Truffe e frodi in agguato sulla rete. I consigli dell’esperto di cybersecurity per prevenire pirateria informatica

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Le istituzioni, non solo quelle militari, e le grandi aziende si sono dotate di esperti in cybersecurity per fronteggiare gli attacchi che arrivano dalla Rete e proteggere i sistemi, le reti e i programmi dagli attacchi digitali. Al G7, appena iniziato a Borgo Egnazia, tra le persone addette alla sicurezza ci sono anche esperti di cybersecurity. A l’Attacco, entra nel merito, Luciano Magaldi, ingegnere esperto di sicurezza informatica: “Viviamo in una congiuntura storico-geopolitica in cui le minacce alla sicurezza informatica per le persone fisiche e giuridiche si delinea in continua evoluzione. Ciononostante, si riscontra una virtuosa costante: la conoscenza. Essa si erge ad esclusivo fondamento della prevenzione”. 

Le minacce alla sicurezza personale possono variare dalle truffe on line al furto d'identità. “Alcune delle minacce più recenti e pericolose sono – ha precisato l’ingegner Magaldi -. Truffe di offerte di lavoro da casa: i truffatori offrono alle vittime falsi lavori da casa che di solito implicano un compito relativamente semplice, come valutare ristoranti od ottimizzare un servizio cliccando ripetutamente un pulsante: i truffatori si spacciano per un'azienda legittima, come un'agenzia di collocamento contattando le vittime tramite una chiamata o un messaggio non richiesto. I malintenzionati progettano il falso lavoro con una struttura di compensazione confusa che richiede alle vittime di effettuare pagamenti in criptovaluta per guadagnare di più o sbloccare il lavoro, mentre i pagamenti vanno direttamente al truffatore: quest’ultimo indirizza le vittime verso un'interfaccia on line falsa che mostra che stanno guadagnando denaro, anche se non sarà mai possibile riscuoterlo”. Magaldi indica i segnali d’allarme: “Richiesta di effettuazione dei pagamenti in criptovaluta verso il datore di lavoro come parte integrante del lavoro stesso; la descrizione del lavoro usa il termine ‘ottimizzazione’ e comporta compiti relativamente semplici; il truffatore non richiede alcuna referenza come parte del processo di assunzione”. 

Poi, ci sono le truffe con i modelli di verifica truffaldini sulle piattaforme di incontri on line: “Esistono dei modelli di servizi di verifica on line ‘gratuiti’ in cui i truffatori prendono di mira gli utenti di siti e app d’incontri, proprio per frodarli e indurli a iscriversi a servizi mensili a pagamento. A differenza delle truffe romantiche dove le vittime sono convinte a trasferire grandi somme di denaro nel tempo, questi modelli di verifica ‘gratuiti’ comportano l’accettazione dell’esborso di esose tariffe mensili. Solitamente funziona così: i truffatori incontrano le vittime su sito o app d’incontri, esprimono interesse a stabilire una relazione, spostando in modo celere la conversazione dall'app o dal sito d’incontri verso una piattaforma criptata, ad esempio Telegram. Il sito web mostra articoli ‘civetta’ che convincono sulla legittimità del sito, chiedendo alla vittima di fornire informazioni sensibili per completare il processo. Una volta che la vittima invia le informazioni – ha detto l’esperto a l’Attacco - viene inconsapevolmente reindirizzata a un sito d’incontri privato e di bassa qualità che addebita costose tariffe mensili di abbonamento, con l'estratto conto mensile della carta della vittima che mostra un addebito verso un'azienda sconosciuta, spesso con sede nei principali ed irraggiungibili paradisi fiscali”. 

Un’altra truffa recente è quella delle reti private VPN gratuite nei videogiochi. Così Magaldi: “Le VPN sono reti private virtuali, di solito installate nei computer mediante software, tramite il pagamento di un abbonamento solitamente annuale, spesso vengono utilizzate dagli internauti per aggirare restrizioni e/o servizi online non raggiungibili dall’Italia per la visualizzazione/lettura illegale di film, partite calcistiche e giornali on line. Anche in Europa si stanno cominciando a notare celebri marchi di console videoludiche che offrono servizi VPN gratuite installate all’interno dei loro videogiochi più recenti, proprio per invogliarne l’acquisto”. 

Ecco la truffa: “I pirati informatici si stanno già adattando offrendo, mediante i titoli più gettonati a costi bassissimi nel ‘mercato nero’ videoludico, VPN gratuite, illegittime con software ‘pirati’ che le ignare vittime scaricano sui propri dispositivi.  Una volta completato il download, l'applicazione VPN installa una ‘backdoor proxy’, silenziosamente, all’interno dei dispositivi delle vittime senza il loro consenso, diventando inconsapevolmente vittime di botnet internazionali. Le ‘backdoor proxy’ sono programmi malevoli che consentono ai criminali informatici di reindirizzare gli utenti e i loro dispositivi per compiere crimini: minacce terroristiche, frodi finanziarie, furti d'identità, porno vendicativo e adescamento e/o sfruttamento minorile: utilizzandole, i criminali fanno risalire le attività illegali con provenienza dai dispositivi delle vittime”. Così conclude Magaldi: “La conoscenza si erge a mezzo proattivo per la prevenzione: tutti gli individui e le aziende devono sempre impegnarsi a rimanere informati sulle minacce e sui metodi per proteggersi, investendo tempo ed energie”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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