Beccati a fare shopping dalla piattaforma Asl Foggia. Non bastano giustificazioni per evitare la sospensione

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Guai a chi viola la consegna del silenzio: queste le disposizioni ufficiosamente dettate dalla direzione generale della Asl al personale ma inevitabilmente ormai da qualche tempo non si parla d’altro nell’Azienda sanitaria di via Protano. Alla base delle voci che circolano ci sono ben due delibere firmate dal direttore generale Antonio Nigri, la 124 e la 125 del 28 gennaio scorso, con le quali la Asl Foggia ha comminato la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione a carico di altrettanti dipendenti a tempo indeterminato per aver commesso un illecito disciplinare per l’inosservanza dei regolamenti aziendali, delle norme di buon senso e delle leggi in materia di appalti pubblici e relativo conflitto di interessi; e per l’inosservanza delle regole di condotta che disciplinano il rapporto ed il contratto di lavoro, l’altro. Entrambi sono stati sottoposti al giudizio del collegio di disciplina che ha compiuto l’istruttoria, ha ascoltato gli interessati, ha esaminato le memorie difensive e le documentazioni prodotte e ha rilevato infine le violazioni contestate ad entrambi. La sanzione, come detto, è stata la sospensione dal servizio (per 10 e 30 giorni) che però ha una decorrenza, per così dire, posdatata a partire dal 16 marzo prossimo.

La notizia ha destato molto scalpore soprattutto per l’identità dei protagonisti della vicenda, entrambi operativi all’interno della struttura semplice dei sistemi informativi e Tlc. Si tratta dell’articolazione organizzativa di staff alla direzione generale che presiede alla corretta gestione di tutti i sistemi informativi e degli apparati di telecomunicazione della Asl. La struttura gestisce l’approvvigionamento, la manutenzione e la configurazione di pc, monitor, stampanti, sistemi, server ed applicativi, apparati telefonici fissi e mobili, apparati di rete. Gestisce con l’ufficio di Manfredonia tutti i sistemi di sicurezza informatica della Asl di Foggia. Collabora con il Dpo aziendale per la corretta gestione dei dati utente. Fornisce consulenza e supporto agli uffici aziendali per l’individuazione ed il miglior uso di nuovi applicativi e sistemi automatizzati. Gestisce i sistemi di informatica sanitaria della Asl di Foggia (Ris, Pacs, Lis, Cis, His). Effettua attività di ricerca e sviluppo per nuovi progetti di innovazione in campo informatico, come la telemedicina, l’assistenza domiciliare integrata, l’E-Health, l’integrazione e l’uso sicuro dei dispositivi elettromedicali in rete, la sicurezza informatica. Cura i rapporti con le strutture informatiche regionali e partecipa ai progetti regionali di sviluppo in campo Ict.  Gestisce infine le attività del Cup aziendale. 

E proprio dalla rottura di un cellulare aziendale e relativa richiesta di sostituzione che il tutto sarebbe partito. Almeno stando ad una prima versione dei fatti. Secondo fonti de l’Attacco, la richiesta sarebbe arrivata alla struttura semplice dal direttore amministrativo Michelangelo Armenise: in un primo momento gli sarebbe stato risposto che in magazzino era disponibile un nuovo dispositivo salvo poi ritrattare e constatare lo smarrimento (o addirittura il furto) del cellulare di scorta. Constatazione a cui sarebbe seguita persino una denuncia alle autorità. L’episodio avrebbe messo in allerta il direttore amministrativo, perplesso, quanto meno, per le modalità di custodia dei beni aziendali. Da qui la scoperta dell’utilizzo della piattaforma della Asl per acquisti personali come cuffiette, navigatori per moto, tv e, pare, altra merce hi tech, con conseguente apertura del procedimento disciplinare per i due dipendenti.

Secondo beninformati uno dei due sospesi avrebbe ammesso di aver fatto degli ordini per sé tramite gli strumenti aziendali ma di aver pagato di tasca propria il conto. Avrebbe in seguito evidenziato, al contrario, di non essere l’autore degli ordini in quanto neppure abilitato all’accesso in piattaforma. Il punto è che la fatturazione sarebbe intestata alla Asl Foggia e la consegna dei vari beni effettuata in azienda. Il che avrebbe suggerito al direttore amministrativo il depennamento della ditta dalla lista dei fornitori dell’Azienda sanitaria di Capitanata per evitare eventuali conflitti di interesse, anche alla luce del fatto che sembrerebbe che tale fornitore avrebbe elargito degli omaggi al dipendente acquirente, dal valore di diverse centinaia di euro, come una nota aspirapolvere. La ditta in questione si sarebbe tuttavia affrettata a chiarire che si era trattato di un errore, stornando tempestivamente la fattura a nome della Asl.

Ma tutto questo non è bastato per evitare ai due la sospensione. Armenise peraltro avrebbe paventato, secondo le voci che circolano in Asl, la trasmissione dei fascicoli alla Procura, per accertare la presenza o meno di condotte eventualmente illecite da parte dei due, con strumenti di controllo e valutazione chiaramente inaccessibili al consiglio di disciplina aziendale, che si può limitare a valutare violazioni di altra natura. Per alcuni osservatori la sanzione è parsa esagerata considerando quanto accaduto più che altro una leggerezza; altri invece la ritengono fin troppo “morbida”, con una decorrenza stranamente posticipata nel tempo. “Ma Armenise è molto rigoroso per questo genere di situazioni – il commento di persone vicine al da – e non avrebbe accettato una simile cosa”.

Il che porterebbe alla seconda versione della genesi dei fatti: il direttore amministrativo sarebbe solito, secondo beninformati, controllare molto attentamente gli acquisti e avendo notato una serie di fatture a costo zero avrebbe chiesto spiegazioni e dove fosse la merce in questione. In mancanza di risposte avrebbe fatto partire l’istruttoria disciplinare e sanzionato i responsabili che si sarebbero affrettati a trovare giustificazioni, compresa l’ipotesi del furto del cellulare, poi denunciato. Proprio per questa sua inflessibilità Armenise avrebbe guadagnato l’avversione di molti in Asl. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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