Indagine sugli appalti pubblici, fari puntati anche sulle gare del cimitero e dei rifiuti a San Marco in Lamis

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“Siamo solo all’inizio”. E’ questo il timore, o auspicio a seconda dei casi, che in questi giorni circola rispetto all’indagine di Procura di Foggia e Guardia di Finanza su presunti episodi di corruzione, turbativa negli appalti pubblici, induzione indebita, falso, omissione di atti d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, truffa e reati in materia di lavori pubblici. Nei giorni scorsi le Fiamme gialle sono state più volte negli uffici dell’ente Provincia per prelevare documentazione a seguito del decreto di perquisizione e sequestro firmato lo scorso 15 giugno dal pm Giuseppe Mongelli. Un’inchiesta che rischia di compromettere notevolmente l’immagine della Stazione unica appaltante di Palazzo Dogana. Numerosi gli episodi, dal 2022 in poi, su cui stanno lavorando gli inquirenti. Indagate sono due imprese edili – Orchidea srl e Cogebit srl di Giuseppe Caroprese – e numerose persone, tra cui il sindaco piddino di San Marco in Lamis Michele Merla, il dirigente comunale Tullio Daniele Mendolicchio (passato da San Marco a Foggia), Giuseppe Caroprese e sua moglie Rita De Maio, l’imprenditore Michele Urbano titolare di Urbano Chimica srl, la dirigente della Provincia Denise Decembrino, il funzionario del Comune sammarchese Giuseppe Martino. La Procura si è mossa ritenendo ci siano “gravi indizi di reato” a carico degli indagati, dopo l’informativa di reato trasmessa l’8 giugno scorso dalla Guardia di Finanza di San Severo e dal Nucleo di polizia economico finanziaria della GdF di Foggia. Com’è noto l’indagine è nata dalla denuncia contro ignoti sporta nell’autunno 2024, ai Carabinieri di San Marco in Lamis, da un imprenditore locale, dopo i danni al suo escavatore meccanico nel cantiere per la bonifica dell’ex discarica comunale. L’uomo riferì di presunti accordi tra imprese volti a manipolare l’esito della gara d’appalto dei lavori, aggiudicati nel 2022 all’edile foggiano Giuseppe Caroprese. Riferì inoltre che da luglio 2024 c’erano state più visite in cantiere da parte della moglie di Caroprese, Rita De Maio, che avrebbe affermato di “godere di protezione sul doppio versante, politico e giudiziario”, politico perché avrebbe consegnato al sindaco Merla una tangente di 300mila euro in contanti. Gli approfondimenti investigativi della Procura su tali affermazioni portarono dapprima al precedente decreto di perquisizione e sequestro, a febbraio scorso, perché - oltre a varie anomalie nella gestione del super appalto dell’ex discarica da oltre 7,5 milioni di euro – erano emerse ulteriori ipotesi di reato attinenti ad altri appalti pubblici vinti da Caroprese in vari paesi della Capitanata. Questo nuovo decreto, invece, è fortemente incentrato su San Marco in Lamis e sul due volte sindaco Merla (rieletto nel 2021 e in scadenza nel 2027). 

La Procura ipotizza che Merla, abusando della propria qualità di sindaco, abbia indotto indebitamente Francesco Fagnillo, amministratore di Cons.eco srl, a sottoscrivere con Michele Urbano di Urbano chimica srl contratti per la fornitura di servizi di disinfestazione e derattizzazione a San Marco in Lamis, oltre che in altri comuni dove Cons.eco opera. Merla, attraverso le pressioni che sarebbero state esercitate su Fagnillo, avrebbe determinato la finalizzazione di accordi commerciali in favore di Urbano chimica srl e per tale suo intervento in favore di Urbano avrebbe ricevuto da quest'ultimo diverse dazioni/utilità. Gli inquirenti sospettano anche che Merla abbia indotto il Comune di San Marco e l'ente Provincia a commissionare disinfestazioni scolastiche, in assenza di oggettive e reali esigenze connesse alla pubblica igiene e alla salubrità degli ambienti, in favore di Urbano chimica srl cui avrebbe precedentemente promesso tali interventi.

Secondo chi indaga, questa indebita induzione sarebbe stata attuata dal sindaco col concorso di Costanzo Cascavilla, preside dell'istituto superiore Giannone il quale avrebbe redatto la richiesta di disinfestazione straordinaria alla Provincia dal contenuto ideologicamente falso, e col concorso della dirigente della Provincia Denise Decembrino, che ha emanato un provvedimento per la chiusura degli istituti di istruzione secondaria superiore a San Marco in Lamis, anch’esso per il pm dal contenuto ideologicamente falso perché a conoscenza del fatto che la richiesta di disinfestazione straordinaria avanzata da Cascavilla fosse basata su esigenze di igiene e salute pubblica che sarebbero state inventate da Merla. Il sindaco avrebbe, poi, indebitamente indotto l'ASL di Foggia – Area C- Dipartimento di prevenzione, nelle persone dei dipendenti Luigi Urbano e Antonio Di Paola, a non redigere o a distruggere un verbale che prevedeva una sanzione di 10mila euro e 6 mesi di chiusura per la clinica odontoiatrica riconducibile a Meclap srl.

A detta degli inquirenti, l'attuale dirigente del settore lavori pubblici e manutenzione del Comune di San Marco in Lamis, ovvero ingegnere Antonio Del Mastro, avrebbe falsamente attestato l'assenza di causa e incompatibilità tra l'ufficio pubblico ricoperto e l'essere socio di Res Aedificatoria Real Estate srl, società che ha in corso di realizzazione un complesso residenziale nel paese garganico. Inoltre, la realizzazione del complesso immobiliare avrebbe comportato la commissione di gravi illeciti superati formalmente con la redazione dell'attuale Piano urbanistico generale del Comune sammarchese, atto che sarebbe viziato da irregolarità e omissioni di natura tecnica. Ai finanzieri è stato chiesto di verificare se Merla, Fagnillo, Urbano e Del Mastro occultino qualcosa e se presso gli uffici dell'Asl di Foggia - Dartimento di prevenzione ci siano cose attinenti ai presunti reati, riguardanti le attività ispettive eseguite presso strutture sanitarie riconducibili a Meclop srl, Torident srl e Dentista TV srl. La stessa ricerca è stata disposta rispetto al ristorante di Michele Cursio.

Il sostituto procuratore Mongelli ha ordinato al Comune di San Marco in Lamis l'esibizione di numerosi documenti. In primis quelli relativi ai lavori e alle commesse pubbliche affidati in favore della Urbano Chimica srl dal 2024; poi gli atti dell'appalto pubblico “Interventi di pest control disinfestazione ambientale per la prevenzione della trasmissione del virus West Nile - interventi di disinfestazione notturna ad effetto larvicida ed effetto adulticida nel territorio cittadino”, con affidamento diretto a favore della Urbano Chimica da parte del settore lavori pubblici e manutenzione dell’ente. La terza questione è l'appalto pubblico dei servizi tecnici di progettazione esecutiva, comprese le relazioni specialistiche, e coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione riferiti all'intervento denominato rigenerazione del cimitero comunale dell'importo generale pari a 4,7 milioni di euro. E, ancora, sono stati chiesti al Comune: tutti i permessi a costruire, nonché relativi fascicoli istruttori, rilasciati all’impresa del dirigente Del Mastro, ovvero Res Aedificatoria Real Estate srl; l'atto di sottomissione, datato 31 ottobre 1975 e registrato il 10 novembre di quell’anno col numero 8051 presso il Comune di San Marco in Lamis; il PUG (Piano urbanistico generale) del Comune approvato con delibera del consiglio comunale nel 2014, in particolare per quel che attiene al regolamento edilizio per le nuove costruzioni; gli atti di nomina dell'ingegnere Antonio Del Mastro per gli incarichi ricoperti nel tempo presso il Comune di San Marco in Lamis.

Agli uffici della Provincia è stato ordinato di esibire i documenti di lavori e commesse pubbliche affidati dall’ente in favore della Urbano Chimica srl da 2024 ad oggi, di lavori e commesse pubbliche affidati per i servizi di disinfestazioni scolastiche nel 2025, i documenti connessi all'appalto pubblico per l'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani avviati allo smaltimento a San Marco in Lamis, gara che ha avuto come ente appaltante Palazzo Dogana. Infine la documentazione afferente alle disinfestazioni scolastiche effettuate a San Marco in Lamis nel settembre 2025. L’inchiesta, dunque, può avere numerosi sviluppi e ampliarsi notevolmente.

Focus

Rispetto alla progettazione dell’intervento di rigenerazione del cimitero comunale sammarchese, a gennaio 2025 l’Attacco scrisse dell’affidamento diretto all’architetto foggiano Cesare Corfone. L’atto risale ad ottobre 2024, quando l’allora dirigente Mendolicchio attribuì a Corfone l’incarico per complessivi 145.899,57 euro. Nel 2022 la giunta comunale approvò il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’importo generale pari a 4,7 milioni di euro redatto dall’ingegnere Antonio Del Mastro. Il progetto fu candidato ai fondi ministeriali e con decreto del Viminale e del MEF nell’aprile 2024 l’istanza di contributo per 4,7 milioni avanzata dal Comune si classificò in graduatoria in posizione 705, col finanziamento della sola progettazione per 169.956,86 euro. “L’incarico è stato dato sulla base di un finanziamento per la sola progettazione di un’opera che dovrebbe costare 4.700.000 euro per la quale non c’è alcun finanziamento, da quel che è dato sapere, ma è semplicemente prevista nella programmazione delle opere pubbliche future”, osservarono alcuni sammarchesi a l’Attacco. “Il decreto di aprile 2024 prevedeva l’affidamento dell’incarico di progettazione oggetto del contributo entro sei mesi decorrenti dal 27 aprile 2024. La determina di incarico da parte di Mendolicchio porta la data del 22 ottobre 2024, cinque giorni prima della scadenza dei sei mesi. Nella convenzione allegata alla determina si dice: “Ravvisata la necessità di affidare specifico incarico su base fiduciaria ad un tecnico esterno per l’espletamento delle prestazioni”. Appariva ad alcuni addetti ai lavori molto strano che Corfone avesse fatto un ribasso del 7,5% (9.323,53 euro) su una parcella di 124.313,73 euro in maniera che il totale (+IVA ed altre voci) fosse di 145.899,57 euro e non di 169.956,86 euro. “Forse si è voluto evitare la gara restando sotto la soglia dei 140mila euro, senza IVA, per l’affidamento diretto?”, fu l’interrogativo in paese.

Risale invece al 23 gennaio 2026 l’esito della gara della SUA della Provincia per l'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani avviati allo smaltimento a San Marco in Lamis, avente come rup Del Mastro. Dei quattro partecipanti vinse la cerignolana Cons.eco srl con 66,714 punti (52,067 per l’offerta tecnica e 14,647 per quella economica) e un ribasso del 6,46%, per un importo totale di aggiudicazione pari a 3.334.617,49 euro, oltre IVA. Seconda arrivò M.E.A. Manna ecologica ambiente srl, terza Tekra srl, quarta Picon srl.

Reazioni

Ad un anno dal ritorno alle urne per il rinnovo del consiglio comunale, mentre tace il Pd di Capitanata, nonostante l’indagato sindaco sammarchese Michele Merla sia uno dei primi cittadini dem principali e anche consigliere provinciale, a parlare è il circolo Pd Compagnone di San Marco, che usa parole dure per stigmatizzare quanto sta avvenendo ai danni del compagno di partito.

“Il circolo Pd, nella roboante rincorsa di notizie pubblicate dalla stampa su fatti di natura giudiziaria riguardanti il sindaco Merla e altri funzionari pubblici, vuole prendere posizione in maniera netta e lineare, senza remore. In virtù della legge vigente, è bene chiarire a molti che un’indagine non equivale a condanna e dunque, sino al terzo grado di giudizio, vi è innocenza piena”, affermano i dem sammarchesi. “La magistratura, in cui crediamo sempre e non a giorni alterni, farà il suo debito corso. Parimenti il sindaco Merla saprà ben chiarire la sua posizione giudiziaria per addivenire alla verità serenamente. Prendiamo decisamente le dovute distanze dagli sciacalli che alimentano odio e discredito a prescindere, senza conoscere i fatti e le carte. I soffiatori di odio, che si affannano sui media e sui social, non offuscheranno quanto di buono è stato costruito dal sindaco e dalla sua amministrazione, che sosteniamo con fierezza. Andremo avanti a viso aperto e a testa alta, con il pieno sostegno a Michele Merla, che – ribadiamo – è innocente sino a prova contraria di terzo grado.

Invece il movimento civico La Svolta – di cui sono espressione i consiglieri di minoranza Antonio Turco e Angelo Ianzano, ex assessore di Merla ed ex candidato decariano alle regionali nei Popolari, oggi candidato sindaco - torna a chiedere pubblicamente un passo indietro del primo cittadino. “Le contestazioni mosse dagli inquirenti non riguarderebbero soltanto la presunta vicenda legata a una tangente da 300mila euro nell'ambito di un appalto relativo a una discarica, ma comprenderebbero anche l'ipotesi di reato prevista dall'articolo 572 del Codice penale, relativo ai maltrattamenti contro familiari o conviventi”, affermano. “Si tratta di accuse estremamente gravi che, qualora venissero accertate in via definitiva nelle sedi giudiziarie competenti, potrebbero comportare pesanti conseguenze penali, fino a 9 anni di reclusione. Tuttavia, come previsto dalla Costituzione e dall'ordinamento italiano, tutte le persone coinvolte nell'inchiesta devono essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Proprio partendo da questo principio, il movimento civico La Svolta ribadisce di essere convinto dell'estraneità del sindaco Merla ai fatti contestati, ma ritiene che la gravità delle accuse e il clima di forte tensione che si è creato in città rendano opportuna una sua temporanea uscita dalla guida dell'amministrazione comunale. Non si tratta di sciacallaggio politico come accusa il Pd bensì di una richiesta di responsabilità istituzionale e di trasparenza. La città ha bisogno di serenità e di fiducia nelle istituzioni. Merla deve poter difendere la propria posizione senza che ogni atto amministrativo venga inevitabilmente condizionato dalle polemiche e dai sospetti che stanno attraversando la comunità”. Secondo La Svolta, la vicenda presenta analogie con altri casi verificatisi in Puglia (dimissioni dopo due inchieste dell'ormai ex assessora regionale Graziamaria Starace), nei quali esponenti politici hanno scelto di lasciare temporaneamente gli incarichi istituzionali in attesa dell'accertamento dei fatti. Il movimento civico rivolge inoltre un appello al Pd affinché assuma una posizione chiara sulla vicenda. In particolare viene chiamato in causa il segretario provinciale del Pd, Pierpaolo d'Arienzo, al quale viene chiesto di valutare l'adozione di provvedimenti politici interni nei confronti del sindaco, nell'ottica della tutela dell'immagine del partito e delle istituzioni. Analoga richiesta viene avanzata nei confronti dell'ingegner Antonio Del Mastro, figura tecnica con incarico fiduciario presso il Comune di San Marco in Lamis e anch'egli indagato. La Svolta ritiene opportuno che vengano assunte tutte le iniziative necessarie, tra cui la sospensione da ogni incarico sul Comune, per garantire la massima trasparenza amministrativa fino al completo chiarimento della vicenda. “Chiediamo al Pd di abbandonare i toni polemici sui social network e di tornare a svolgere quel ruolo di garanzia della legalità e delle istituzioni che storicamente gli appartiene. In momenti come questo servono equilibrio, responsabilità e rispetto delle regole democratiche”.

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