Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) ha attivato i primi quattro chilometri di binario sulla nuova tratta Ripalta-Lesina in fase di raddoppio. I treni ora circolano su un nuovo tracciato che è sopraelevato rispetto alla linea storica e percorre il viadotto Ripalta, realizzato a 47 campate e lungo circa 1,2 chilometri. Quest’attivazione costituisce una fase intermedia fondamentale per il completamento del raddoppio Ripalta – Lesina che si estende complessivamente per 6,8 chilometri e che verrà completato entro gennaio 2027.

“In questi ultimi giorni si sente parlare molto di superamento dei Ghetti dove alloggiano in condizioni molto precarie cittadini stranieri per lo più irregolari, e tal proposito vengono stanziati fondi sia governativi che regionali, a seguito di progetti per il loro superamento – afferma Domenico Di Ruggieri -. Il ghetto di Borgo Mezzanone è forse il più emblematico per le evidenti difficoltà a proporre soluzioni efficaci per il superamento dello stesso”. 

È stata un’intossicazione alimentare, a confermarlo sono i referti medici rilasciati dai Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Timoteo” di Termoli e dell’Ospedale “San Pio da Pietrelcina” di Vasto. Giovedì scorso, l’Attacco raccontò di trenta casi di tossinfezione alimentare causati dall’ingestione di ostriche avariate dopo un banchetto presso il Grand Hotel Vigna Nocelli. Narrazione prontamente smentita dalla versione del gestore e proprietario Pino Di Carlo, che parlò invece di un virus intestinale particolarmente aggressivo. Sabato scorso, l’Attacco rilanciò una nuova ipotesi, che spiegava come la causa dell’intossicazione non risiedesse nel consumo di pesce crudo avariato – come confermato dalle numerose testimonianze arrivate a l’Attacco dagli intossicati alle prime comunioni del 3 maggio scorso –, ma potesse essere correlata ad alcuni difetti in capo all’approvvigionamento idrico. Nella stessa giornata, a l’Attacco giunse la notizia della chiusura provvisoria della struttura. Nonostante i tentativi di verificare l’imbeccata, non ricevemmo un riscontro tale da poter confermare quanto segnalato, nonostante la certezza che fossero stati eseguiti dei controlli. Ieri, però, è emerso ciò che fino ad ora era rimasto celato. Dopo l’ennesima verifica de l’Attacco sul caso Vigna Nocelli è venuto fuori ciò che abbiamo cercato insistentemente per giorni. Alle testimonianze delle prime comunioni del 3 maggio scorso e di un matrimonio tenutosi presso il relais 5 stelle in agro di Lucera solo due giorni prima, si è aggiunto il racconto di un invitato ad un matrimonio in data 25 aprile, che ha spiegato come metà dei commensali avrebbero accusato gli stessi sintomi. Stavolta, però, non sono semplici dichiarazioni quelle registrate da l’Attacco, ma prove inconfutabili che accerterebbero come i sintomi manifestati dai convitati ai diversi banchetti presso il Grand Hotel Vigna Nocelli siano dovuti ad un’intossicazione alimentare. E nel pomeriggio di ieri è arrivata un’ulteriore conferma: è stato disposto il provvedimento di chiusura provvisoria dopo un’ispezione congiunta condotta dagli agenti del Dipartimento di Prevenzione e del Servizio Veterinario di Igiene degli Alimenti di Origine Animale della ASL Foggia. La nuova testimonianza giunta a l’Attacco rappresenta uno spartiacque decisivo per chiarire definitivamente quanto accaduto al Grand Hotel Vigna Nocelli. “Eravamo all’incirca 65 invitati. In 30 abbiamo accusato i sintomi di una sindrome gastroenterica”, ha raccontato un invitato. Gli sposi, originari di Vasto, e gli amici provenienti da Svizzera, Inghilterra, Venezia, Milano e Roma.

“Quanto accaduto ieri a Foggia, con l’aggressione subita da una commerciante durante un tentato furto da parte di un cittadino straniero, impone una riflessione seria, concreta e senza ipocrisie sul tema della sicurezza e della gestione dei flussi migratori. Alla commerciante aggredita va tutta la nostra solidarietà e vicinanza istituzionale - riferisce Giulio De Santis, assessore alla Legalità e Sicurezza del Comune di Foggia -. Chi lavora, chi tiene aperta un’attività commerciale, chi vive quotidianamente la città, deve sentirsi protetto dalla presenza forte e concreta dello Stato. Ed è proprio per questo che oggi ribadiamo con forza una posizione chiara: la Capitanata ha bisogno immediatamente di maggiori forze dell’ordine, di più uomini, più controlli, più presìdi e maggiore presenza dello Stato sul territorio”.

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