Nell’ultimo incontro ufficiale del centrodestra a Cerignola, promosso dal coordinatore di FdI Francesco Reddavide, hanno partecipato Antonio Bonavita (Lega) e Mario Di Stefano (UDC). Non hanno presenziato Alex Frisani (Noi Moderati) e Carlo Dercole (Forza Italia) già assenti in un precedente invito del segretario della Lega al quale avevano manifestato la loro volontà di proseguire un percorso civico. 

Inizia con il regolare confronto sugli ordini del giorno e culmina con la mancanza del numero legale il Consiglio Comunale svoltosi a Vieste nella mattina di mercoledì 29 luglio. La seduta viene bruscamente interrotta a seguito del lungo intervento del consigliere comunale Tano Paglialonga (ex assessore della giunta Nobiletti), che rievoca in aula il caso politico-giudiziario che ha coinvolto la Consigliera regionale Graziamaria Starace e le famose registrazioni che hanno portato alla revoca del proprio incarico assessorile per la decadenza del rapporto fiduciario. L’udienza si apre con l’esame dei punti all’ordine del giorno, perlopiù un esame dei provvedimenti amministrativi - tra cui l’assestamento di bilancio, il Piano economico finanziario 2026-2029, la conferma delle tariffe Tari e alcune modifiche regolamentari. 
Paglialonga interviene più volte sui singoli punti, chiedendo delucidazioni e votando, a seconda dei casi, favorevolmente o contro le proposte dell’amministrazione. Prende poi la parola l’assessore alla Cultura (e vicepresidente del Consiglio comunale) Alessandro Del Zompo, il quale ripercorre la propria esperienza amministrativa e (pur senza rimandi espliciti) pone l’enfasi sul significato del ruolo istituzionale e il valore del rapporto fiduciario all’interno di una squadra di governo. “Il mio lavoro - ha asserito - si è svolto assicurando sempre la presenza all’interno del Comune e seguendo attentamente tutte le pratiche e le materie di competenza. Ho cercato di dare un contributo critico alle decisioni, nel rispetto del ruolo e del lavoro di squadra”. Del Zompo conclude assicurando che porterà avanti il proprio incarico “in maniera seria e profonda” e ribadendo che assessori e consiglieri sono chiamati a mettersi “a disposizione della cittadinanza e del Consiglio comunale”.
Il clima, però, cambia radicalmente al termine della discussione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno, quando Paglialonga chide la parola per affrontare la vicenda che lo ha visto protagonista negli ultimi mesi (come aveva preannunciato sul suo profilo Facebook). L’intervento, durato oltre dieci minuti nonostante il regolamento ne preveda cinque, diviene più volte oggetto di ammonimento dal presidente del Consiglio comunale Michele Lapomarda e dal consigliere Sandro Siena, che lo invitano a concludere. 

“Lo sapevamo già, ma oggi abbiamo un’ulteriore conferma a quanto sosteniamo da tempo: se il disavanzo pugliese è letteralmente triplicato rispetto al 2024, con un peggioramento addirittura del 314 per cento, significa che le spese per la sanità sono schizzate nell’anno della campagna elettorale”, si legge nella nota dei consiglieri regionali di Forza Italia.

Ce l’ha fatta, alla fine, Alessandra Matarante, neo eletta Sindaco di Lesina, a spuntarla sull’avversario Primiano Di Mauro, amministratore di lungo corso della città lagunare. La sfida a tre dei candidati alla carica di primo cittadino è terminata lunedì nel tardo pomeriggio quando a spoglio ancora in corso, il nome della Matarante era ormai il più accreditato per la vittoria. Una partita quella delle elezioni amministrative durata quasi due anni, inclusi i quattordici mesi che hanno separato la vittoria di Matarante da quella del maggio dell’anno scorso, quando a vestire la fascia tricolore è stato l’uscente Di Mauro. Un puntiglio amministrativo, carico di volontà di trasparenza, consapevolezza delle proprie capacità e soprattutto del consenso guadagnato, quello della neo eletta, tale da portarla a fare ricorso, chiedendo il ripetersi della tornata elettorale, conclusasi nella mattinata di lunedì con le ultime operazioni di voto. Matarante è la seconda donna a vestire la fascia tricolore nel paese lagunare, prima di lei, Maria Rosa Di Muro, eletta tra le fila della DC, ricoprì il posto a Palazzo di Città ma per un solo anno. Analizzando il voto, la candidata della lista Lesina Futura, ha vinto le elezioni comunali ottenendo 2.538 voti, equivalenti al 73,2% dei consensi. Le differenze con l’anno scorso sono di poco sostanziali, Matarante ha guadagnato 137 voti in più rispetto alla precedente tornata elettorale, mentre Antonio Trombetta, l’altro sfidante, ha ridotto il consenso di meno 139 voti. Primiano Di Mauro ha guadagnato quattro voti in più. È singolare che tali stime mostrino l’equivalenza di voti in più dell’eletta, i cui voti guadagnati vadano di pari passo con quelli in meno di Antonio Trombetta, ciò significherebbe che Matarante abbia eroso il bacino elettorale del candidato della lista Nuova Lesina. Nella tornata elettorale di quest’anno il totale dei votanti tra gli aventi diritto si è attestato sui 3730, due in più rispetto all’anno scorso. La sconfitta ha certamente pesato per Primiano Di Mauro, primo cittadino di Lesina dall’ottobre del 2021 al novembre del 2024, la cui consiliatura si pose a cavallo tra i due commissariamenti retti da Nicolina Miscia e da Rachele Grandolfo, già membro della Commissione straordinaria presso il Comune di Foggia.

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