I 4 turni a porte chiuse provocano un grave danno d’immagine, oltre che economico, al Foggia Calcio. Quantificabile in non meno di 300mila euro, atteso che gli incassi nelle ultime gare casalinghe di campionato si erano attestati sugli 80mila euro.
Anche in considerazione di ciò il club, difeso dall’avvocato Roberto De Rossi, ha preannunciato ricorso nella segreta speranza che la pena venga ridotta e che non abbia ripercussioni pesanti sulla stagione che verrà.
Si allungano, intanto, i tempi dell’amministrazione giudiziaria in seno al club. Nella mattinata di mercoledì scorso si è svolta davanti al Tribunale di Bari l’udienza appositamente fissata per stabilire sull’eventuale proroga della misura, in scadenza a maggio, con i giudici che si sono riservati la decisione che è attesa entro martedì prossimo. A chiedere l’estensione è stato l’amministratore giudiziario Vincenzo Vito Chionna, in ragione del fatto di dover ancora completare l’implementazione della parte speciale del modello organizzativo della società. All’udienza erano presenti anche Roberto De Rossi e i soci Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, attuali proprietari della compagine rossonera.
Come si ricorderà, l’amministrazione giudiziaria del Foggia Calcio era stata disposta nel maggio dello scorso anno nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla DDA di Bari su presunte minacce di matrice mafiosa ai danni dei vertici societari. Tra gli episodi contestati le fucilate contro l’auto di un calciatore, incendi e tentati incendi di veicoli appartenenti a dirigenti del club, oltre al tentativo di collocare un ordigno sotto l’auto di Emanuele Canonico, allora vicepresidente.
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