Foce Varano “alla mercé” di Rodi Garganico: l’erosione costiera e l’impianto di depurazione delle acque

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Tra le cause del declino di Foce Varano ci sono anche le scelte compiute a Rodi Garganico. Da quando, nel 2009, è stato inaugurato il Porto Turistico, le spiagge limitrofe hanno visto ridursi progressivamente la propria estensione a vantaggio del mare. Emblematico è il caso del litorale in direzione San Menaio, ormai praticamente scomparso. Anche Foce Varano, tuttavia, ha subito le conseguenze di un’opera evidentemente progettata senza valutare adeguatamente gli effetti sul litorale.

Il proprietario de “La Perla del Gargano”, Raffaele Clemente, si è soffermato anche su questo fenomeno. “Negli ultimi anni stiamo riscontrando un arretramento della linea di costa dovuto a una forte erosione, ma anche un abbassamento del livello medio della spiaggia”, spiega a l’Attacco. “A livello globale incide certamente l’innalzamento del livello del mare causato dallo scioglimento dei ghiacciai. Ma, da un punto di vista strettamente locale, alcune dinamiche infrastrutturali hanno alterato quello che era il naturale ciclo di sedimentazione della sabbia e il trasporto del materiale solido proveniente dai torrenti”, aggiunge.

“Alla foce avevamo dune di arenaria imponenti, lunghe anche diverse decine di metri, che oggi sono sostanzialmente in fase di scomparsa. Il nostro tratto di costa è delimitato a ovest dal molo di Foce Varano e a est dal porto di Rodi Garganico, che hanno in qualche modo modificato l’equilibrio delle correnti marine, determinando un accumulo di sabbia in alcuni punti e un deficit di sedimentazione in altri”, conclude. “Questa è una problematica che, di concerto con le autorità comunali, la Provincia e la Regione, andrebbe affrontata attraverso l’apertura di tavoli tecnici, coinvolgendo anche gli operatori del settore, affinché si possa porre rimedio, nel modo più naturale possibile, agli scompensi rilevati negli ultimi anni”.

Ma non è tutto. A pochi passi dal villaggio turistico di Clemente sorge l’impianto di depurazione delle acque di Lido del Sole. È noto l’episodio che, oltre dieci anni fa, vide alcuni villeggianti promuovere una raccolta firme per chiederne lo spostamento, ritenendo l’impianto malfunzionante e responsabile anche di una svalutazione degli immobili della zona. A distanza di oltre un decennio, la storia sembra ripetersi. Molti turisti, infatti, avrebbero preferito altre località alla ricerca di una migliore qualità del soggiorno a causa degli effluvi provenienti dall’impianto. Un danno inevitabile per le strutture ricettive dell’area. Nel frattempo è attesa la delocalizzazione del depuratore nel territorio di Ischitella, in aperta campagna, nei pressi della località Palude e a sud della Strada Provinciale 41. L’intervento, annunciato tra le polemiche tre anni fa, era stato autorizzato dall’amministrazione comunale precedente a quella guidata dal Sindaco Alessandro Nobiletti.

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