Ma che crisi del Piao, ragazzi? Per due sedute in cui riflettiamo di più? Troverete le stesse delibere di sempre". La sindaca Episcopo ha provato a liquidare in questo modo una settimana tesissima per la sua maggioranza. Ieri mattina la prima cittadina è arrivata in via Lucera accompagnata dal fidato dirigente Giuseppe Marchitelli, attorno alla cui figura ruota lo scontro sul piano assunzionale che da mesi tiene in ostaggio il campo largo e che negli ultimi giorni sta mettendo in seria crisi l'amministrazione comunale. Ai microfoni della stampa, Episcopo ha tentato di ridimensionare la situazione. "In Consiglio comunale siamo ventidue", ha detto. "E le delibere consiliari raggiungono un quorum altissimo ad ogni voto. Siamo un campo largo sperimentale ed è ovvio che si fanno più riflessioni, si riflette anche su quanto già riflettuto. Tutto qua. Sono in ottimi rapporti con tutti". E sulla revoca da assessore del socialista Luigi Iorio, arrivata il giorno prima, ha commentato: "Si è dimessa la consigliera Rignanese, fornendo anche una motivazione. La rappresentanza cambia la geografia politica e poiché dobbiamo deliberare tante cose è normale ed è ordinaria amministrazione dover calcolare l'esito di ogni percorso". Incalzata sulle motivazioni del continuo rinvio del Piao, la sindaca ha risposto: "Mentre i Piao degli altri Comuni o non prevedono concorsi o prevedono pochi innesti, da noi si assume veramente e dai concorsi si prendono almeno 50 persone, che significa 60-70 in aspettativa, perché ci sono le rinunce e gli scorrimenti. Sono operazioni molossiche". Così le ha definite. "Si perde un po' di tempo, ma sono operazioni epocali. Offriremo anche le graduatorie ad altri Comuni". Fino a tal punto è generosa Foggia. "Noi vogliamo assicurarci le prime linee, perché abbiamo sostenuto i costi dei concorsi. Non ho avuto ricorsi, solo qualche pettegolezzo. Ma sono pronta ad andare in Procura". Chiude dunque con una via di mezzo tra un avvertimento e una minaccia la sua orazione difensiva Episcopo. Ma ripercorrendo le tappe della "riflessione" degli ultimi giorni si ha la sensazione che nella sua coalizione sia accaduto qualcosa di lievemente diverso.
Mercoledì mattina cinque assessori, Alice Amatore e Davide Emanuele del Pd, Lucia Aprile e Simona Mendolicchio del M5S e Luigi Iorio del Psi, si sono rifiutati di votare il Piao nella versione presentata dalla sindaca. Il problema, come noto, era il Piano triennale del fabbisogno del personale e, in particolare, la previsione di due dirigenti amministrativi. I partiti chiedevano di concentrare le assunzioni sulle figure tecniche, rinviando quelle amministrative a dopo la revisione della macrostruttura. Tuttavia Episcopo voleva ad ogni costo conservare il suo capo di Gabinetto, Giuseppe Marchitelli. Dopo la prima fumata nera, arrivata al termine di scontri durissimi e parole al veleno, la sindaca ha convocato una seconda Giunta nel pomeriggio. I cinque, però, non si sono presentati. A quel punto la prima cittadina ha minacciato di chiudere la chat degli assessori e di rivolgersi alla Prefettura. Già in quella circostanza, però, Episcopo aveva scongiurato l'ipotesi di una crisi. "L'unico Piao che ha ricevuto tutti i pareri unanimi favorevoli è quello caricato sulla piattaforma per la consequenziale delibera di Giunta da circa due mesi", aveva sentenziato, sostenendo che non fosse mai arrivata una controproposta formale. Secondo la sindaca, le richieste di modifica erano state espresse soltanto verbalmente e ogni variazione avrebbe imposto di riaprire le trattative con sindacati, dirigenti e revisori.
Nel frattempo, però, i partiti assumevano posizioni diverse. Mario Dal Maso del M5S ha sostenuto che nella riunione dei capigruppo la maggioranza avesse concordato di eliminare temporaneamente dal piano il nuovo giornalista e i due dirigenti amministrativi, mantenendo invece le figure tecniche e aumentando, per quanto possibile, gli agenti della Polizia Locale. "Lei era d'accordo con noi", ha detto il capogruppo pentastellato. Il consigliere socialista Mino Di Chiara ha confermato la ricostruzione, sostenendo che il giorno successivo la sindaca avrebbe cambiato posizione senza convocare nuovamente i capigruppo. E invece, il mattino seguente, a cambiare posizione, per l'ennesima volta, è stata soltanto la consigliera Stefania Rignanese, che ha lasciato nuovamente il Psi, dichiarandosi indipendente e restando in maggioranza. In quota Episcopo, naturalmente. "Non ho mai concepito la politica come una delega in bianco", ha spiegato, contestando la decisione assunta dal suo assessore di riferimento, Luigi Iorio, senza un confronto preventivo. E così la sindaca ha avuto il destro, poche ore dopo, per silurare il socialista, entrato in Giunta solo a giugno, firmando il decreto di revoca dell'assessorato.
Nella stessa giornata Episcopo ha nominato Roberto Foglio, in quota Antonio De Sabato, nel Cda di Ataf al posto dello stesso Iorio, che si era precedentemente dimesso per diventare assessore. Nel giro di poche ore, dunque, i socialisti si sono ritrovati senza assessore, con un consigliere in meno e definitivamente fuori dalle partecipate comunali. Un epilogo che ha fatto infuriare i vertici locali, a cominciare proprio da Di Chiara, protagonista dell'ennesima furibonda lite con la prima cittadina, sfociata, come spesso accade, in minacce di querela. Ieri mattina, poi, mentre Episcopo provava a gettare acqua sul fuoco con la stampa, il consigliere dem Italo Pontone escludeva che il Pd potesse fare marcia indietro e chiedeva un confronto urgente con la sindaca. Riunione che, stando ai beninformati, dovrebbe essersi tenuta già in serata. Nel frattempo arrivava anche la presa di posizione di Iorio. "Prendo atto con serenità", ha dichiarato l'avvocato socialista, confermando il sostegno del Psi al campo largo. A dispetto dei tentativi di Episcopo di scacciare quanto prima il garofano tra i banchi dell'opposizione.
Da quei banchi il consigliere Nunzio Angiola ha attaccato nuovamente la sindaca, sostenendo che la sua posizione pseudo-conciliatoria venga smentita dagli atti. Abbastanza prudente, invece, la reazione del giovane socialista Karim Tabti, che ha definito la revoca un passaggio da affrontare e ha chiesto un confronto con l'amministrazione. Eppure la frattura col Psi sembra, ad oggi, difficilmente ricomponibile. E in particolare il rapporto con Di Chiara. Come anticipato, la mossa di Episcopo di accaparrarsi Rignanese ed estromettere Iorio avrebbe mandato su tutte le furie il capogruppo, fino a un confronto particolarmente aspro con la sindaca, che avrebbe minacciato querela e prospettato per i socialisti un futuro fuori dalla maggioranza. Il partito, però, seppur ridimensionato rispetto al glorioso passato, conserva una storia e una tradizione politica radicate nel centrosinistra e persino una rappresentanza regionale attraverso l'avvocato Giulio Scapato, eletto nella lista del presidente Antonio Decaro. È anche per questo che, nel fronte socialista, si guarda ora a Bari e si attende un intervento del governatore. Secondo indiscrezioni, il Psi avrebbe anche già attivato un legale per valutare le forme di tutela dopo il diverbio con la prima cittadina. "Ma quale crisi, ragazzi?", sarebbe il caso di dire.
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