L’associazione Telefono Donna compie trent’anni e per festeggiare questo traguardo stabilisce una nuova collaborazione con le Accademie di Belle Arti. Partecipano a questa iniziativa sei sezioni, tra cui quella di Foggia. Le candidature per il concorso artistico sono aperte fino al 10 ottobre. “È una celebrazione, perché qui festeggiamo trent’anni dalla costituzione Centro Antiviolenza Telefono Donna, nato nel luglio del '96”, ha spiegato a l’Attacco Franca Dente, presidentessa della sezione di Foggia. La collaborazione con l’Accademia di Belle Arti è attiva già da tempo, “questa volta sarà possibile creare delle opere artistiche che, poi, saranno patrimonio dell’Accademia e della Città, in base ai risultati ottenuti”, ha continuato Dente. Il tema da affrontare nelle opere d’arte che concorreranno è la violenza contro le donne nei suoi aspetti psicologici, sociali, economici. Si richiede “una riflessione che dovrà andare oltre la denuncia, per raccontare anche emancipazione, autodeterminazione, solidarietà, libertà e rinascita”, come è scritto nella nota. Franca Dente ha riflettuto anche sulla consapevolezza che la società ha maturato nel corso degli ultimi anni, “ma c’è ancora molto ‘sommerso”, ha aggiunto. “Sempre più donne si rivolgono ai centri di violenza e sempre più donne non rimangono da sole a vivere queste situazioni. Quindi, c'è maggiore consapevolezza del fenomeno, di come le forme di patriarcato abbiano potere sulle donne, con tutti gli effetti che ne derivano”. Alla consapevolezza, però, non corrisponde una diminuzione del numero dei casi: “Sappiamo ogni giorno femminicidi e questi sono diventati sempre più frequenti, oltre che più cruenti”. Non si deve, però, fare una statistica soltanto sul numero di femminicidi, “perché ci sono tanti femminicidi scampati, di violenza che non ha raggiunto il culmine. Ma c'è veramente ancora molta violenza che si consuma nelle relazioni affettive significative tra uomo e donna”, ha aggiunto la presidentessa. La collaborazione con le istituzioni scolastiche e universitarie del territorio è importante e sempre proficua, perché il lavoro da fare è ancora molto e la strada da percorrere, lunga. Il lavoro di Telefono Donna ha sempre puntato alla collaborazione con le istituzioni di formazione locali: “C'è bisogno di tanta formazione con gli operatori e i professionisti del territorio, del sociale, del sociosanitario, con le forze dell'ordine, con la magistratura. Quindi, noi facciamo tanta formazione all'esterno, e molta sensibilizzazione nelle scuole, proprio per fare in modo che si operi un cambiamento culturale”, ha spiegato.
I primi passi sono l’ascolto e l’accoglienza di chi si trova in difficoltà, a tutti i livelli, grazie a sportelli come quello attivo presso il Dipartimento di Studi Umanistici, attivato grazie ad un finanziamento regionale, a dimostrazione che questa tematica è assolutamente politica.
C’è ancora molto lavoro da fare dal punto di vista culturale, si percepisce ancora la necessità di prendere le distanze da stereotipi di genere e da alcune maniere di concepire il rapporto tra uomo e donna, “che non può esserci se non alla pari”, ha sottolineato la presidentessa a l’Attacco. L’iniziativa di collaborazione con l’Accademia d Belle Arti si inserisce proprio in questo solco. Già in passato, la collaborazione tra Accademia e CAV è stata fruttuosa, attraverso laboratori tra studenti e donne vittime di violenza, ad esempio.
In uno di questi laboratori, era stato cucito il cosiddetto “Tappeto narrante”, “un progetto in cui attraverso, la tessitura, le donne hanno avuto la possibilità di ripensare al proprio sé, alla propria storia, alla propria vita. È stato uno strumento di elaborazione del passato ma anche di riconfigurazione del presente”, ha raccontato Dente. “Ogni donna ha elaborato il suo pezzo di tessuto, che sono stati poi uniti fra loro a formare un arazzo. Ne è venuto fuori, un insieme di diversità di storie e di identità, che formano complessità”, e ricchezza. Per quanto riguarda le informazioni tecniche sull’iniziativa: “La partecipazione al bando è gratuita ed è aperta alle studentesse e agli studenti regolarmente iscritti ai corsi di Triennio e Biennio delle Accademie di Belle Arti italiane, sia individualmente sia in forma collettiva. Sono previste sei aree artistiche: Pittura; Scultura; Decorazione, Installazione e Interior Design; Moda; Didattica dell’Arte; Graphic Design, Animazione digitale, Cinema, Video e Graphic Novel”, si legge nella nota. Verrà posta particolare attenzione verso le opere particolarmente forti dal punto di vista educativo e sociale. Per ciascuna delle sei sezioni artistiche è previsto un premio di 500 euro. Le candidature dovranno essere presentate entro le ore 12:00 del 10 ottobre, salvo proroghe”. Si tratta di un’iniziativa che dimostra come l’arte possa diventare linguaggio di riscatto e strumento di prevenzione, trasformando l’esperienza acquisita in un faro di speranza per le nuove generazioni.
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