“Qui è già abbondantemente partita la campagna elettorale, sta andando avanti a tutto spiano”. Nella comunità accademica di Unifg appaiono già evidenti le manovre in vista del ritorno alle urne. Come spiegato su queste colonne nei giorni scorsi, quando l’attuale rettore Lorenzo Lo Muzio ha terminato il sesto anno del proprio sessennio è diffuso il convincimento che possa accettare la candidatura alle elezioni politiche della prossima primavera, propostagli da Fratelli d’Italia e in particolare da Marcello Gemmato, potente sottosegretario alla salute del governo Meloni, amico personale della presidente del Consiglio e coordinatore regionale del partito. Significherebbe un nuovo mandato rettorale chiuso anzitempo, come già avvenne a gennaio 2023 quando il predecessore salentino Pierpaolo Limone accolse l’invito di diventare rettore di UniPegaso, il principale Ateneo telematico italiano. E se davvero, come dicono i rumors parlamentari, si dovesse fissare già per aprile la data delle elezioni politiche allora mancherebbero solo pochi mesi al possibile scenario dell’addio di Lo Muzio e dell’avvicendamento in Unifg. Il docente foggiano fu eletto a marzo 2023 per guidare l’Ateneo fino al 2029, dopo che nel 2019 aveva perso la sfida contro Limone. Furono molteplici i candidati in campo tre anni fa: oltre a Lo Muzio c’erano la direttrice di Giurisprudenza Donatella Curtotti, il direttore di Scienze mediche e chirurgiche Gaetano Serviddio, l’ex delegata rettorale Barbara Cafarelli del Demet, il direttore del Distum Sebastiano Valerio e il docente del Distum Giuseppe Solaro. Dopo la vittoria per Lo Muzio iniziò una fase di feroce guerra interna, che si placò solo dopo l’accordo a sorpresa con Curtotti, che divenne prorettrice vicaria. Da quel momento in poi la governance di Unifg si è sempre più caratterizzata per un operato incentrato proprio sul protagonismo di Curtotti, con Lo Muzio defilato e accomodante per garantirsi la pace.
Un operato, va detto, che né dentro la comunità accademica né all’esterno è francamente apparso brillante in questi anni. Oggi non è un mistero per nessuno, in Unifg, che la giurista sanseverese ambisca a prendere il posto di Lo Muzio come prima rettrice dell’Ateneo daunio e che, anzi, la sua campagna elettorale si sia già chiaramente avviata. Stando ai rumors si discuterebbe sin da ora di intese non solo sulle alleanze ma anche sui nomi dei futuri prorettori.
C’è chi ritiene che sia da leggere in questo contesto, favorevole all’attuale direttrice del Distum Barbara De Serio, la scelta dell’ex direttore di Studi umanistici, Valerio, di lasciare Foggia per l’Università di Bari. Il senato accademico, nella seduta dello scorso 15 settembre, ha approvato lo scambio contestuale proposto tra il professor Sebastiano Valerio, professore ordinario di letteratura italiana, e il professor Paolo Iagulli. Si narra anche di uno scontro avvenuto in consiglio di dipartimento, al Distum, tra Valerio e De Serio sulla proposta del primo di conferire il ruolo di professore emerito all’ex direttore e storico Saverio Russo e con l’opposizione della seconda. Alleate certe di Curtotti, nella futura sfida elettorale (con Serviddio?) sono ad oggi De Serio, mezzo dipartimento di Giurisprudenza e Carmela Robustella, direttrice del Diss, il dipartimento di Scienze sociali.
Intanto proprio al Distum è accaduto nei giorni scorsi qualcosa di assai singolare. La prassi vede in Unifg le elezioni svolgersi con estrema facilità e compattezza, specie quando il candidato è unico. Non è stato così per l’elezione di un rappresentante del personale docente dell’area didattico-scientifico-culturale Umanistica nel senato accademico per il quadriennio 2026-2030, svoltasi il 22 settembre con voto segreto. De Serio ha proposto via mail, come candidata unica, la professoressa Anna Riccio (ordinaria di glottologia e linguistica) e ci si attendeva la consueta adesione in massa. Non è stato così, perché dei 76 aventi diritto hanno votato in 57, mentre 19 persone non lo hanno fatto. E dei 57 votanti sono stati 40 quelli che hanno detto sì a Riccio. Secondo i beninformati, il non voto sarebbe stato contro la scelta di De Serio di indicare la candidata, un fatto considerato poco democratico, visto che di norma le candidature sono avanzate spontaneamente da parte dei diretti interessati.
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