Foggia vota il repulisti: i responsabili della disfatta andranno via, lavori in corso per fare tabula rasa
Tabula rasa. Il disastro tecnico dell’annata che passerà alla storia come la più nefasta in assoluto inevitabilmente avrà ripercussioni a tutti i livelli. E in primis comporterà l’azzeramento dell’apparato-squadra. Resettare e ripartire sarà il leit-motiv che accompagnerà i giorni della rifondazione in casa Foggia, e che darà corso ad un giro di vite senza precedenti. La riprova la si sta avendo proprio in questa delicata fase post-retrocessione, in cui il club è al lavoro per ottenere la risoluzione consensuale di tutti i contratti in essere. Giovanni Bucaro e Carmine Cagnazzo ormai da una settimana stanno programmando tutta una serie di incontri con i tesserati (ed i loro agenti) per trovare una intesa sulla interruzione del rapporto che prevede la rinuncia alle due ultime mensilità, ma almeno per ora il risultato conseguito non è in linea con i desiderata della società società, i rossoneri coi contratti più onerosi (il riferimento, a parte Petermann, è ai presunti rinforzi de gennaio, ndr) com’era facilmente prevedibile sono recalcitranti a scendere a più miti consigli, si va dunque verso un inevitabile braccio di ferro che non è escluso possa protrarsi fino al 30 giugno, giorno in cui tutti i contratti si azzereranno. A differenza del tesseramento che resterà invece ancora in essere e che potrebbe avere un suo peso specifico in caso di ripescaggio o di riammissione.
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