“Attraverso la gestione commissariale, San Severo sta vivendo un momento storico di restaurazione, le cui uniche risposte fisiologiche sono innovazione e modernizzazione”, dichiara Enrico Pennacchio, past president Movimento Uniti per San Severo.
“Da parte di tutti è arrivato il momento della responsabilità e della generosità nei confronti di una comunità che sta soffrendo. Ma essendo tutti in comunione, come in un grande condominio cittadino, la responsabilità e la tutela del bene comune, devono essere il faro per ognuno. Il resto è populismo. Oggi, stiamo assistendo, a un dibattito cittadino incentrato soltanto sulla candidatura di colui o colei che aspirano a diventare sindaco; la curiosità ma anche il "gossip" alimentato dai social network, portano alla ricerca del "nome", e non alla ricerca dei contenuti”.
“Per questo motivo non possiamo ammettere, come comunità, pretese o ambizioni personali, seppur legittime, che prevalgano nel dibattito politico e di ciò che la città ha bisogno; una città che possa diventare "conquista" - o compromesso - di un singolo soggetto o di un gruppo ristretto: la libera comunità sanseverese ha bisogno di un patto sociale, di condivisione, di riappropriarsi di quel senso di appartenenza perso negli anni”.
“Il candidato sindaco dovrà essere la naturale sintesi di un percorso condiviso, quindi, perché sui bisogni della città non può esistere il diritto di prelazione di qualsivoglia candidato in pectore e tanto dicasi per un partito o per un movimento”.
“Dobbiamo costruire un’alleanza d’intenti forte e trasparente tra le compagini politiche e le migliori energie della società civile. Un’alleanza che non dev'essere assemblata sulle logiche di potere, ma sul collante sociale e produttivo di un programma concreto, serio e fattibile. La nostra priorità è mettere al centro i bisogni reali di San Severo: prima la visione e la squadra poi la guida”.
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