Il primo dato sulla riuscita di questa edizione - la 25esima - del Libro Possibile che si può raccogliere è di tipo empirico: era sufficiente trovarsi nella piazza Marina Piccola di Vieste lo scorso sabato sera. Lo scenario è il seguente: oltre duemila persone assistono agli incontri conclusivi del festival, con ospiti del calibro dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del procuratore Nicola Gratteri e della cantautrice Ditonellapiaga, capace di richiamare anche un pubblico giovanissimo. Le sedie sono circa 1200, ma c’è chi resta in piedi, chi si accomoda sui gradini, chi segue gli interventi dai margini della piazza pur di non perdere una serata che chiude cinque giornate pregne di incontri e riflessioni. In questo modo Vieste saluta la sesta edizione del festival che ha occasione di ospitare e, allo stesso tempo, quella che meglio racchiude l’evoluzione di una manifestazione che, anno dopo anno, sembra essersi ritagliata uno spazio di primo piano nel panorama culturale cittadino. Non tutte le serate hanno potuto contare sullo stesso colpo d’occhio. Il maltempo ha costretto infatti l’organizzazione, in un paio di occasioni, a trasferire gli appuntamenti nell’aula consiliare del Municipio, inevitabilmente più raccolta e con una capienza limitata rispetto a Piazza Marina Piccola. Ma proprio il gran finale, favorito anche dal ritorno del bel tempo, ha restituito la misura di quanto il Libro Possibile sia ormai diventato un appuntamento atteso non soltanto dai residenti, ma anche dai tanti turisti che scelgono di trascorrere a Vieste proprio la settimana del festival. “Il Libro Possibile rappresenta per noi l’evento culturale di punta”- è stato il commento rilasciato a l’Attacco dal Sindaco Giuseppe Nobiletti. “Siamo orgogliosi di ospitare la sesta edizione a Vieste di quello che probabilmente è il più importante festival dedicato ai libri del sud Italia. Vedere una piazza con oltre duemila persone che seguono ospiti come Conte, Gratteri o Ditonellapiaga è qualcosa di straordinario. È bello constatare che tanta gente scelga di partecipare a un evento culturale e non soltanto al classico concerto estivo. Questo significa che la cultura può essere un volano importante anche per il turismo”.
Il Primo Cittadino sottolinea come il festival costituisca ormai anche un elemento di attrazione turistica: “Molte persone scelgono proprio questa settimana per venire a Vieste. Le piazze piene ci dicono che l’obiettivo è stato centrato”. Il successo dell’edizione appena conclusa non si misura esclusivamente con il numero degli spettatori. La manifestazione ha confermato la capacità di portare nel Gargano protagonisti del mondo della politica, della magistratura, del giornalismo, della musica, della scienza e della cultura, offrendo al pubblico un calendario ampio, che potesse spaziare dall’attualità internazionale ai diritti, dall’intelligenza artificiale ai grandi temi sociali, senza rinunciare alla divulgazione e all’intrattenimento. “Il bilancio è certamente positivo e la piazza gremita ne è la prova”, osserva soddisfatto l’assessore alla Cultura Alessandro Del Zompo. “In questi cinque giorni abbiamo ospitato personalità di rilevanza internazionale che hanno affrontato temi molto diversi, dal rapporto tra genitori e figli fino ai grandi conflitti che attraversano il mondo. Vieste dimostra ancora una volta di essere una località turistica pronta e matura per ospitare grandi eventi”. Per Del Zompo il valore della rassegna sta nella “cultura che scende in piazza e diventa democratica, accessibile a tutti e gratuita. È questo il senso dell’investimento che l’amministrazione comunale continua a portare avanti: offrire occasioni di crescita senza barriere economiche, rivolgendosi tanto ai cittadini quanto agli ospiti”.
Un concetto rimarcato anche dalla consigliera regionale Graziamaria Starace, che negli anni ha accompagnato in prima persona il percorso di crescita della manifestazione: “Il bilancio è senz’altro positivo. Nell’ultima serata non solo erano occupate tutte le sedie, ma c’erano persone sedute perfino sui gradini. È esattamente quello che volevamo: fare in modo che la cultura scendesse in piazza, tra la gente, offrendo ai cittadini e ai turisti appuntamenti di alto livello senza alcun costo di accesso”. Secondo Starace il Libro Possibile ha assunto una connotazione persino identitaria per Vieste: “È un evento che i nostri ospiti aspettano e che mette in rete due realtà straordinarie come Vieste e Polignano attraverso un ponte ideale rappresentato dal mare. Continueremo a lavorare perché possa crescere ancora”. La prospettiva è infatti quella di un festival destinato ad ampliarsi ulteriormente. Già quest’anno il cartellone prevedeva un numero ancora maggiore di ospiti di rilievo nazionale, anche se alcune defezioni dell’ultima ora, (legate agli impegni estivi degli invitati) hanno costretto gli organizzatori a rivedere parte del programma. Una circostanza fisiologica per manifestazioni di questo livello che, tuttavia, non modifica la rotta intrapresa: rafforzare ulteriormente il parterre e sperimentare nuovi format nelle prossime edizioni.
La conferma viene anche dalla direttrice artistica del festival, Rossella Santoro, che traccia un bilancio particolarmente positivo della tappa viestana: “Questa venticinquesima edizione del Libro Possibile ha significato un traguardo importante anche qui a Vieste. Abbiamo trovato un pubblico numeroso, attento e partecipe. Le cinque giornate sono state molto positive sia per il numero dei partecipanti sia per la qualità dei relatori e per l’interesse suscitato dagli incontri”. Questa edizione ha dunque certificato la maturità del festival; la prossima potrebbe essere quella chiamata a compiere un ulteriore salto di qualità, rafforzando un binomio - quello tra cultura e turismo - che, a giudicare dalla risposta del pubblico, sembra aver trovato nel Gargano un terreno via via sempre più fertile.
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