“A Manfredonia tre consiglieri di partiti diversi che “ridanno indietro le deleghe” vuol dire che rinunciano agli incarichi operativi che il Sindaco aveva assegnato loro. È un segnale politico forte, non una semplice dimissione da consigliere - il punto di vista del consigliere comunale Giuseppe Marasco -. In Comune il Sindaco può assegnare “deleghe” a consiglieri comunali per seguire materie specifiche — ambiente, urbanistica, sport, ecc. — anche se non sono assessori. Restituire la delega = dire “non voglio più gestire questa materia per conto del Sindaco”. Il consigliere resta in carica e continua a votare in Consiglio, ma non ha più responsabilità di governo su quel tema”.
“L’episodio più recente e pubblico è di Alfredo De Luca, consigliere di Europa Verde – Verdi. Il 1° giugno 2026 ha restituito le deleghe su resilienza climatica, biodiversità e politiche per la città sostenibile, successivamente anche i Consiglieri di Molo 21 Matteo La Torre e Nico Mangano con deleghe pesanti: Sport, Bandi, Finanziamenti e PNRR”.
“Motivo dichiarato: scontro con gli assessori Valentino l’assessora all’ambiente. Dice che gli è stata imposta una scelta: o lui o gli assessori a un tavolo MASE sull’Oasi Lago Salso. Parla di “imposizione inaccettabile”, sovrapposizione di competenze e mancanza di collaborazione con il PD locale”.
Il consigliere critico è Giuseppe Marasco, che da mesi attacca la Giunta La Marca su piscina, parcheggi, Hub Terminal Bus, AQP, verde pubblico, sicurezza urbana, spiagge e gestione fondi, eccetera, il clima è di forte tensione”.
“Politicamente cosa succede dopo. Quando uno o più consiglieri restituiscono le deleghe, il Sindaco ha 3 strade:
1. Rimpasto di Giunta Il Sindaco Domenico La Marca può togliere o spostare assessori per ricucire. Nel caso De Luca, il bersaglio e Valentino all’ambiente, mentre per i Consiglieri di Molo 21 il bersaglio e’ il PD che deve perdere un Assessorato sicuro. Se il Sindaco vuole tenere compatta la maggioranza, potrebbe cambiare assessori o ridistribuire le materie. È la mossa più comune dopo strappi pubblici così.
2. Crisi politica / verifica di maggioranza Se i tre consiglieri fanno fronte comune e minacciano di passare all’opposizione, i numeri in Consiglio rischiano di saltare. A Manfredonia il DUP e il P.E.B.A. sono passati con voto unanime, ma ora il clima è diverso. Il Sindaco di solito convoca i partiti per una “verifica” e vede se ha ancora i voti.
3. Stallo + scontro pubblico Può anche decidere di non cambiare nulla e andare allo scontro. È quello che sembra emergere ora: De Luca resta ma denuncia “ostruzionismo del PD”, Galli parla di “mancanza di amministratori seri”, e sui social i commenti chiedono “dimettetevi tutti”.
Cosa vuol dire per i cittadini
Rallentamento amministrativo: le materie senza delega tornano al Sindaco o agli assessori competenti, ma con meno referente politico. Progetti su ambiente, Lago Salso, PNRR, Sport, eccetera possono slittare. Maggiore litigiosità: il Consiglio diventa più conflittuale. Galli ha già bloccato atti su parcheggi e piscina citando norme abrogate”.
“Possibile cambio di passo: se il Sindaco fa rimpasto, potrebbero entrare assessori nuovi con linee diverse su ambiente, bilancio, Sport”.
“Al momento non c’è un rimpasto ufficiale annunciato, ma la restituzione delle deleghe è il primo passo formale di una crisi. La Marca dovrà scegliere: mediare cambiando Giunta, o rischiare di perdere la maggioranza in Consiglio”.
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