Gara cimitero, la catena di comando e il ruolo di Cardellicchio e Lomazzo. La strategia difensiva di Affatato

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Se ne vedranno delle belle nel processo che inizierà a marzo presso il tribunale di Foggia sul riaffidamento ad Amiu Puglia spa del servizio di igiene urbana per altri 9 anni (e per 203 milioni di euro) e sulla gara da quasi 18,5 milioni di euro per la progettazione esecutiva, per l’affidamento della concessione dei servizi e dei lavori di costruzione di loculi nel cimitero comunale e della connessa gestione, per la durata di 11 anni. Due enormi appalti decisi nel 2023, quando il Comune era guidato dai commissari straordinari insediatisi a seguito dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. Come rivelato da l’Attacco la scorsa settimana, alcuni dei nove imputati rinviati a giudizio hanno intenzione di chiamare a testimoniare gli allora commissari Marilisa Magno e Vincenzo Cardellicchio. Ma un ruolo importante fu svolto anche dal sovraordinato Domenico Lomazzo, nominato (e rinnovato) dalla Prefettura, tuttora in servizio nell’organico comunale e imputato in tale procedimento penale. Rispetto all’affaire cimitero, il dirigente comunale Paolo Affatato – che allora guidava l’Area tecnica insieme agli appalti e contrati, mentre oggi è alle attività produttive e al patrimonio – assistito dal proprio legale Tonio Ciarambino, farà rilevare le precise indicazioni ricevute dall’alto per tentare di dimostrare la legittimità della gara escludendo che ci siano state turbativa e falso, come pure induzione indebita. 

Come già fatto in fase di udienza preliminare, Affatato anche in dibattimento dirà che la procedura di gara adottata si inserisce nella gestione commissariale del Comune di Foggia ex articolo 143 TUEL, con impiego di funzionari sovraordinati e costante vigilanza prefettizia riferito ad uno dei punti caldi della relazione che aveva portato allo scioglimento del consiglio comunale. L’obiettivo della difesa è chiaro: provare che l’ingegnere operò all’interno di un perimetro gerarchico e con interlocuzione continua con la commissione straordinaria, con Lomazzo e con l’allora segretaria generale D’Ambrosio, per escludere ogni condotta solitaria, collusiva o “inquinante”. Insomma, Affatato avrebbe solo raccolto gli input e suggerimenti del prefetto e commissario Cardellicchio, che non poco avrebbe spinto affinché il bando venisse pubblicato prima delle elezioni comunali del 23 ottobre 2023 e ciò giustificherebbe anche il periodo estivo in cui fu pubblicato il bando di gara. Collaborò anche D’Ambrosio, che era pienamente e conoscenza dell’iter procedimentale in itinere, condividendone le modalità. Affatato sostiene poi di aver seguito pedissequamente le istruzioni operative, condivisione di bozze/format, definizione congiunta di proroga e chiarimenti, che venivano evidenziate dal sovraordinato Lomazzo.

Dunque, un “metodo collegiale”, in cui per garantire la ripristinata legalità a Palazzo di città ogni decisione era approvata da commissari, sovraordinati, vertice della tecnostruttura, come per la redazione del bando di gara “pedissequamente seguita e approvata dal prefetto Cardellicchio”. Per la difesa dello storico dirigente comunale (che andrà in pensione a settembre prossimo) con Lomazzo fu concordato di “decidere un percorso comune anche col prefetto” e anche la proroga fu un atto di impulso della struttura gerarchicamente sovraordinata ad Affatato, tant’è che il format fu predisposto da Lomazzo, con il quale furono studiati e condivisi anche i chiarimenti e le nuove scadenze agli operatori economici.

Non un bando “sartoriale” per far vincere l’amico Gianni Trisciuoglio (concessionario uscente con la sua PFC srl, unico operatore rimasto in campo nella gara con l’altra sua società CTM srl), ma un iter in cui ebbe “primaria importanza”, a detta della difesa di Affatato, la figura del sovraordinato, con una linea amministrativa “tracciata e vigilata e non inquinata”. Si contesta, inoltre, che Affatato avrebbe “orientato” sia il bando che il disciplinare introducendo un fatturato globale annuo di 6 milioni di euro (nel triennio 2020-2022) e un fatturato specifico nel settore cimiteriale, oltre a un termine di 30 giorni poi prorogato di 20. Ebbene, per la difesa del dirigente nulla prova un accordo collusivo capace di inquinare i requisiti e il dirigente che esegue direttive legittime all’interno di una governance commissariale non è autonomo artefice di scelte di merito.

Si addebita ad Affatato di avere - con doni, promesse, collusioni e altri mezzi fraudolenti - “orientato” bando e disciplinare con condotte volte a favorire uno dei raggruppamenti temporanei di impresa, ma per la sua difesa la documentazione acquisita agli atti sancirebbe invece collegialità, controllo sovraordinato e finalità pro-concorrenziale, mentre mancherebbe il requisito oggettivo dei “mezzi fraudolenti idonei a inquinare il bando”. In merito all’accusa di aver prodotto un documento falso ovvero l’atto di validazione, in concorso col rup Pio D’Orta (oggi in pensione e che ha patteggiato la pena), secondo la tesi accusatoria i due avrebbero formato/retrodatato un verbale di validazione (data apposta 18 luglio 2023 ma che sarebbe stato redatto a novembre), attestando verifiche non eseguite. Per Affatato, invece, si discute, al più, di irregolarità temporale su un atto a valle della verifica, non di false attestazioni fattuali decisive; mancherebbe poi sia l’attitudine lesiva che il concorso nell’eventuale reato commesso dal rup.

Infine c’è l’accusa di induzione indebita, perché per la Procura il dirigente, abusando dei propri poteri, avrebbe “indotto” l’imprenditore Giuseppe Scommegna (anch’egli imputato) a installare una licenza Office sul pc in uso a Lomazzo: anche in questo caso Affatato ritiene che il reato sia insussistente visto che il sovraordinato faceva (e fa) parte dell’organico comunale. Argomentazioni che almeno nell’udienza preliminare non sono servite a far cadere le contestazioni della pm Paola De Martino.

A supporto della propria difesa, Affatato ha prodotto in giudizio un parere firmato dalla docente Unifg di diritto amministrativo Francesca Cangelli, ex prorettrice, rispetto alla legittimità della procedura di gara inerente al cimitero comunale. La docente ordinaria ha sottolineato che “dal complesso dei poteri spettanti alla commissione straordinaria e dalla disciplina dei controlli anche successivi sulla gestione commissariale occorre trarre alcune necessarie considerazioni sulla “catena di comando” e sui riflessi in tema di responsabilità”. “L’ordinaria ripartizione tra organi politici e organi amministrativi dei poteri di indirizzo e controllo da un lato e dei poteri di gestione dall'altro viene -ragionevolmente - sostituita da una differente combinazione di relazioni organizzative in cui è fortemente accentuato il carattere gerarchico. La ragione è intuitivamente collegata all'esigenza di garantire che la gestione amministrativa della fase commissariale non possa essere in alcun modo condizionata”, ha sottolineato Cangelli.

“Infatti, un vulnus più volte rilevato della gestione conseguente allo scioglimento conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso è collegato alla permanenza della medesima struttura amministrativa, in teoria potenzialmente “infiltrata” in via diretta o indiretta. A tale problema il legislatore ha posto rimedio, tra l’altro, mediante la figura dei cosiddetti sovraordinati, i quali sono titolari di penetranti poteri sulla gestione amministrativa”. Dunque “un contesto fortemente gerarchizzato in cui i commissari, anche attraverso i sovraordinati, sono nella condizione giuridica di plasmare tempi e contenuti dell'azione amministrativa”, un contesto nel quale “spetta alla commissione, come sembra avvenuto nel caso di specie, stabilire gli interventi prioritari” e dove “la catena di comando pertanto vede assegnati i poteri di indirizzo e controllo ai commissari che per il tramite dei sovraordinati incidono in concreto sugli atti di gestione, la cui emanazione spetta ai dirigenti”. Per la professoressa Cangelli, “la ripartizione delle competenze e delle correlate responsabilità trova una diretta ricaduta procedurale nell’apposizione dei visto di coerenza amministrativa sulla delibera avente ad oggetto l’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica: essa rappresenta la base tecnica e giuridica della procedura poi dispiegata e riporta la valutazione positiva di coerenza amministrativa di tre sovraordinati (Lomazzo, Ziello, Zuccaro)”.

Quanto alla tempistica, ovvero al bando agostano e alla sollecitazione dei commissari di chiudere la partita prima delle elezioni comunali, Cangelli ricorda che “la relazione prefettizia del 2021 di scioglimento del Comune di Foggia evidenziava in maniera espressa come la gestione dei servizi cimiteriali fosse un nodo critico e prioritario che la commissione straordinaria doveva affrontare e risolvere in vigenza di una convenzione in scadenza il 6 maggio 2023”. Inoltre, continua l’amministrativista, “la legittimità della procedura, sotto molteplici aspetti, è stata già confermata dalle decisioni dell’ANAC e del TAR”. “La scansione temporale adottata e la collocazione della procedura nei mesi primaverili ed estivi non appaiono collegate a intenzioni anticoncorrenziali della stazione appaltante” e “i termini di gara risultano conformi alle previsione del codice dei contratti pubblici”, dice Cangelli, che giudica ragionevole il fatturato richiesto. Quanto alla contestazione del falso atto di validazione, la docente Unifg evidenzia che – al di là della questione della post-datazione – il documento non rende illegittimo e dunque annullabile la procedura.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet