Una sconfitta pesante, di quelle che lasciano il segno, quella maturata allo stadio Breda per i rossoneri, e i numeri dicono che c’è più di qualcosa che non va: nella passata stagione il malandato Foggia guidato da Delio Rossi aveva un punto in più dopo la sesta giornata.
Ma nel dopogara ciò che pesa non è il punteggio, bensì la sensazione di una squadra che continua a farsi male da sola. Alla fine del primo tempo, negli spogliatoi, Gaetano Auteri avrebbe dovuto tenere una lezione di psicologia sull’autostima. L’impressione, infatti, è che le occasioni fallite da un giocatore tecnicamente valido come Francesco Pio Petito derivino più da una fragilità mentale che da limiti reali sotto porta, un discorso che peraltro si estende all’intero gruppo. Le sviste di Seck in occasione del primo e del secondo gol non possono essere archiviate come semplici episodi. Dopo una prima frazione chiusa in svantaggio ma dominata nei numeri, i rossoneri avrebbero dovuto rientrare in campo con una ferocia tale da far tremare lo stadio. Quando Auteri sostiene che il Foggia “costruisce, i dati gli danno ragione: 55% di possesso palla e 7 conclusioni contro le 4 dei padroni di casa. Nella ripresa, però, insicurezze e paure hanno preso il sopravvento.
Nemmeno la scelta del tecnico di schierare quattro uomini offensivi ha invertito l’inerzia, un paradosso se si considera la qualità di interpreti come Panico, Ravasio, Luciani e Touré.
La prodezza balistica di Panico, con la punizione a fil di palo, è lì a dimostrarlo, così come il colpo di testa di Ravasio sul gol del 3-2. A fine gara i rossoneri hanno chiuso con 22 tiri totali, di cui appena 2 nello specchio della porta, e il 57% di possesso palla, risultando superiori all’Inter anche nella precisione dei passaggi. Ma le tre grandi occasioni sprecate lasciano l’amaro in bocca e un forte senso di rimpianto. Con il passare dei minuti gli interisti hanno individuato il punto debole del Foggia, costruendo la vittoria sfruttando ogni esitazione, mentre i rossoneri scivolavano in una fase di profondo scoramento. La squadra guidata da Omar Danesi (squalificato Vecchi), ha mostrato maggiore compattezza, difendendo con ordine e capitalizzando ogni errore avversario. Per Auteri, da oggi ci sarà da fare un grande lavoro, sempre lo stesso: correggere gli errori.
Il tecnico siciliano, a fine gara, analizza la sfida e recita il mea culpa: “Qualche errore tecnico, me ne assumo le responsabilità. Sono un po’ amareggiato, erano errori prevedibili. Dopo tre minuti siamo andati in vantaggio. Dobbiamo analizzare dove abbiamo sbagliato e dove lavorare poer migliorare. Secondo me possiamo essere più solidi di quello che siamo stati oggi. Dobbiamo crescere, ma anche costruire”. Hanno inciso, inoltre, i cambi, in particolare quelli di Smeraldi, uscito dopo un quarto d’ora, e di Gallo, che fino a quel momento aveva diretto bene il centrocampo rossonero: “Smeraldi ha avuto un risentimento alla caviglia. Gallo ha preso una botta al costato e l’ho dovuto togliere perché era già ammonito. Abbiamo fatto dei cambi forzati, ma il calcio è così. Dobbiamo lavorare su questa negatività. Usciremo da questo periodo lavorando e analizzando bene tutti i nostri errori. Arriveranno quei momenti in cui riusciremo a realizzare dei gol”. Auteri però resta ottimista: “Sono fiducioso perché la rosa è competitiva”.
Il rammarico più vivo si legge sul volto dei giocatori, in primis su quello di Mario Ravasio, andato a segno per la prima volta con la maglia del Foggia a due minuti dal 90’ con un bel colpo di testa su assist perfetto di Touré. La sua analisi traccia la strada da seguire: “Per larghi tratti la partita è stata dalla nostra parte e non posso dire che abbiamo giocato male. Però chiudere il primo tempo sotto 2-1 con due tiri subiti è frutto di disattenzioni che dobbiamo eliminare. Dobbiamo essere più cattivi, leggere meglio le situazioni. Sono convinto che la strada sia questa: giocare con maggiore precisione e aggressività, sono sicuro che presto arriveranno le soddisfazioni”. Ravasio serve come il pane al Foggia: “Sto migliorando, ora sono a completa disposizione del mister”.
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