Con 47 voti favorevoli e il via libera unanime del Consiglio regionale, la Puglia conferma la Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata anche per la XII legislatura. La modifica alla legge regionale del 2016 garantisce continuità a un organismo che negli anni ha affrontato temi come mafie, caporalato, ecomafie, gioco d’azzardo e infiltrazioni negli enti locali. La presidenza continuerà a spettare alle forze di minoranza, mentre viene eliminata l’indennità di funzione del presidente, senza nuovi oneri per il bilancio regionale.
La storia della Commissione parte proprio nel 2016, su impulso del Movimento 5 Stelle. A ripercorrerne la nascita è Rosa Barone, che ne fu la prima presidente. “Quando entrammo per la prima volta in Consiglio regionale nel 2015 – ricorda – i dati sulle ecomafie erano allarmanti. Pensammo inizialmente a una commissione dedicata agli ecoreati, ma insieme a tutte le forze politiche decidemmo di estendere il raggio d’azione a tutte le forme di illegalità, dal caporalato alla trasparenza nelle amministrazioni”.
Da quel lavoro nacque nel 2019 il Testo unico sulla legalità, costruito anche attraverso numerose audizioni con magistrati, sindaci, associazioni e rappresentanti delle forze dell’ordine. Nello stesso percorso prese forma anche la Fondazione Stefano Fumarulo, dedicata alla promozione dell’antimafia sociale.
“Abbiamo ascoltato amministratori locali, visitato scuole e raccolto esperienze utili a comprendere meglio le dinamiche criminali – aggiunge Barone –. Solo conoscendo il territorio è possibile costruire leggi più efficaci”.
Per il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle, il voto unanime rappresenta “un segnale importante per l’intera regione” e consentirà di proseguire il lavoro svolto nelle precedenti legislature, rafforzando il confronto con istituzioni e società civile.
Tra gli obiettivi indicati da più gruppi politici c’è ora quello di trasformare la Commissione Antimafia in una commissione consiliare permanente, dotandola di strumenti ancora più efficaci per sostenere amministrazioni locali e cittadini nella prevenzione e nel contrasto ai fenomeni criminali. Una prospettiva che, dopo il voto unanime di oggi, sembra trovare un consenso sempre più ampio all’interno dell’assemblea regionale.
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