Si è conclusa ieri un’operazione a livello nazionale ad alto impatto investigativo finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e del porto abusivo di armi. L’attività ha rafforzato il controllo nelle zone più sensibili, per prevenire episodi di violenza, anche tra minori. L’operazione di alto impatto nazionale è stata condotta dagli investigatori delle Squadre Mobili, coordinati dal Servizio Centrale Operativo.

Di notte arrivavano i camion. Attraversavano le strade del Tavoliere con formulari apparentemente regolari, scortati da vedette e staffette incaricate di controllare che non ci fossero pattuglie o posti di blocco. Poi imboccavano strade sterrate, si infilavano tra uliveti, vigneti, cave abbandonate e capannoni dismessi. E lì, nel silenzio delle campagne della provincia di Foggia, scaricavano tonnellate di rifiuti industriali, plastica, gomma, scarti tessili e rifiuti urbani provenienti dalla Campania. In alcuni casi, dopo lo sversamento, appiccavano il fuoco. Colonne di fumo nero si alzavano nella notte, rendendo l’aria irrespirabile e trasformando intere aree rurali in discariche abusive a cielo aperto. È il quadro devastante ricostruito dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari e dai carabinieri del NOE nell’inchiesta che questa mattina ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari tra Puglia, Campania e Lazio. Un’indagine che racconta di una vera e propria filiera criminale dei rifiuti, organizzata come un’azienda parallela: produttori, intermediari, trasportatori, fiancheggiatori e uomini incaricati di individuare i terreni dove scaricare illegalmente. Secondo gli investigatori, il Foggiano sarebbe diventato il terminale finale di un traffico illecito milionario. Le campagne tra Cerignola, San Severo, Lucera, l’Alto e il Basso Tavoliere sarebbero state utilizzate sistematicamente per smaltire rifiuti speciali e urbani provenienti soprattutto dagli impianti di trattamento di Napoli, Salerno, Caserta e Roma. Gli inquirenti parlano di almeno 64 siti di sversamento individuati e di oltre 3.500 tonnellate di rifiuti smaltite illegalmente in poco più di un anno e mezzo. Un sistema che avrebbe prodotto profitti enormi – oltre 2,5 milioni di euro sequestrati – devastando però il territorio e mettendo a rischio la salute pubblica. Ma l’aspetto forse più inquietante riguarda la capacità di controllo del territorio attribuita agli indagati. Per la DDA, la componente foggiana dell’organizzazione avrebbe garantito protezione logistica, disponibilità delle aree e gestione della fase finale dello smaltimento illecito, trasformando pezzi di campagna in una piattaforma criminale permanente. In alcuni casi, secondo gli investigatori, i rifiuti venivano scaricati persino sui terreni di ignari cittadini, che al mattino si ritrovavano da vanti montagne di scarti industriali abbandonati nei propri campi. Una fotografia drammatica che riporta ancora una volta la provincia di Foggia al centro dell’emergenza ecomafie nel Mezzogiorno.

Poste Italiane comunica che in tutti gli uffici postali pugliesi le pensioni del mese di giugno saranno in pagamento a partire da lunedì 1. Sempre a partire da lunedì 1 le pensioni di giugno saranno disponibili anche per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution che abbiano scelto l’accredito. I possessori di Carta di Debito associate a conti/libretti o di Postepay Evolution, quindi, potranno prelevare in contanti dagli ATM Postamat della provincia, senza recarsi allo sportello.

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