“Bisognava ancora spiegare agli americani dove fosse la Puglia: facevo riferimento al tacco dello stivale, e mi guardavano con un'aria un po' sorpresa”.
Federico Tozzi, direttore della Camera di commercio italo-americana di New York, lo racconta a l'Attacco a margine del "Transatlantic Dialogue" organizzato dall’Associazione Icaro e andato in scena alla Camera di commercio di Foggia. Oggi, assicura, quella sorpresa non c'è più: la Puglia sulla mappa degli Stati Uniti c'è, e con una sua identità precisa.
Originario di Orsara, Tozzi vede nell'evento “il primo passo verso una collaborazione continuata e produttiva per le aziende del territorio”. Il suo messaggio agli imprenditori è di apertura, a partire dal nodo che più li spaventa: i dazi. “È un aspetto sostanzialmente superato - spiega -. Forse il danno iniziale è stato più quell'incertezza sull'applicazione stessa del dazio, ma i dazi non hanno avuto un impatto particolarmente negativo sulle importazioni italiane, che sono continuate a crescere”. Un mercato, insomma, che resta «molto ricettivo rispetto ai prodotti italiani, e di conseguenza a quelli pugliesi».
A trainare è soprattutto il turismo: “La Puglia ha fatto un grandissimo salto di qualità. Oggi gli americani la conoscono e vogliono venirci”. E chi viene per le bellezze del territorio, poi cerca sullo scaffale i prodotti che ha assaggiato in vacanza: “dalla pasta ai pomodori, ai vini”, con un consumatore sempre più curioso di ciò che non conosce. Il tacco dello stivale, ormai, sulla mappa degli americani sanno bene dove trovarlo. Alla Daunia il compito di farsi trovare pronta.
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