Manca poco meno di un mese per conoscere il destino del Foggia. Solo dopo il 20 luglio, termine ultimo per presentare la domanda di riammissione tra i professionisti, e dopo l'ufficializzazione della Lega Pro, la società di via Gioberti potrà contrattualizzare i giocatori. Il mercato, però, si apre già l’1 luglio, e senza la certezza della categoria è difficile immaginare che qualcuno scelga di sbarcare a Foggia semplicemente sulla parola o con una stretta di mano, come accadeva ai tempi di Oronzo Pugliese.
La nuova governance rossonera, che riparte dal duo Gianni Francavilla-Peppino Pavone, resta incompleta: manca ancora il direttore sportivo, chiamato a gestire la rosa e a fare da cerniera tra tecnico e proprietà, scegliendo soprattutto gli interpreti da consegnare all'allenatore.
Casillo e De Vitto hanno affidato all'ex ala rossonera la direzione dell'area tecnica, un ruolo con pieni poteri che rischia di complicare la ricerca del nuovo ds: individuare oggi un tecnico senza il suo via libera potrebbe generare sovrapposizioni di ruoli e competenze. Tutto ciò si traduce, per il momento, in un sondaggio per capire chi potrebbe sposare il progetto e attendere fino a fine luglio. Nel frattempo si registra il primo passo indietro, o meglio il secondo, dopo quello di Enzo De Vito, che ha preferito Castellammare di Stabia e la serie B a Foggia. È inoltre tramontata l'ipotesi di vedere sulla panchina rossonera Emilio Longo, tecnico esperto che, tra Picerno e Crotone, ha dimostrato di possedere le qualità per guidare una piazza ambiziosa di fare il salto di categoria: il tecnico campano ha ceduto ormai al corteggiamento del Catania, pronto a offrirgli un biennale.
La società rossonera resta al lavoro su un poker di nomi dal quale potrebbe venir fuori il futuro allenatore: Gaetano Auteri, Federico Coppitelli, Bruno Caneo e, ultimo in ordine di apparizione, Giuseppe Raffaele. Va detto che l'ufficializzazione della riammissione in Serie C appare solo una questione di tempo: ufficiosamente, il Foggia può già considerarsi tra le venti squadre che parteciperanno al prossimo campionato. Per i profili annotati sul taccuino della dirigenza, dunque, si tratterebbe di fidarsi della società e del progetto, accettando l'incarico senza troppe esitazioni.
Tra i quattro possibili papabili, il nome più intrigante resta quello di Gaetano Auteri. C'è chi lo descrive come un narcisista, altri sottolineano semplicemente il suo carattere complesso; l'impressione, però, è quella di un grande conoscitore della materia calcistica: siciliano, classe ‘61, ex attaccante tra Serie B e Serie C, con la prima esperienza significativa a Siracusa e il trasferimento a Varese, con Beppe Marotta nei panni di direttore sportivo. Nel suo curriculum figurano anche Genoa, Monza, con cui ha conquistato la C1 e la Coppa Italia di categoria, Palermo, Licata e Leonzio.
Da allenatore, "Don Tano", come viene soprannominato, vanta una carriera trentennale impreziosita da cinque titoli, tre dei quali campionati di Serie C; le promozioni più rilevanti restano quelle in Serie B con Nocerina e Benevento, club dal quale è stato esonerato nell'ultima stagione.
Sul piano tattico, Auteri propone un calcio offensivo attraverso il 3-4-3, ritmi elevati, pressing alto e ampia rotazione degli interpreti, con manovra che si sviluppa lungo le corsie laterali garantendo costante superiorità numerica.
Il più giovane del quartetto è Federico Coppitelli, che nell'ultima annata si è messo in luce sulla panchina della Casertana, condotta ai playoff dal quinto posto della regular season. Classe ‘84, è tra gli allenatori più promettenti della sua generazione, ha iniziato sulle panchine giovanili, vincendo due scudetti con il Tor Tre Teste, Under 15 e Under 17. Ha conquistato il campionato Primavera con il Lecce e, prima di Caserta, ha allenato in Croazia, sulla panchina dell'Osijek.
Anch’egli predilige un calcio offensivo, declinato nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1, con squadre che si caratterizzano per la costruzione dal basso, l'utilizzo degli esterni e la verticalizzazione negli spazi tra le linee. Bruno Caneo, classe ‘57, ha vissuto una carriera costellata di successi: da calciatore, due promozioni in Serie A con il Pisa, una in Serie B con il Parma e due Mitropa Cup; in panchina spiccano la promozione in C1 con il Mantova e gli anni da collaboratore di Gian Piero Gasperini, culminati con la risalita del Genoa in Serie A. Con la Turris ha firmato pagine storiche, raggiungendo i playoff nel ‘21/22; dopo una breve parentesi a Padova, è tornato a Torre del Greco, dove è stato esonerato nel gennaio ‘24, data dalla quale non è più tornato in panchina.
Il modulo preferito da Caneo è il 3-4-2-1, impostazione offensiva mutuata dagli anni accanto a Gasperini: un calcio dinamico, aggressivo e fondato sul pressing alto. Infine, ma solo in ordine di apparizione, Giuseppe Raffaele, che nell'ultima stagione ha guidato la Salernitana fino a febbraio, prima dell'esonero. Nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel ‘75, con un passato da attaccante, è stato protagonista nell'annata ‘24/25 della splendida cavalcata dell'Audace Cerignola, chiusa al secondo posto e con la semifinale playoff.
Ama il bel gioco e lo propone attraverso il 3-5-2, modulo che lui stesso definisce propositivo: le sue squadre si distinguono per coraggio, intensità e aggressività, soprattutto nelle fasi di non possesso. E’ un allenatore che ha carisma e che forse in una situazione come questa, calzerebbe a pennello per il Foggia.
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