La Guardia di Finanza del comando provinciale di Foggia ha eseguito un decreto di perquisizione locale e domiciliare, con contestuale sequestro preventivo d’urgenza finalizzato alla confisca, anche nella forma per equivalente, per un importo complessivo superiore a 3 milioni e mezzo di euro. È stata colpita una società basata a Pescara, la Coim srl di cui risulta socia unica Emanuela Tilli e amministratore unico Pierluigi Ciccarelli. Si tratta di due coniugi di Lucera che fanno riferimento anche ad altre due società di capitali. La Coim, in particolare, non ha dipendenti e dall’ultimo bilancio risulta un fatturato di poco superiore al milione di euro, con attività principale legata alla costruzione di edifici residenziali e non residenziali. Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica di Foggia e successivamente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari, è stato disposto in relazione alle ipotesi di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio. Tra i beni e le disponibilità finanziarie sottoposti a vincolo figurano, tra l’altro, somme di denaro, un intero compendio immobiliare sito proprio nel capoluogo abruzzese e crediti fiscali già ceduti a società terze, di cui è stata impedita la successiva monetizzazione. “Questa attività conferma il nostro ruolo quale polizia economico-finanziaria a tutela degli interessi dell’Erario e della regolarità dei mercati – hanno fatto sapere dal comando diretto dal colonnello Carmine Lo perfido - e l’attività si inserisce nel costante impegno del Corpo per contrastare le frodi nel settore della spesa pubblica e del reimpiego di capitali illeciti”. L’attività investigativa è stata condotta dai finanzieri del Nucleo specifico che opera in Via Della Rocca assieme alla tenenza di Lucera guidata dal tenente Daniele Buonanno, e avrebbe consentito di rivelare un’ingente frode afferente al “sisma bonus acquisti”, agevolazione fiscale prevista dal Decreto Legge n. 34/2020 (cosiddetto Decreto Rilancio), i cui proventi sarebbero stati successivamente oggetto di condotte di autoriciclaggio. È stato uno dei primi provvedimenti emessi dal governo Conte a seguito della grave crisi economica provocata dalla pandemia da Covid, risale a maggio del 2020 e al suo interno erano state inserite misure per 55 miliardi di euro per sostenere le imprese, le famiglie e i lavoratori.

Sarebbero circa trenta i complessi residenziali gabbati dall’amministratore di condominio Luigi Morsillo, che da due settimane ha fatto perdere le sue tracce. Il supercondominio di viale Luigi Pinto è il caso più eclatante: una debitoria di 148mila euro nei confronti di AQP, a cui vanno aggiunti 60mila euro di spese varie. Ad illustrare i dettagli della truffa è l’avvocato difensore dei condomini Giovanni Marseglia, che a l’Attacco ha aggiunto come stiano arrivando ulteriori accertamenti fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per cui, il conto rischia di essere ancora più salato. “I miei assistiti hanno pagato regolarmente le loro quote condominiali nel corso del tempo”, dice il legale foggiano. Si tratta di una debitoria accumulata dal 2021, della quale però Acquedotto Pugliese non ha mai posto a conoscenza i condomini. “Com’è possibile che non ci sia stato neppure un avvertimento?”, si interroga Marseglia. L’avvocato, nel frattempo, ha querelato Morsillo per appropriazione indebita e truffa. Inoltre, è emerso come i soldi dei bonifici dei residenti transitassero dal conto condominiale BPM dell’amministratore al suo conto personale. E utilizzasse impropriamente i conti dei diversi condomini amministrati, pagando le utenze di un complesso residenziale con il conto di un altro condominio. “Non è mai stata data la contabilità condominiale”, aggiunge il legale, che poi pone alcune domande. “Cosa ha fatto l’Acquedotto a fronte di un debito così alto? Quali sono le cautele che ha posto in essere?”, alle quali risponde netto: “Niente e nessuna. Loro dicono di non sapere nulla”. Morsillo ora rischia una condanna penale per truffa e appropriazione indebita, ma risulta irreperibile ormai da diversi giorni. La versione data dall’amministratore di condominio è che si troverebbe in Thailandia per dare l’ultimo saluto alla compagna originaria del Paese asiatico defunta. Altre voci, invece, confermano che si sia allontanato volontariamente dall’Italia dopo aver organizzato la maxitruffa e starebbe gestendo un’attività in Thailandia. Intanto, l’ufficio condominiale di via Napoli 67 resta chiuso e i due impiegati che vi lavoravano sarebbero stati ascoltati dalla Guardia di Finanza, che sta conducendo le indagini. Una situazione altrettanto grave è quella che ha coinvolto i residenti del complesso di via Giuseppe Parini 4, sempre amministrato da Luigi Morsillo. In questo caso, parliamo di sedici nuclei familiari, per un totale di oltre cinquanta persone. “L’unica debitoria al momento certa è quella relativa all’Acquedotto Pugliese – che ammonta a circa 57mila euro –. Ma potrebbero esserci arretrati anche per altre utenze”, spiega a l’Attacco l’avvocato Marco Biscotti, legale difensore dei residenti.



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