A dieci anni dalla prima edizione tante cose sono cambiate, com’è cambiata la manifestazione stessa che, se prima ambiva a raccontare l’olio extravergine di oliva del Gargano, ora vuole mettere insieme chi lo produce e chi lo consuma, la tradizione degli uliveti secolari e le tecnologie che stanno cambiando il lavoro nei frantoi. In questo contesto, “Oleocentrica - La Settimana dell’Olio”, in corso a Vieste dal 23 agosto e pronta a chiudersi domani, 27 agosto, presenta un programma fittissimo di incontri, articolati tra aziende agricole, trabucchi, frantoi, agriturismi e la piazza di Marina Piccola. “Questa decima edizione è iniziata con grande partecipazione e grande entusiasmo”, racconta a l’Attacco la direttrice organizzativa Sabrina Pupillo, che individua proprio nella costruzione di un interscambio uno dei motori principali: mettere a confronto realtà olivicole nazionali diverse e, nello stesso tempo, favorire lo scambio tra gli stessi produttori garganici, affinché possano “crescere insieme”. Il primo scambio è arrivato con la cooperativa CAB Terra di Brisighella, realtà romagnola nata nel 1962 e legata a un territorio nel quale l’olivicoltura è quantitativamente ridotta e difficile, ma proprio per questo trasformata in elemento distintivo: “La base di tutto è la condivisione, a partire dal produttore, ma anche degli obiettivi di valorizzazione del prodotto locale”, commenta il presidente Sergio Spada. Un modello applicabile anche al Gargano e alla possibilità di superare la frammentazione: “L’olivo è una pianta secolare che viene tramandata nei secoli. Dobbiamo prenderci cura di ciò che abbiamo ereditato e lasciarlo nelle migliori condizioni a chi verrà dopo”. È un concetto espresso anche dall’assessore all’Agricoltura e alle Politiche forestali di Vieste Alessandro Del Zompo. Dieci edizioni, osserva, hanno contribuito a costruire maggiore consapevolezza intorno al prodotto locale e a spingere produttori e frantoiani verso standard qualitativi più elevati, come dimostrano le etichette garganiche che negli ultimi anni si sono aggiudicate riconoscimenti anche internazionali.
Addentrandosi nella filiera e parlando con i produttori, Domenicantonio “Chicco” Spina, dell’Azienda Agricola F.lli Spina di Vieste (vincitore del premio assoluto nella categoria Mignola d’Oro con “Valere”) evidenzia come la manifestazione consenta ai produttori di incontrare consumatori, esperti e altri operatori, ma soprattutto di misurarsi con i propri limiti: “È un volano per crescere tutti insieme, confrontarsi con i tecnici e capire dove si sbaglia e dove poter rimediare”.
La stessa filosofia passa attraverso le esperienze di mindfulness tra gli ulivi e sul trabucco, curate da Nerina Di Nunzio, docente all’università RomaTre, esperta di enogastronomia e crescita personale e madrina della manifestazione: “La mindfulness è una pratica di consapevolezza”, spiega, e applicarla all’extravergine significa imparare a considerarlo un alimento complesso, frutto di un processo nel quale interviene profondamente il lavoro dell’uomo e nel quale ogni olio può avere caratteristiche differenti. Da qui anche l’idea, apparentemente semplice, di non pensare all’olio come a un condimento indistinto, ma di averne più tipologie in casa per costruire abbinamenti diversi. “Consapevolezza del vero sé e consapevolezza di ciò che mangiamo”, afferma.
La professoressa, fa notare come in questi dieci anni Oleocentrica abbia avuto soprattutto il merito di portare nelle case dei consumatori formazione e strumenti per riconoscere l’extravergine e di consentire ai produttori di avere accesso accesso a incontri tecnici, confronti con altre aziende e occasioni di apertura anche verso la stampa internazionale. “Andare avanti così significa promuovere il territorio e dare alla Puglia, al Gargano e a Vieste il giusto ruolo” - conclude.
Ma la cultura olivicola, nel 2026, interseca inevitabilmente anche l’innovazione tecnologica. Il tema è entrato nel programma con l’intervento della professoressa Antonella Tamborrino, docente dell’Università di Bari, dedicato alle tecnologie intelligenti applicate al frantoio. Per Tamborrino: “La digitalizzazione nelle nostre imprese agroalimentari è un punto dal quale non si può più prescindere”. Sensori, controllo dei parametri e analisi dei dati diventano così strumenti per individuare immediatamente le criticità e intervenire durante la lavorazione: un terreno sul quale anche l’intelligenza artificiale può aprire prospettive nuove, consentendo agli operatori di avere a disposizione una capacità di lettura del processo prima impensabile.
E mentre oggi, 26 agosto, il programma sposta lo sguardo anche fuori dall’Italia, con l’incontro dedicato al mercato giapponese e alla sua domanda di extravergine, oltre agli appuntamenti su pane e olio, mixology e utilizzo dell’olio in pasticceria, domani la manifestazione chiuderà tornando agli ulivi e al territorio. Sono previsti la passeggiata tra gli ulivi secolari, il laboratorio per creare un souvenir oleocentrico, “Pizza in piazza” e, a Marina Piccola, il talk conclusivo sulla sfida dei mercati internazionali. Alla luce di ciò, i tempi sono maturi perché il Gargano possa fare del suo patrimonio olivicolo uno degli strumenti attraverso i quali presentarsi al mondo.
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