“Abbiamo le mani pulite, pulitissime”. E’ sempre stata questa l’espressione usata dalla sindaca di Foggia Marida Episcopo per ribadire la totale serenità rispetto all’operato proprio e dell’ente amministrato ormai da quasi tre anni. Una frase ripetuta mostrando le mani a favor di telecamera, in un gesto diventato caratteristico della prima cittadina. Ma in realtà in seno al campo largo foggiano alberga più di una preoccupazione per diverse vicende delicatissime relative a Palazzo di città, quali l’affaire cimitero, il caso Marchitelli e la questione degli affidamenti diretti. Nella lunga riunione di maggioranza pre-consiglio di martedì scorso, presieduta dalla vicesindaca Lucia Aprile nell’assenza di Episcopo, non si è parlato né di questo né di Marchitelli, ma emerge comunque che la coalizione chiederà nuovamente alla sindaca di togliere l’incarico di capo di gabinetto al proprio protetto e che stavolta l’ex provveditrice agli studi cederà. Si è invece discusso a lungo sia del cimitero che del permesso di costruire in deroga ad Arca Capitanata per i 64 alloggi di via Lucera.

Registra un forte peggioramento il risultato del bilancio consolidato 2025 della Provincia di Foggia, che è stato approvato martedì scorso dal consiglio provinciale con nove voti favorevoli sugli undici presenti nell’aula di Palazzo Dogana. Contro si sono espressi gli eletti di opposizione Netti e Accettulli, mentre erano assenti Moccia e Nunziante. Il bilancio consolidato fotografa la situazione finanziaria e patrimoniale e il risultato economico della complessiva attività svolta dall'ente locale attraverso le proprie articolazioni organizzative, i suoi enti strumentali e le sue società controllate e partecipate. Ebbene, per il 2025 il conto economico consolidato registra un risultato dell’esercizio negativo, con una perdita pari a -9.135.609,14 euro, che rappresenta “una consistente riduzione rispetto all’esercizio precedente di -13.912.598,15 euro, per effetto dei risultati della gestione 2025 del nostro ente e delle partecipate (60.989,70 euro)”, come si legge nella nota integrativa.

Ci sarebbe stato un forte pressing da parte della Prefettura di Foggia, sul Comune capoluogo, affinchè fosse deciso il recesso dalla convenzione stipulata in data 28 luglio 2011 con PFC srl, con riferimento alla concessione della gestione dell'impianto crematorio (con scadenza originaria al 2041). E’ quanto trapela da Palazzo di città, rumors per i quali dall’Ufficio territoriale del Governo sarebbe stata persino ventilata la possibilità di ripercussioni sul Comune stesso in caso di mancata revoca. Lo scorso 20 ottobre l’Attacco diede la notizia della nuova interdittiva antimafia, a distanza di ben sette anni dalla precedente del 2019, piombata sulla foggiana PFC srl, ovvero la Progetto Finanza Capitanata dei soci ed edili Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata. Un ennesimo colpo di scena nella vicenda travagliatissima, sotto tanti aspetti, del cimitero comunale. Risale al 24 marzo 2026 la nuova interdittiva, firmata dal prefetto Paolo Giovanni Grieco, motivo alla base del recesso vincolato del 19 ottobre da parte del Comune. Il dirigente dei lavori pubblici, Tullio Daniele Mendolicchio, nella propria determina ha disposto il recesso “sin d’ora, con efficacia differita dalla data di cessazione della misura straordinaria e temporanea di gestione disposta dalla Prefettura, sempre che a tale data l’informazione antimafia interdittiva risulti ancora efficace e non sia intervenuto provvedimento prefettizio o giurisdizionale impeditivo”. La Prefettura di Foggia, con provvedimento del 21 marzo 2025, adottò nei confronti di PFC srl la misura amministrativa di prevenzione collaborativa, che è una misura introdotta da pochi anni nel Codice antimafia e atta ad evitare la più grave interdittiva quando il prefetto accerti tentativi di infiltrazione mafiosa di tipo occasionale e non strutturale. Poi, il 24 marzo, la Prefettura decretò la cancellazione dalla white list provinciale per l’impresa PFC unitamente all'avvio del procedimento finalizzato all'applicazione delle misure straordinarie di cui all'art. 32, comma 10, del d.l. 24 giugno 2014, n. 90 e alla richiesta di elementi informativi circa i rapporti contrattuali in essere, i dipendenti impiegati e il valore residuo del rapporto.



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