Il GAL Daunia Rurale 2020, con sede a San Severo, ha promosso un convegno di approfondimento su come il food design può dar valore alle produzioni agroalimentari, che s’è tenuto nel castello ducale di Torremaggiore. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco, Emilio Di Pumpo e del presidente del GAL, Vincenzo Simeone, il confronto ha visto gli interventi di Antonio Romano, Nerina Di Nunzio, Gianluca Crudele, Franco Radoccia, Mirko Conte e Gabriele Di Fronzo. È intervenuta anche Paki Attanasio, consigliera del GAL. Al centro del l’incontro il rapporto tra design, identità e posizionamento dei prodotti agroalimentari, con un focus su packaging, marketing territoriale e mercati internazionali, nonché un momento di confronto con produttori e pubblico. Il confezionamento di un prodotto e la presentazione dello stesso (bottiglia, scatola, etichette, colori, ecc.) è un aspetto, ormai, che non si può trascurare, pena lo svantaggio, agli occhi di un consumatore lontano da quel prodotto, di non avere un buon “bigliettino da visita”. In un mondo globalizzato, anche se quella bottiglia contiene un olio extravergine d’oliva eccellente, dev’essere presentato con lo stesso criterio, soprattutto in quei mercati che non conoscono il prodotto. Della serie: contenitore e contenuto, devono essere entrambi superiori alla media. L’iniziativa ha visto la collaborazione dei comuni di San Severo e San Paolo di Civitate, del Consorzio della Peranzana, dell’associazione La Peranzana, del Distretto del Cibo della Daunia Rurale, dell’OP Peranzana Alta Daunia, degli Istituti Superiori “Fiani Leccisotti” e Agrario “Di Sangro”, degli Istituti Comprensivi “Grimaldi” e “Via Pietro Nenni”. Così il presidente del Gruppo d’Azione Locale 2020, Vincenzo Simeone, ha presentato l’iniziativa che deve portare, in primis, ad un cambio di mentalità da parte dell’imprenditore che deve investire anche nel packaging, per dare valore aggiunto al prodotto: “Oggi, il food design è leva strategica per rafforzare identità e competitività delle produzioni locali. Con questo primo appuntamento, il GAL Daunia Rurale 2020 ha inteso mettere in connessione competenze e imprese per generare valore sul territorio”. Una bella bottiglia con altrettanta etichetta, o una scatola ben realizzata e decorata, sono il primo indicatore con cui avviene l’approccio del consumatore.
“Il sistema, soprattutto nel nostro territorio, non è ancora preparato a questo cambio di passo nell’agroalimentare. Per entrare in taluni mercati occorre presentare bene, quello che c’è all’interno di una bottiglia, ad esempio, come nel caso dell’olio evo – ha dichiarato a l’Attacco, il presidente Vincenzo Simeone. Valorizzare anche il contenitore del prodotto, oggi, è importante tanto quanto il suo contenuto di pregio. Quest’iniziativa, così come le altre, vogliono stimolare e accompagnare l’imprenditore a considerare anche questi aspetti”.
Leitmotiv ripreso dal direttore del GAL Daunia Rurale 2020, Dante de Lallo, così a l’Attacco: “Per com’è composto il mercato oggi, oltre le frontiere nazionali verso i mercati asiatici e cinesi, soprattutto, ma anche statunitensi - c’è bisogno di creatività e attrattività per promuovere un prodotto agroalimentare, seppur eccellente e dove non c’è una cultura enogastronomica come la nostra, così come l’abbiamo sviluppata noi, in Italia. Una cultura che contempla an che i sapori, le caratteristiche organolettiche e altri aspetti legati anche alla territorialità. Chi fa impresa con i prodotti enogastronomici, col vino, con l’olio evo di Peranzana, in questo caso, deve attrarre il consumatore con un buon ingresso legato al marketing e al packaging – ha continuato de Lallo -. Il tutto va espresso in termini moderni, con la capacità di narrazione, il collegamento al territorio, il collegamento all’imprenditore, con una capacità, direi, anche in quella che è la dimensione psicologica del consumatore. Dimensione che non è fatta soltanto dell’oliva, che è buona, che ha certi aspetti salutistici e quant’altro”.
Sia il presidente Simeone che il direttore de Lallo, hanno detto chiaramente che la filiera dell’agroalimentare, del Made In Italy, dell’olio evo, devono adeguarsi a quello che è lo status per il quale un consumatore estero si avvicina al prodotto. “La comunicazione e il packaging sono diventati una componente importante e l’impresa ne deve tener conto e investire nella giusta misura – ha concluso il direttore del GAL Daunia Rurale -. Bisogna che il nostro territorio venga promosso nel modo adeguato e tanto dicasi per i suoi prodotti, grazie a quella creatività necessaria e che funga da volano così come avviene in altre regioni italiane, con il formaggio, il prosciutto, il vino e lo spumante che trainano interi territori regionali. Un concetto che dovrebbe far presa sulle nuove generazioni, a cui il GAL si rivolge, aperte a questo modo di pensare e agire”.
Tra gli ospiti Antonio Romano, presidente e founder di Inarea, uno dei massimi esponenti italiani del brand design, che ha inviato un contributo video. “È necessario che l’intero territorio, con tutte le sue componenti, faccia uno sforzo autoriale, per cui sia capace di presentarsi con le proprie individualità ma in uno spirito collettivo. Da questo punto di vista design, aziende agroalimentari, enogastronomia, insieme alla cultura e alla tradizione, possono fare un gioco di squadra sinergico che porta sviluppo, conoscenza e turismo”.
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