Il potente monito pacifista e la condanna della guerra lanciati dagli Apocrifi, con La crociata dei bambini

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Un messaggio profondamente pacifista e antimilitarista si è levato da Manfredonia, dove dall'8 al 10 agosto la compagnia Bottega degli Apocrifi ha portato in scena, nel Teatro Arena del porto turistico Marina del Gargano, “La crociata dei bambini - Canto alla rivolta”, un lavoro sulla coralità che fonde musica, canto e narrazione animato da 10 artisti e da un coro di oltre 80 cittadini. Uno spettacolo liberamente ispirato alla poesia Kinderkreuzzug di Bertold Brecht. Nel 1942 il celebre drammaturgo tedesco scrisse la propria Crociata dei bambini, un piccolo poema in trentacinque strofe senza rima, che lanciò al mondo un monito fortissimo, universale ed eterno: la raccontata fuga dei bambini dalla guerra è l'emblema di come la vita dei piccoli sia legata alla violenza e disumanitá degli adulti. La poesia racconta la storia di un gruppo di oltre cinquantacinque bambini rimasti soli ebrei, polacchi e tedeschi che, durante il freddo inverno della Polonia del 1939, si mettono in marcia alla ricerca di un paese di pace. In questo 2026 funestato dai conflitti internazionali, la scelta degli Apocrifi ha aperto gli occhi e i cuori dei tantissimi spettatori che per tre giorni hanno gremito lo speciale teatro all'aperto.
Lo spettacolo, e il progetto di coinvolgimento che lo ha generato e che ha chiamato i cittadini e le cittadine di ogni età a una vera e propria rivolta artistica, è il cuore della quattordicesima edizione di “Mille di queste Notti”, la rassegna organizzata e sostenuta dagli Apocrifi e dal Comune di Manfredonia con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. Ideato da Cosimo Severo e Stefania Marrone, questo progetto ha scelto di ripartire dai bambini e da un poeta che è il portavoce per antonomasia dei senza risposte, dello sbigottimento davanti all’attesa vana: che non sia attesa, che non sia invano.   Per non rassegnarsi allo svago e alla noia, gli Apocrifi quest’estate hanno chiamato i cittadini a prendere parola pubblica insieme: un atto rivoluzionario estremo in questo tempo di solitudini e individualismi. Una rivolta dello stare, non come verbo statico, ma come sostantivo attivo: stare dentro le questioni, stare dentro le parole, stare dentro gli sguardi degli altri, dentro i nostri corpi e le nostre voci, tornando a essere ancora una volta coro drammatico e gioioso, rivoltandosi alla prigionia delle nostre solitudini distratte.
"La crociata dei bambini – Canto alla rivolta” è stato un rito catartico fondato sul rispecchiamento e sulla capacità di porsi ancora le giuste domande. Cosa troverebbe oggi questa città se si fermasse a guardare sé stessa? Cosa troverebbe ogni città, nella parte di mondo che la cieca fortuna ha lasciato ancora in piedi, se si fermasse a guardare sé stessa? Cosa vede oggi un’umanità che si guarda allo specchio? O forse la domanda giusta è: dove sono finiti gli specchi?    

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testatina dillo al direttore WEB

 

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