Storia di donne e di famiglia

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Questa storia inizia il 1 maggio, 39 anni fa. Nel 1983. Quest’anno sono passati 39 anni. Questa avventura parte in via Arpi, dove c’era lo storico punto vendita, poi approda in Corso Giannone e finisce per ora in Corso Garibaldi. in quello che era il nostro storico punto vendita. Quello di via Arpi era un negozietto piccolino, di una trentina di metri quadri. I protagonisti di questa storia sono due fidanzati, Gino Lizzi e Anna Carella. Sorride Anna al ricordo di quei tempi che oggi che sono diventati marito e moglie e genitori, sembrano lontani. E’ partito tutto da una piccola profumeria, in cui però facevano anche altre cose. Facevano la bigiotteria e di questa bigiotteria facevano anche riparazioni. Poi pian piano hanno iniziato a inserire anche i profumi. Oggi questa è diventata una storia di donne e di famiglia, con lei Anna, affettuosamente chiamata la piccola scrivana fiorentina, per la sua abitudine di scrivere sempre, che appunta su quadrati di carta bianca, nomi di creme, codici di rossetti e fragranze, con quel suo modo di scrivere il loro valore, tirare la linea e fare il suo sconto. Mentre chiede alla ragazza quanto ha adesso il bambino nel passeggino, come sta sua madre, se le è piaciuto quel regalo piuttosto che altro. Donne che erano bimbe e mamme e che oggi son nonne, a cui riserva sempre un sorriso e una parola accogliente. Con quella passione per l’estetica che ha saputo trasformare in impresa grazie a un fiuto per gli affari spiccato e alla sua grande capacità di essere imprenditrice.

 

Anna, come siete passati dalla bigiotteria ai profumi?

Grazie a un amico rappresentante all’epoca di un ingrosso che ci consigliò di inserire i profumi nel nostri primo punto vendita di via Arpi. Ricordo che  facemmo davvero un piccolo investimento perché avevamo poco da investire. Dieci milioni. Ma era tutto quello che avevamo. Grazie a lui abbiamo iniziato a comprare profumi.

Dopo questo primo investimento, che succede?

Siamo cresciuti, abbiamo sempre investito e qualche anno dopo ci siamo spostati nel locale accanto e poi in quello accanto ancora, inserendo nuove e tante aziende.

Come sono i ricordi di quel periodo? Com’era allora il mondo della profumeria?

Era bello per noi, perché ci permetteva di crescere. All’epoca a Foggia di profumerie bellissime ce ne erano due e noi avevamo lo spazio per crescere e l’entusiasmo per reinvestire. Così abbiamo acquisito clientela e abbiamo anche dato un servizio diverso. All’epoca noi avevamo già la cabina di estetica sopra e quindi facevamo già dei servizi con aziende importanti, che mandavano il loro personale qualificato qui. Poi nel ‘98-‘99 abbiamo deciso di aprire anche in Corso Giannone perché le aziende ritenevano che la sede di via Arpi, per quanto bellissima per noi, per loro era poco di immagine. Serviva un’immagine più moderna in una strada più qualificata.

Com’era via Arpi in quegli anni?

Cominciava ad avere un declino. Quando abbiamo aperto noi, c’erano dei bei negozi, con aziende bellissime, ma poi queste belle realtà sono venute a mancare. Quella sede in via Arpi per me è stata la nostra prima casa e ho sofferto quando ci siamo distaccati, ma è stato un passaggio importante. Nei locali a Corso Giannone anni prima c’era proprio una profumeria e nonostante il proprietario pignolo e difficile da prendere, riesco a convincerlo e come se fosse un segno del destino, apriamo anche quella sede.

Come ha convinto quel signore?

Ha detto di aver avuto grande fiducia in me, nel parlare, nel vedermi. Non lo so, ma alla fine mi affitta questo locale.

Quanto hanno contato in questa crescita le sue doti imprenditoriali?

Molto. Moltissimo. All’inizio, dico la verità, è stata l’esigenza di due giovani che dovevano lavorare. Io avevo 19 anni quando abbiamo aperto e Gino, mio marito cinque più di me. Lui frequentava l’Accademia  di Belle Arti e io pensavo che avrei fatto l’estetista, avevo già seguito dei corsi di estetica e pensavo che il mio sogno era quello. Ma poi, pur di lavorare insieme abbiamo deciso di aprire questa profumeria, in cui abbiamo davvero iniziato con la bigiotteria.

Una presenza che però è rimasta nei vostri punti vendita.

Sì, fa parte della nostra storia, per un anno siamo stati artigiani. Facevamo bigiotteria che vendevamo con il passaparola, con clienti che ci ospitavano e ne sono fiera, non ho imbarazzo a dirlo. Gino faceva anche cinture in ottone sbalzate, io avevo già questa bella arte commerciale e scrivevo, scrivevo sempre. Tutto è nato di lì, insomma.

Oggi però tutto è cambiato.

Sì, ma non mi sento strana in questo mondo tutto cambiato, perché oggettivamente siamo cambiati anche noi. Siamo cresciuti, ma non solo professionalmente, con il nostro lavoro, ma anche perché le profumerie oggi si sono associate in consorzi. Il nostro è Ethos e siamo associati da sette anni. Grazie a loro siamo in un circuito che ci porta avanti meglio. Siamo 250 in tutta Italia, associati, loro ci seguono in maniera attenta e davvero fa una bella differenza. Ti affacci in un mercato più importante e anche a livello marketing ti riesci a far seguire molto bene, anche se c’è Letizia, nostra figlia, che sui social lavora molto bene sul territorio. Loro fanno il loro lavoro a livello nazionale e i riscontri arrivano.

Come è stato il suo percorso?

Io da mamma e da donna non le volevo dare questa responsabilità di stare in negozio. Ma lei, devo dire che dall’età di 5 anni ha fatto il primo corso a Milano con me. Da allora è sempre stata presente.

La profumeria è una storia di famiglia e di donne, con la presenza di Gino che è caratterizzante.

Questo è vero. Io sono più appassionata alla cosmetica, lui ai profumi, Letizia invece è un mix fra noi due. E’ la nostra spalla e come io dico è una forza aggiunta perché ha sempre lavorato con noi. Da piccolina, quando ancora frequentava la scuola media, già ci veniva a dare una mano. Qualche cliente se la ricorda, quando da dietro il bancone, si intraveda appena la sua testolina.

E’ una bella forza, anche emotivamente?

Il Covid è stato un periodo terribile. Io ho sempre detto alle mie figlie, fate quello che volete, l’importante è che lo fate bene perché io detesto le cose fatte male. Letizia ha sempre detto che voleva stare in profumeria e il Covid è stata la prova del nove. Insieme abbiamo fatto un’unica forza. Lei non si è persa d’animo in quelle ore, ha messo in piedi il delivery. Lei ha la creatività e lo spirito imprenditoriale. Per noi è un valore aggiunto, perché noi abbiamo l’esperienza di 39 anni, che non sono pochi e poi abbiamo anche il valore aggiunto, che è il suo. I giovani sono il futuro. Ed è alle nuove generazioni che dobbiamo guardare.

(pubblicato il 30 dicembre 2022)

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