Altro che tariffe Alzheimer o per anziani, a Rsa San Raffaele tocca mantenimento: le più basse (dice la Regione)

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Non c’è ancora una definizione chiara per ciò che riguarda la vicenda delle tre Rsa gestite dal Gruppo San Raffaele in Puglia, a Troia e San Nicandro in Capitanata e a Campi Salentina in provincia di Lecce. Come è noto, dopo un lungo tira e molla tra Regione e privato, era stata disposta l’internalizzazione delle tre residenze con legge regionale, legge poi impugnata dal governo per mancanza di coperture finanziarie. Sulla vicenda è stato detto tutto e il contrario di tutto ma a vivere maggiormente nel limbo sono i circa 130 lavoratori che ignorano quale sarà il loro destino e le famiglie dei ricoverati, che hanno in sospeso il pagamento di arretrati, chiesti dai gestori a titolo di integrazione della retta dopo l’aumento della quota di compartecipazione a carico degli utenti, passata dal 30 al 50%. Il dubbio delle famiglie attiene alla retroattività della disposizione regionale come sembrano interpretare i gestori delle Rsa. Qualche giorno fa l’assessore regionale alla sanità Raffaele Piemontese ha inviato una comunicazione alle associazioni dei familiari dei pazienti per assicurare loro del fatto che non fossero tenuti al pagamento di arretrati, prima di una precisa data. Ma a quanto trapela questo “esonero” potrebbe riguardare solo gli utenti delle Rsa del Gruppo San Raffaele. E lo si evincerebbe da una seconda comunicazione della Regione alla Sgas, Sviluppo e gestione attività sanitarie (che fa capo al San Raffaele) e alle Asl. Se da un lato l’assessorato dà per pacifico che le nuove quote di compartecipazione sono legittime, come accertato anche dal Consiglio di Stato “resta da chiarire se alla società Sgas possano essere riconosciute le tariffe di 100,80 euro per i posti di mantenimento anziani e di 130 per i posti di mantenimento Alzheimer”. In premessa è stato chiarito che le leggi regionali del 2019 con cui si è riorganizzato il sistema di Rsa e centri diurni, hanno confermato la configurazione del 2002, vale a dire 40 posti letto e 20 posti Alzheimer a Troia, 40 posti letto alla Rsa di San Nicandro, 40 posti letto anziani, 20 Alzheimer, 20 posti in centro diurno a Campi Salentina.

“E’ accaduto – si legge nella comunicazione della Regione - che la Asl Foggia del tutto inopinatamente ha deciso, in contrasto con la programmazione regionale del 2002 e con gli atti di gara, di affidare in gestione al Consorzio San Raffaele per la Rsa di Troia anche un centro diurno di 20 posti, mentre per la Rsa di San Nicandro ha modificato il setting assistenziale residenziale convertendo 20 posti letto anziani con 20 Alzheimer. Parimenti, la Asl Lecce ha modificato il setting assistenziale residenziale convertendo ulteriori 10 pl anziani con 10 pl Alzheimer. In disparte le considerazioni sulla illegittimità delle modifiche in aumento dei posti (aggiunta del centro diurno a Troia) e delle tariffe di riferimento (130 euro peri pl Alzheimer a fronte di 100,80 peri pl anziani nella Rsa di San Nicandro e di Campi Salentina)”, l’attuale configurazione delle Rsa è diversa da quella pianificata.

Ma c’è di più: “A seguito di verifiche effettuate da parte dei dipartimenti prevenzione di Asl Foggia e Lecce sul personale in organico presso le Rsa in oggetto, sono emerse delle carenze, rispetto ai requisiti da possedersi, in tutte e tre le residenze”:

In sintesi: “Per la Rsa di Troia, per tutto il personale in organico non si hanno informazioni circa la data di assunzione, né è stata fornita la ricostruzione storica dei contratti di lavoro stipulati a partire dal 2006 ad oggi; non si hanno informazioni circa il rispetto, nel tempo, degli standard minimi regolamentari. Il responsabile sanitario operando nelle due Rsa di Troia e San Nicandro e svolgendo anche le funzioni di medico specialista accumula un debito orario pari a 66 ore alla settimana, incompatibili con lo svolgimento delle funzioni ed in contrasto con la normativa in materia di lavoro del personale medico e rispetto del limite massimo di 48 ore di durata media dell'orario di lavoro settimanale, compreso lo straordinario, tenuto conto che il regolamento richiede la presenza giornaliera del responsabile in struttura per almeno 4 ore, più le ore di medico specialista.  Carenza di 1 infermiere per tutti i posti letto (11 in organico a fronte di 12 richiesti da regolamento). Carenza di 18 ore sett. di educatore (20 ore sett. di educatore a fronte di 1 figura aggiuntiva richiesta per il nucleo Alzheimer). Assenza di personale aggiuntivo a convenzione con riferimento a particolari esigenze assistenziali. Assenza di personale dichiarato per il centro diurno”.  

Situazione simile nella Rsa di San Nicandro in cui oltre ad alcune di quelle registrate a Troia vi è “carenza di 2 infermieri per tutti i posti letto (10 in organico a fronte di 12 richiesti da regolamento).  Carenza di 3 Oss per tutti i posti letto (15 in organico a fronte di 18 richiesti da regolamento).  Assenza dello psicologo. Assenza di personale aggiuntivo a convenzione con riferimento a particolari esigenze assistenziali”. 

Lo stesso dicasi più o meno anche nella struttura salentina. 

“Alla luce delle carenze riscontrate, che dimostrano la non piena aderenza degli organici delle tre Rsa  allo standard organizzativo previsto per il nucleo Alzheimer – la conclusione degli uffici regionali -, è di tutta evidenza che non possono essere pretese dalla Sgas le tariffe di 100,80 e di 130 euro, configurandosi un esborso maggiore di somme a carico sia della parte pubblica che dell'utenza, non commisurato all'apporto organizzativo previsto dalle norme e messo a base della determinazione delle tariffe. Tanto più che trovandosi la Sgas nella condizione di gestore di Rsa pubbliche con contratti scaduti da oltre un decennio non può neanche definirsi in regime di proroga tecnica ed invocare il mantenimento delle condizioni contrattuali originarie, atteso che vi è un generale divieto alla proroga del contratto, fatta salva l'eccezionale ipotesi in cui la proroga sia limitata al tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure necessarie per l'individuazione di un nuovo contraente, condizione non applicabile al caso di specie”. 

La Regione quindi ha stabilito “l'applicazione della tariffa di 100,33 euro per le Rsa di mantenimento. Diversamente opinando, si configurerebbe un danno erariale nei confronti della Regione”.

Questa comunicazione è arrivata anche all’ente gestore che la Regione ha diffidato “dall’intraprendere iniziative di richiesta di somme arretrate a carico degli utenti ospitati nelle Rsa in applicazione delle tariffe di 100,80 e di 130 euro. Parimenti si invita e diffida la Sgas a fornire ai dipartimenti di prevenzione delle Asl Foggia e Lecce, entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della comunicazione, idonea documentazione probante il rispetto e mantenimento negli anni dei requisiti previsti dalla previgente normativa in materia di Rsa al fine di scongiurare che anche per gli anni precedenti non vi siano state carenze nel possesso dei requisiti organizzativi. In mancanza di onere di prova, la Sgas dovrà restituire la differenza tra le maggiori somme percepite rispetto alla vigente tariffa di 100,33 euro”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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