Una giornata intensa, carica di emozioni e significato, quella che ha visto l’inaugurazione - a San Severo, sabato 23 maggio - della “Panchina Bianca”, simbolo di memoria e responsabilità collettiva dedicato alle vittime della strada. Un momento di riflessione profonda che ha unito istituzioni, associazioni e cittadini nel ricordo di chi non c’è più e nell’impegno concreto per un futuro più sicuro.
A guidare la cerimonia Antonio Gravino, responsabile dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (Aifvs), che ha sottolineato il valore della manifestazione. “L’iniziativa s’inserisce in un più ampio progetto di sensibilizzazione promosso dall’Aifvs, in collaborazione con la Questura di Foggia e la Sezione della Polizia Stradale di Foggia, con l’obiettivo di diffondere una cultura della sicurezza stradale, soprattutto tra i più giovani. Distrazione, velocità e imprudenza restano tra le principali cause di incidenti, e proprio per questo momenti come questo assumono un valore fondamentale. Questa panchina è un vero e proprio autovelox della nostra coscienza”, ha concluso Gravino. “Non serve a controllare la velocità dei veicoli, ma quella dei nostri comportamenti. Ci invita a fermarci, a riflettere e a rispettare la vita”.
La Panchina Bianca, con il suo colore simbolico, richiama l’attenzione su una tragedia spesso silenziosa, quella delle vite spezzate lungo le strade. Non è solo un luogo dove sedersi, ma uno spazio che invita alla memoria e alla responsabilità. Il momento più toccante è stato quello dell’intervento di Rita e Luigi, genitori di Biagio Manzaro, giovane vittima della strada. “Nessun genitore dovrebbe sopravvivere al proprio figlio. Questa panchina non è solo per Biagio, ma per tutti quei ragazzi che non sono più tornati a casa. Se anche una sola vita verrà salvata grazie a quest’iniziativa, il nostro dolore avrà trovato un senso”.
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