Sgomento nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 luglio nell’area del Mistral Cafè 42’ Parallelo - celebre ristorante e discoteca di Vieste sita sul lungomare “Europa”, in zona “San Lorenzo”. Intorno alle 3:35 è infatti scattato l’allarme per un principio di incendio sviluppatosi nel parcheggio adiacente alla struttura, dove un cumulo di materiale vegetale e plastico ha preso fuoco, con le fiamme che si sono propagate anche alla vegetazione adiacente. Sul posto sono intervenute le GEV (Guardie Ecologiche Volontarie), che hanno provveduto alle operazioni di spegnimento e di bonifica,  e la Tenenza dei Carabinieri di Vieste. Allertati anche i Vigili del Fuoco di Vico del Gargano. L’intervento, della durata di più di un’ora per la messa in sicurezza della zona, si è poi concluso intorno alle 5:15. A dare l’allarme sarebbe stato un cittadino che, dopo aver notato le fiamme, ha prontamente contattato i soccorsi. Poco dopo è arrivata ai volontari anche la richiesta di intervento da parte della Tenenza dei carabinieri. In quei minuti, alcuni residenti della zona hanno riferito di aver udito un forte boato, circostanza confermata anche da un video diffuso sui social, nel quale si vede una colonna di fuoco levarsi dalla pineta a ridosso della strada. Secondo quanto emerso dai primi riscontri raccolti da l’Attacco, il rogo non avrebbe interessato direttamente la struttura ricettiva. Le fiamme sarebbero partite da un accumulo di materiale depositato all’interno del piazzale e, favorite dal vento e dalla vegetazione particolarmente secca di questo periodo, si sarebbero estese per alcune decine di metri nella pineta confinante. L’incendio è stato circoscritto in tempi relativamente rapidi, evitando conseguenze più gravi. Resta invece da chiarire che cosa abbia provocato l’innesco. A questo proposito, l’ipotesi dell’autocombustione appare esclusa, così come sembra poco probabile una natura accidentale del rogo (per esempio da un cortocircuito): gli elementi raccolti farebbero infatti pensare a un’origine riconducibile all’azione dell’uomo.

Con 47 voti favorevoli e il via libera unanime del Consiglio regionale, la Puglia conferma la Commissione regionale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata anche per la XII legislatura. La modifica alla legge regionale del 2016 garantisce continuità a un organismo che negli anni ha affrontato temi come mafie, caporalato, ecomafie, gioco d’azzardo e infiltrazioni negli enti locali. La presidenza continuerà a spettare alle forze di minoranza, mentre viene eliminata l’indennità di funzione del presidente, senza nuovi oneri per il bilancio regionale.

Arrivare a sospendere per dieci giorni la licenza di un ristorante come il McDonald’s di Lucera per questioni di ordine pubblico è sicuramente un record provinciale, ma non è certo un provvedimento improvviso o imprevedibile, perché in poco più di un mese dalla sua apertura era già successo praticamente di tutto, naturalmente fuori dal locale ma anche dentro le intemperanze non erano mancate. La decisione del questore ha naturalmente la solita moltitudine di parole in libertà, i cittadini si sono cimentati sui social manifestando opinioni più disparate, divisi in più categorie: quelli che esultano per l’iniziativa della polizia di Stato, quelli che ritengono sia una sconfitta epocale per la città, quelli che sollecitano maggiore efficacia di azione da parte delle forze dell’ordine, quelli che invocano punizioni drastiche nei confronti degli autori di comportamenti negativi e dannosi, e infine qualche proprietario di locale che ha cominciato a temere un esodo verso la propria struttura. Perché poi una delle questioni non trascurabili, alimentata da un sano cinismo, è che la concentrazione di tanti soggetti, della stessa tipologia e in un unico luogo, da qualche settimana aveva “liberato” almeno in parte altre zone della città, spesso infestate da giovani e adolescenti sempre più scatenati. Da parte sua, il Sindaco Giuseppe Pitta ancora una volta ha offerto la consueta narrazione “distanziata”, lamentando un danno di immagine per la città, dando la colpa a “pochi idioti, i cui atteggiamenti negativi poi ricadono su tutta la comunità”. Nelle sue esternazioni è sembrato però quasi più preoccupato per le conseguenze negative a danno dell’esercente, per il quale ha ricordato i grossi investimenti fatti, mentre nel recente passato non si era affatto pronunciato su almeno altri tre casi simili registrati in città, sia in centro storico che in periferia. Sembra non essersi nemmeno accorto che in realtà il numero di questi adolescenti e ragazzi, allergici alle regole e incapaci di una convivenza civile, sia invece altissimo, senza contare che il provvedimento parla anche di pregiudicati. Ma è la diretta conseguenza di un atteggiamento di perenne minimizzazione dei problemi di ordine pubblica e percezione di insicurezza che la cittadinanza invece avverte parecchio e da diverso tempo, e alle numerose richieste di intervento presso le istituzioni provinciali arrivate da più parti, si sono trasformate in accuse di “allarmismo”, continuando a evocare “dati” che però non ha mai mostrato. 

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