La risposta a carenza di servizi sanitari per arginare lo spopolamento: “Modello delle botteghe di comunità”

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E’ ormai un fatto noto: la carenza di servizi, soprattutto nelle aree interne contribuisce, anzi accelera il processo di spopolamento. Non è immune la Capitanata, come spesso riportato negli approfondimenti de l’Attacco che come testata giornalistica, si è fatto promotore di una iniziativa che coinvolge Università, Provincia, Istat e mondo imprenditoriale proprio per affrontare e provare ad arginare questa criticità che a lungo andare può portare alla morte dei territori. Soprattutto i Sindaci dei piccoli Comuni hanno evidenziato come a incidere sulla qualità della vita dei cittadini sia la risposta alle richieste di assistenza e cura. Al centro dell’attenzione degli amministratori locali vi è quasi sempre la sanità. Una proposta e una riflessione in tal senso arriva da Confapi Foggia e dal nuovo presidente della sezione sanità Giuseppe Chiumento.

Si tratta di quelle che nel Salernitano hanno chiamato botteghe di comunità, un modello sperimentale avviato lo scorso novembre, partendo dai 216 abitanti del paese più piccolo del Cilento e dell’intera Campania. Lo scopo è quello di potenziare i servizi di assistenza territoriale nei Comuni ricompresi nell’area interna del Cilento, con l’intento di offrire alla popolazione percorsi multidisciplinari, basati sulla collaborazione di differenti figure specialistiche che, integrandosi, possano offrire alla persona un percorso di salute duraturo e ben collaudato.

“Questo modello è stato ideato dalla Asl Salerno e dalla Regione Campania con il Consorzio di Libere Imprese e altre società – ha illustrato Chiumento a l’Attacco -. Un’idea bellissima per le aree interne. Quello dello spopolamento un tema dibattuto, ormai sempre più centrale nella politica sociosanitaria e nazionale, regionale e locale, ovviamente. Si parla di una vera e grande, inequivocabile questione che deve vedere impegnata sia la programmazione sociosanitaria che la politica nella ricerca, appunto, di modelli che possano garantire l'equità della salute e una migliore vivibilità per i cittadini che abitano in queste zone. Occorre quindi ricostruire sistemi di sanità di prossimità, cioè di vicinanza al cittadino utile a garantire i livelli di assistenza di base, soprattutto in questi territori, per noi Gargano e Monti Dauni, dove lo spopolamento e la desertificazione la fanno da padrona”. 

La riflessione in Campania è partita da una analisi pubblicata recentemente sul Sole 24 Ore. “Sono dati preoccupanti e certificano che la crisi demografica nelle zone interne dell'Italia corre a velocità doppia rispetto al trend nazionale. E questo dipende soprattutto dal fatto che mancano i servizi, in particolare sanitari. Noi lo sappiamo molto bene visto il nostro impegno quotidiano tra le persone. le famiglie tendono a trasferirsi in luoghi in cui l’assistenza sanitaria è assicurata. Sempre più spesso ormai scelgono di andare via anche gli anziani”, ha rimarcato Chiumento. 

L’idea prevede una bottega di comunità in ogni Comune, in immobili messi a disposizione dalle amministrazioni locali. “In questo modo si verrebbe a creare un framework tra le varie botteghe. Noi, come Confapi Sanità ci mettiamo a disposizione della politica e delle istituzioni competenti come Asl, assessorato, Regione, dipartimento salute, con le nostre competenze e il nostro know how. Mettiamo cioè a disposizione gli strumenti per realizzare questo modello sperimentale, già collaudato in altre parti d’Italia. Modello peraltro in linea con il famoso Dm 77, che disciplina la rete territoriale di assistenza delle case e degli ospedali di comunità, che già si prefiggono di portare i servizi sanitari e sociosanitari nelle aree dei Monti Dauni e del Gargano. Le botteghe (o comunque le si vogliano chiamare) sarebbero un nuovo tassello che rafforza la costruzione di un modello organizzativo che sistematizza le energie del territorio e abbina diverse fonti di finanziamento. Un modello pubblico in cui gli operatori sanitari e sociosanitari, mondo del volontariato e istituzioni locali rappresentano il collegamento fra i residenti e questi servizi”.

Tutto mirato a combattere lo spopolamento e contrastare le fragilità sociali. “Le dinamiche dell'invecchiamento e l'evoluzione dei bisogni della salute sono inesorabili in quelle zone. Ed è tutto collegato alla frequenza di patologie croniche, fenomeni che riguardano direttamente quelle aree. Lo studio del Sole 24 Ore accerta che il 48% dei Comuni italiani si trova in aree interne. In Capitanata la percentuale si alza: su 61 Comuni, 46 si trovano tra Gargano (16) e Monti Dauni (30), questo significa che il nostro ragionamento sulla assistenza di prossimità è ancora più impellente. Le botteghe sarebbero strutture multispecialistiche, presidi territoriali da raccordo con la medicina generale, con il supporto della telemedicina e la teleassistenza che possono essere di grande aiuto vista la carenza di personale sanitario per dare risposte al cittadino, anche impossibilitato a raggiungere le città più attrezzate. Noi ci siamo e siamo pronti a dare il nostro contributo”, ha assicurato in conclusione Chiumento. 

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