrettanto facili da soddisfare attraverso un quadro pubblico aggiornato, completo e facilmente consultabile. Eppure parliamo di strutture, persone, contratti e denaro pubblico. È da queste domande - prima ancora che dai singoli episodi - che ha preso forma il lungo lavoro d’inchiesta che stiamo portando avanti su queste colonne da mesi ricomponendo pazientemente una trama che non si lascia leggere attraverso un solo documento.
Il trinomio scuola-prevenzione-informazione è ormai una realtà. Oggigiorno all’interno degli istituti scolastici italiani, coerentemente con gli indirizzi europei, si coordina una varietà di iniziative legate a macro aree di estrema rilevanza. Non più dunque didattica ordinaria, ma anche e soprattutto progettualità importanti, tese a migliorare la qualità della vita degli studenti, attraverso la conoscenza di temi di fondamentale importanza. La promozione della cultura della salute e del benessere alle nuove generazioni è certamente uno di essi. Nella mattinata di ieri presso l’auditorium dell’istituto scolastico Einaudi Grieco di Foggia è stato presentato il Catalogo Scuola e Salute per l’anno scolastico 2026/2027, il cui claim è “La prevenzione fa scuola”. L’evento è stato organizzato da ASL Foggia nell’ambito delle attività previste dal Piano Regionale della Prevenzione e mira a far confrontare i professionisti della sanità, i rappresentanti delle istituzioni regionali e della comunità educante, per consolidare la rete interistituzionale e rispondere in maniera sempre più efficace ai bisogni di salute degli studenti e delle comunità scolastiche. Per l’anno in corso sono 13 i nuovi progetti, con particolare attenzione alle trasformazioni che caratterizzano l’adolescenza nell’era digitale. Un percorso che riconosce la scuola come luogo privilegiato per la promozione della salute, la prevenzione e lo sviluppo di competenze utili a compiere scelte consapevoli. Le attività proposte affrontano diverse macroaree tematiche: benessere mentale, dimensione emotiva e relazionale, affettività e sessualità, cambiamenti dell’adolescenza, stili di vita e comportamenti a rischio. Un’attenzione specifica è dedicata alla cultura del consenso, al rispetto dei confini personali e all’utilizzo consapevole degli strumenti digitali e dei social network. Con il Catalogo, inoltre, ASL FG intende favorire il dialogo e il confronto, contribuendo a contrastare tabù, falsi miti e informazioni non corrette sui temi della salute e del benessere. A l’Attacco, Ada Arsa, coordinatrice GIA (Gruppo Interistituzionale Aziendale) di ASL Foggia, ha spiegato in cosa consiste il Catalogo Scuola e Salute 2026-2027 e qual è il focus su cui ASL Foggia si è orientata maggiormente. “Quest’oggi (ieri, ndr) vengono presentati i nuovi progetti da parte del gruppo interistituzionale aziendale. In quest’ultimo anno abbiamo puntato l’attenzione sulle esigenze di tutto il territorio e, ovviamente, andando a coinvolgere tutte le fasce anagrafiche, dalla tenera età, sino a quella dei ragazzi delle scuole superiori”, ha detto Arsa.
“Il reparto di Geriatria del Policlinico Foggia non è attivo. È rimasta inattuata, infatti, la delibera del Policlinico di Foggia del 30 dicembre 2025 per destinare fino a 6 posti letto nell’ambito del Dipartimento Medico Internistico all’attività in regime di ricovero in ambito geriatrico, nelle more di un nuovo assetto organizzativo più confacente alle mutate esigenze assistenziali e alla domanda di prestazioni specialistiche in ambito geriatrico. La delibera, inoltre, disponeva che le attività assistenziali della Struttura Semplice a Valenza Dipartimentale si integrasse con quella della Struttura Complessa di Medicina Interna in un modello funzionale già adottato nell’ambito del Dipartimento Medico Internistico”. Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis.
“Abbiamo le mani pulite, pulitissime”. E’ sempre stata questa l’espressione usata dalla sindaca di Foggia Marida Episcopo per ribadire la totale serenità rispetto all’operato proprio e dell’ente amministrato ormai da quasi tre anni. Una frase ripetuta mostrando le mani a favor di telecamera, in un gesto diventato caratteristico della prima cittadina. Ma in realtà in seno al campo largo foggiano alberga più di una preoccupazione per diverse vicende delicatissime relative a Palazzo di città, quali l’affaire cimitero, il caso Marchitelli e la questione degli affidamenti diretti. Nella lunga riunione di maggioranza pre-consiglio di martedì scorso, presieduta dalla vicesindaca Lucia Aprile nell’assenza di Episcopo, non si è parlato né di questo né di Marchitelli, ma emerge comunque che la coalizione chiederà nuovamente alla sindaca di togliere l’incarico di capo di gabinetto al proprio protetto e che stavolta l’ex provveditrice agli studi cederà. Si è invece discusso a lungo sia del cimitero che del permesso di costruire in deroga ad Arca Capitanata per i 64 alloggi di via Lucera.
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Nel CAS allocato presso la Casa della Carità di Manfredonia non ci sono soltanto ospiti provenienti da svariati Paesi africani ed asiatici. Ci sono anche italiani, gente del posto che presta il proprio servizio professionale. È difficile definire con certezza quanti ne siano attualmente perché l’elenco fornito alla Prefettura di Foggia è poco più di un formalismo. Nel senso che la società – in questo caso la già nota Alcantara Service – ha facoltà di cambiare i nominativi con apposita comunicazione agli uffici governativi territoriali. Come è molto probabile che sia successo a Manfredonia, visto che questa pratica è già stata adottata in passato anche per i CAS di San Giovanni Rotondo. E’ certo, invece, che almeno una mezza dozzina di questi dipendenti si è rivolta al sindacato lamentando mancate retribuzioni. Poco più di un mese fa, il segretario generale FP CGIL Foggia, Angelo Ricucci, ha indirizzato una pec ad Alcantara Service srl che l’Attacco ha potuto vedere. Veniva evidenziata “la grave e insostenibile situazione legata al mancato pagamento delle retribuzioni maturate e non riscosse”. L’invito finale era di “un incontro urgente con la Direzione Aziendale, al fine di esaminare la situazione, definire i tempi certi per il saldo delle spettanze arretrate e ripristinare le corrette relazioni industriali”. Dopo quel passaggio formale – come riferisce a l’Attacco -, Ricucci non ha ricevuto nessuna risposta. Non ha ricevuto ulteriori solleciti nemmeno dai lavoratori che erano interessati dalla vertenza in atto, perciò “ho desunto che le cose si fossero regolarizzate, altrimenti gli iscritti mi avrebbero contattato ancora e avrei assunto ulteriori iniziative”. I dipendenti “dovevano essere pagati ogni 10 del mese, però non c’era regolarità da questo punto di vista”, aggiunge Ricucci. A suo dire, le spettanze lamentate erano un paio. Se si pensa che il Centro d’Accoglienza Straordinaria entrò in attività ad aprile, mentre a settembre i lavoratori segnalavano di non aver percepito più retribuzioni, si può immaginare che le difficoltà siano iniziate un paio di mesi dopo l’apertura. Alcantara Service non gestisce l’accoglienza solo a Manfredonia, ma anche a San Giovanni Rotondo. E pure nel paese di San Pio i dipendenti non se la passano bene.
Bisogna attendere la pubblicazione degli eventuali provvedimenti che dovranno essere adottati da più enti, tuttavia sarebbe stato avviato il percorso burocratico che porterebbe alla chiusura temporanea del CAS di Manfredonia, presso la Casa della Carità. La notizia – riferita a l’Attacco da fonti confidenziali – è clamorosa, dal momento che si tratta di una struttura non certo fatiscente e, anzi, non più tardi di pochi mesi fa è stata oggetto di lavori per un importo pari a circa 100mila euro – a carico dell’Arcidiocesi – che hanno interessato i locali destinati ad ospitare gli immigrati richiedenti asilo. Tutt’altro scenario, rispetto a quello che era stato inizialmente indicato da Alcantara Service a San Severo: l’Hotel Cicolella. Un edificio notoriamente in condizioni di abbandono e incuria, ma soltanto tre mesi dopo la società con sede nel Salento – in RTI con la società cooperativa L’Approdo – informò la Prefettura di Foggia che era stata resa inagibile “a seguito di gravi atti vandalici, denunciati alle competenti autorità”. Nonostante ciò, il giorno successivo alla ricezione della comunicazione - giovedì 7 novembre 2024 - il RUP Giuseppe Maffei coadiuvato da Pasquale Cataleta formulò comunque la proposta di aggiudicazione in favore dell’unico concorrente. Che, soltanto nell’agosto successivo ebbe a disposizione una nuova struttura: la Casa della Carità, che è suddivisa in tre edifici e quello interessato in questo caso – che è il più ampio - è posto verso ovest. Nei giorni scorsi, c’è stata una visita del nucleo ispettivo inviato dalla Prefettura di Foggia. I funzionari hanno svolto verifiche nella parte della Casa della Carità dove sono alloggiati circa 100 immigrati. E la risultanza non sarebbe stata soddisfacente. Non è ancora chiaro quali siano state le criticità riscontrate, però sarebbero numerose e richiederebbero l’intervento di ulteriori enti, quali l’ASL Foggia e il Comune di Manfredonia. Come avviene sempre in queste situazioni, nessuno pare sapere nulla. Però l’ispezione c’è stata per davvero – nemmeno molto tempo dopo che si è insediato il nuovo Prefetto, Antonio Giannelli -, resta invece da attendere per vedere confermate (o meno) le indiscrezioni raccolte da l’Attacco.
Quanti sono i Centri di accoglienza straordinaria attivi in Capitanata? Chi li gestisce, quanto costa mantenerli e quali controlli vengono effettuati per verificare che gli impegni assunti con lo Stato siano rispettati? Domande apparentemente semplici, ma non altrettanto facili da soddisfare attraverso un quadro pubblico aggiornato, completo e facilmente consultabile. Eppure parliamo di strutture, persone, contratti e denaro pubblico. È da queste domande - prima ancora che dai singoli episodi - che ha preso forma il lungo lavoro d’inchiesta che stiamo portando avanti su queste colonne da mesi ricomponendo pazientemente una trama che non si lascia leggere attraverso un solo documento.
“Con profondo orgoglio e grande senso di responsabilità, oggi sono stato eletto membro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio per la Bonifica della Capitanata, in rappresentanza dei sindaci dei 39 Comuni che ne fanno parte - annuncia Emilio Di Pumpo, Sindaco di Torremaggiore -. Ringrazio tutti i colleghi sindaci per la fiducia che mi hanno accordato”.
Di tutta la vicenda che ruota attorno alle dimissioni di Silvana Salvemini, dirigente ai Servizi Sociali e alla Persona del Comune di San Severo, emerge con chiarezza un particolare: alla difesa, quasi d’ufficio, della parte politica fa da contraltare il malcontento espresso da numerose associazioni del Terzo settore, comprese quelle che non risultano direttamente collegate a esponenti o ambienti della politica sanseverese. Per compiere un ulteriore passo nell’analisi di quanto sta accadendo negli Uffici dei Servizi Sociali e nei rapporti con il mondo associativo, è necessario però fare un passo indietro e tornare alla serata di martedì. Lo avevamo anticipato nelle conclusioni dell’articolo pubblicato ieri: è arrivata una prima risposta da parte del Commissario Straordinario Francesco Cappetta. Grazie alle interlocuzioni con il responsabile dell’Ufficio Stampa del Comune di San Severo, è stata infatti data la disponibilità ad approfondire le questioni sollevate e ci è stata fornita una prima, significativa risposta preliminare: “La decisione delle dimissioni è stata del tutto personale, ma le stesse non possono essere considerate “per giusta causa” perché mancano del tutto i presupposti, così come comunicato alla stessa dottoressa Salvemini”. Una dichiarazione che aggiunge un elemento tutt’altro che secondario alla vicenda e che contribuisce a delineare, almeno in parte, ciò che potrebbe essere accaduto in questi mesi all’interno di Palazzo Celestini. Nella serata di martedì, proprio mentre il giornale si avviava alla chiusura, è arrivata una notizia destinata a segnare uno spartiacque per il futuro degli Uffici dei Servizi Sociali: il conferimento ad interim dell’incarico ricoperto fino a quel momento da Salvemini al segretario generale Giuseppe Longo. Intanto, a soli 400 metri di distanza dalle stanze del potere, al primo piano della Camera del Lavoro in piazza Allegato, si riuniva la Consulta delle Associazioni.
Uno dei motivi che, a quanto pare, avrebbe spinto la dirigente dei Servizi Sociali, Silvana Salvemini, a rassegnare le dimissioni sarebbe la carenza di personale, in particolare in un settore che gestisce risorse per circa 20 milioni di euro.
“In qualità di consigliere comunale capogruppo indipendente del Comune di Manfredonia e comandante nazionale del Corpo CIVILIS Ispettori Ambientali Forestali Territoriali e del Creato - riferisce Giuseppe Marasco -, questa mattina mi sono recato personalmente, insieme ad un collega Ispettore CIVILIS, presso il Centro Comunale di Raccolta Rifiuti di Monticchio. Quello che ho trovato e documentato con foto e video-denuncia è sotto gli occhi di tutti, come dimostrano le immagini che pubblico”.
Mario Daniele Piccioni è stato indicato come nuovo presidente di Amiu Puglia, società partecipata dai Comuni di Bari e Foggia che si occupa della gestione dei rifiuti. La scelta è stata annunciata dal sindaco di Bari, Vito Leccese, al termine dell’assemblea dei soci e sarà formalizzata nelle prossime ore. Piccioni è professore ordinario al Politecnico di Bari e insegna nell’ambito della Scienza delle costruzioni. L’Ateneo lo indica inoltre come coordinatore del dottorato in Ingegneria per la sostenibilità e la sicurezza delle costruzioni civili e industriali.
“Continui allagamenti in Puglia, in questo momento con strade invase dall’acqua. Dietro gli allagamenti c’è il suolo che consumiamo. L’Ordine dei Geologi di Puglia esprime vicinanza alle comunità colpite. Ieri sottopassi allagati e auto bloccate a Bari, dopo i danni nel Foggiano a Lesina e Poggio Imperiale nella notte tra il 30 e il 31 ottobre. Oggi l’allerta arancione interessa tutta la regione, con scuole chiuse a Lecce, Brindisi e San Severo, parchi e cimiteri chiusi, Barletta e Monopoli in allerta per sottopassi e strade a rischio. Nelle ultime settimane disagi anche a Taranto, Ginosa, Mottola, Massafra, Fasano, Alberobello e in vari centri del Salento, tra cui Nardò, Gallipoli e Porto Cesareo. La pioggia intensa è l’innesco, ma la causa dei danni è il suolo naturale che abbiamo consumato", dichiara il presidente dott. Giovanni Caputo.
Il Rapporto Ecosistema Urbano 2026, realizzato da Legambiente e Ambiente Italia e pubblicato oggi dal Sole 24 Ore, fotografa la città con un numero che pesa: 95ª posizione su 106 capoluoghi, con 40,63 punti a fronte di una media nazionale di 55,7. Un distacco di oltre quindici punti dalla media, che colloca Foggia subito sotto di Taranto (90ª) che sappiamo bene con quali grosse problematiche deve convivere e lontana non solo da Mantova, prima con 81,29 punti, ma anche da Lecce (56ª) e Bari (71ª), a dimostrazione che il Sud non è una condanna e che in Puglia si può, anzi si deve, fare meglio.
“Il Gargano non può più aspettare. La situazione amministrativa in cui versa l’Ente Parco ha raggiunto un livello di stallo inaccettabile - il commento del WWF Foggia - per un’area protetta di così straordinaria complessità ecologica e valenza paesaggistica. I numeri di questa paralisi sono impietosi: il Parco è attualmente senza un Presidente, risulta privo di un Direttore effettivo da almeno dieci anni ed è completamente orfano del Consiglio Direttivo dal 2020. È inoltre ancora privo dei suoi strumenti di governo: Piano del Parco, Regolamento e Piano Economico e Sociale”.
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