Quando una tendenza diventa popolare? Quando un costume, passa da essere abitudine condivisa, a un fatto di moda? Siamo in un modo che parla per immagini e stiamo vivendo una cultura fatta di immagini. Quelle star e quei premi Oscar che vanno in giro in tuta e in maglione cosa ci dicono? Quei ragazzi che vestono anche e soprattutto fuori da campi di calcio o tennis e palestre con abbigliamento sportivo cosa ci raccontano? Che forse quell’abitudine condivisa è diventata trend. Moda. Stile. Lo sanno bene i fratelli dello sport, Gianluca e Melania Cosmano, che nonostante portino avanti un negozio specializzato in calcio, di questo cambiamento sono stati testimoni negli ultimi anni. La loro attività, aperta dai genitori nel 71 era un negozio generico di articoli sportivi e poi è cambiato via via dovendosi adeguare al cambiamento dei tempi. Per loro, e per i loro brand, la sfida è stata quella di settorializzarsi sempre più per non finire nella massa delle catene che hanno i loro nomi e le loro regole o nella massa dei grandi centri commerciali. A vincere è stata soprattutto però una cosa. Una parola scontata, forse, dice Melania, e anche un po’ abusata. La passione. Lo dicono tutti. Ma quanti poi davvero preferiscono stare nel loro negozio, alla loro scrivania, al loro posto di lavoro, piuttosto che a casa o a fare un viaggio o in relax? E’ questa passione che nel tempo fa la differenza e ti fa stare sempre sopra vento, in modo che stili e tendenze li anticipi e li fai tuoi e non ti possano travolgere.
Gianluca e Melania. Dal 71. Cinquant’anni di attività. Lei viene prima di me, dice lui, il fratello, cedendo la prima parte del racconto a sua sorella. Questa è la storia di Cosmano Sport. “Mamma e papà decidono di aprire un negozio di articoli sportivi, perché papà era molto addentrato nel settore”, spiega Melania Cosmano.
“Giocava a calcio, allenava, e voleva mettere a frutto quella che era la sua passione. Così lo fa aprendo questo negozio. Era un negozio, piccolo, di cui conserviamo la foto dell’insegna, che per quei tempi era qualcosa di molto particolare. Il negozio era sempre in questa strada, in via Lecce, ma il civico era un po’ più avanti, era il numero 40. E’ stato quello il primo negozio, con brand importanti per quei tempi. Lacoste, Colmar, Pantofola d’Oro, che era un brand molto forte nel calcio. Non siamo stati forse i primi, possiamo dire che il nostro è nato forse insieme a Pippo Sport, almeno così ricordo io. Eravamo noi… anche se all’epoca non era un negozio specializzato calcio come ora. Non esistevano le specializzazioni. Era solo un classico negozio di articoli sportivi che prevedeva una vendita generica. Tennis, ping pong, niente di tecnico, o di specializzato”. Entrambi i genitori lavorano al negozio, ma con ritmi differenti. “Papà lavorava in ferrovia, allenava e giocava e poi veniva anche qui, nei ritagli di tempo aiutava mamma Elisabetta”. Suo papà era Giacomo Cosmano, che tutti conoscono come Mimì. L’attività commerciale va avanti fino all’82 in quel primo negozio e poi si sposta in quella che è ancora oggi la sua sede. “All’epoca io e mio fratello eravamo studenti e l’idea di lavorare in negozio o di aiutare era lontana da noi. Poi, una volta che l’attività si è ingrandita le cose cambiano”.
Allora nel racconto entra in scena Gianluca Cosmano. “Subentro nel 2007. Io diciamo che facevo tutt’altro. Ho studiato come geometra, ho iniziato la pratica da geometra e mi sono laureato in Scienze Motorie, ma facevo altro. Le cose sono cambiate con la perdita di papà. C’è stato bisogno di una ulteriore forza, anche per portare avanti il suo impegno in ambito calcistico, che oggi sta andando avanti molto bene. Allora ci siamo uniti, io e lei e stiamo andando avanti molto bene”. “Io ero già dentro – racconta Melania, che dopo un paio d’anni a Bari all’Università cambia rotta – perché quando mi sono resa conto che era questo il mio mondo, non ho avuto dubbi. Era il mio amore grandissimo e continua ad esserlo. Era la mia vita. All’inizio era un aiuto, poi sempre di più, sempre di più, ed è stata passione”. Anni determinanti in cui il mondo dello sport, inteso come usi e costumi, cambia tantissimo. “Intono agli anni 2000, con l’avvento dei grandi centri commerciali -spiega Melania – le aziende hanno sentito la necessità di trovare dei punti vendita molto organizzati e settoriali. Cioè noi siamo diventati specializzati nel calcio che era il nostro pane. A noi è andata benissimo questa specializzazione, perché era nostra, era la nostra vita, sapevamo quello che vendevamo. Eravamo bravi, senza presunzione, ma con la consapevolezza che avevamo esperienza non solo sulle vendite, ma anche sul campo.
Così le aziende, Nike, Adidas, Puma, tutte le aziende che avevamo, hanno iniziato a pensare a un negozio che potesse dare un servizio maggiore al cliente in quel determinato settore e quindi siamo diventati specializzati”. Qui le aziende mandano pacchetti solo per il calcio. Le anteprime, collezioni uniche e maggiore diversificazione. “I negozi dei centri commerciali, ad esempio, ha la scarpa basica e generica, non l’assortimento di scarpe, di tacchetti, di materiali per determinati terreni. Insomma, molto di differente. I ragazzi oggi sono preparatissimi e anche per me non è stato facile. Ricordi che intorno al 2000 partecipavo a meeting a Milano per questi aggiornamenti e non era facile affatto. Ero l’unica donna in questo settore e avere credibilità nel settore da donna a quei tempi, è stata una bella scommessa. Però poi alla fine, siccome mi piace quello che faccio, la
scommessa l’ho vinta io”.
“Lei – aggiunge Gianluca – sulla vendita è preparatissima, più di me… In un’altra vita diceva che voleva nascere uomo per provare l’ebbrezza della scarpa da calcio”. “Li vedo innamoratissimi”, ride Melania. Adesso Gianluca si dedica al discorso di contabilità e a portare avanti l’eredità di suo padre con la scuola calcio.
“Abbiamo perso papà il 20024. Sono passati diciannove anni. E’ chiaro che i primi periodi sono stati complicati, anche per lo spessore che aveva lui. Diciamo che c’è stato un po’ di sbandamento, ma poi noi ci siamo fatti conoscere e le cose sono andate bene. Ora abbiamo un bacino di ragazzi di oltre 300 famiglie che gestiamo”.
Su come è cambiato il mondo del commercio in questi anni, Melania non ha dubbi: “I centri commerciali e le vendite on-line hanno dettato regole nuove. La specializzazione per noi è stata la salvezza. Grandissima. Altrimenti saremmo stati la massa e non potevamo competere con i centri commerciali. La specializzazione ha fatto la differenza. Ci ha dato la forza che ci permette tuttora di andare avanti e poi senza trascurare quello che sembra una frase detta lì: l’amore per quello che fai. Questo è basilare.
Avere voglia di stare nel negozio, passare qui le giornate e il tempo e trascurare altri interessi. Ecco è quella la passione di cui si parla ed è quello che fa la differenza.
(pubblicato il 20 gennaio 2022)
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