Continua a percorrere i borghi del Promontorio il ricco cartellone del Festival "Gargano Vivo", l'iniziativa promossa dall'Ente Parco Nazionale del Gargano per valorizzare il patrimonio culturale, ambientale e sociale della Montagna del Sole Dopo le recenti tappe dedicate al turismo lento e ai luoghi sacri, la rassegna ha fatto sosta a San Nicandro Garganico per un momento di approfondimento e dibattito di altissimo livello scientifico e amministrativo. La tappa sannicandrese è stata caratterizzata da un'interessante tavola rotonda focalizzata sul tema "Restanza e Resistenza", un'occasione di confronto cruciale per analizzare le dinamiche dello spopolamento demografico e individuare strategie concrete di rilancio per le comunità garganiche. All’incontro, moderato dal direttore de l’Attacco, Piero Paciello, hanno preso parte, oltre al sindaco Matteo Vocale, esperti economisti, sociologi, docenti universitari e amministratori locali del territorio. Particolarmente ricchi di contenuti gli interventi dell’economista Nicola Di Bari, del consulente finanziario Tommaso Rinaldi, del presidente della BCC San Giovanni Rotondo, Giuseppe Palladino e della docente dell’Università di Foggia, Barbara Cafarelli, tutti consapevoli che il territorio possiede tutti i requisiti per far restare o far tornare i giovani, ma che evidentemente per fare ciò occorrono nuove strategie. Ad introdurre i lavori il commissario del Parco, Raffaele Di Mauro. All’incontro ha preso parte la consigliera regionale Graziamaria Starace che ha sottolineando la necessità di trasformare il concetto di "restanza" in un pilastro concreto delle politiche di sviluppo della Regione Puglia. Durante il suo intervento, la consigliera Starace ha evidenziato come il fenomeno dello spopolamento non possa più essere affrontato con risposte emergenziali o puramente assistenziali, ma richieda una visione strutturale capace di coniugare tutela delle radici ed innovazione socio-economica. “La tenuta della residenzialità nei Comuni del Gargano e dei Monti Dauni passa inevitabilmente dal potenziamento della sanità territoriale, dalla salvaguardia presidi scolastici e dal miglioramento delle infrastrutture di collegamento”.
Un passaggio di profonda emozione sarà riservato ai "vecchi vanti" delle donne di Ischitella: un vero e proprio amarcord collettivo costruito attraverso il racconto orale, la riscoperta di antichi mestieri e le testimonianze dirette delle custodi della memoria cittadina, capaci di rievocare il ruolo determinante della donna nella vita domestica e contadina di un tempo. La serata non sarà soltanto narrazione, ma anche un'autentica esperienza sensoriale e gastronomica. A coronamento dell'evento è prevista una ricca degustazione di ricette e piatti d'un tempo, preparati sapientemente dalle mani delle donne del paese secondo i segreti tramandati di generazione in generazione. Protagonista indiscusso del percorso gastronomico sarà il celebre "cavicione" (il caratteristico calzone riempito con cipolle dolci, uva passa e acciughe, simbolo della cucina povera e autentica della tradizione ischitellana e garganica), affiancato da altre prelibatezze della memoria contadina e marinara.
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