Una vasta operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari nelle province di Foggia, Salerno, Napoli, Benevento, Roma e Latina, nell’ambito di una complessa indagine sul traffico illecito di rifiuti. I provvedimenti, eseguiti dai Carabinieri del NOE di Bari insieme ai militari territorialmente competenti, comprendono sei arresti domiciliari, sette obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e sei interdizioni dall’attività imprenditoriale per la durata di un anno.
L’inchiesta, avviata nell’ottobre 2023 e coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ha consentito di ricostruire una articolata rete criminale dedita allo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali e urbani provenienti da impianti situati tra Lazio, Campania e Puglia. Determinante, secondo gli investigatori, il ricorso a intercettazioni, videosorveglianza e sistemi elettronici di tracciamento che hanno permesso di documentare il trasporto e l’abbandono dei rifiuti in numerosi siti abusivi.
Le indagini hanno evidenziato come migliaia di tonnellate di scarti industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di rifiuti solidi urbani venissero trasferite illegalmente verso cave dismesse, capannoni abbandonati e aree agricole delle province di Foggia, BAT, Bari, Napoli e Frosinone. In diversi casi, i rifiuti sarebbero stati incendiati dopo lo sversamento, causando gravi danni ambientali e rischi per la salute pubblica.
Secondo la Procura, il sistema illecito si fondava sull’utilizzo di documentazione falsa e sulla classificazione fittizia dei rifiuti, con indicazione di siti di destinazione solo formalmente esistenti. Un meccanismo che avrebbe consentito agli indagati di aggirare i controlli e ottenere un illecito risparmio sui costi di smaltimento.
L’attività criminale avrebbe generato profitti per circa 2,5 milioni di euro. Contestualmente alle misure cautelari, è stato disposto il sequestro per equivalente di dieci società, sessanta automezzi e numerosi beni mobili e immobili riconducibili agli indagati. In precedenza erano già state sequestrate circa cinquanta aree utilizzate come discariche abusive.
Gli inquirenti sottolineano come il traffico illecito di rifiuti continui a rappresentare uno dei principali interessi della criminalità organizzata tra Campania e Puglia, territori ritenuti strategici per la gestione illegale degli scarti. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e gli indagati restano presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
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