Peschici si è lasciata alle spalle le immagini del fuoco che domenica ha attanagliato alcune delle sue aree più belle ed ora non si può fare a meno di pensare alle cause e, soprattutto, a ciò che negli ultimi vent’anni è stato - o non è stato - fatto per evitare che eventi come questo potessero ripetersi. Nel frattempo, infatti, la Procura di Foggia ha aperto un’inchiesta, allo stato attuale contro ignoti, per l’ipotesi di reato di incendio boschivo e ha affidato le indagini al colonnello Giuliano Palomba del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Gargano, di concerto con il Gruppo Carabinieri Forestali di Foggia. L’attività investigativa è stata tempestiva: avrebbero già eseguito sequestri e provveduto all’audizione di più di trenta testimoni, oltre a procedere con i rilievi tecnici per risalire al punto d’innesco e ricostruire con precisione origine e percorso del rogo attraverso il cosiddetto “metodo Mef”, una tecnica che analizza le tracce lasciate dal fuoco sulla vegetazione e sul terreno. Al contempo, sarebbero state emesse sanzioni amministrative nei confronti di alcuni proprietari di terreni per presunte violazioni degli obblighi previsti dalla normativa regionale in materia di prevenzione degli incendi e manutenzione delle aree. Gli accertamenti proseguono nel massimo riserbo, ma, secondo quanto appreso da fonti vicine agli investigatori, la pista che al momento sembrerebbe essere maggiormente attenzionata è quella di un incendio colposo, provocato dall’utilizzo di fuochi pirotecnici durante una festa privata, favoriti poi dal forte vento che domenica soffiava sul litorale. Si tratta, in ogni caso, di una delle ipotesi ancora al vaglio, rispetto alla quale la consigliera regionale Rosa Barone - che vi aveva fatto riferimento - chiarisce però di non avere elementi diretti: “È una voce che ho raccolto da più persone, soprattutto turisti della zona di Manaccora. Potrebbe essere, ma non ho altre notizie”. Una precisazione importante, che distingue le voci circolate nelle ore successive all’incendio dal lavoro investigativo vero e proprio. Chi invece respinge con decisione un’altra delle ipotesi circolate, quella della speculazione edilizia, è l’ex sindaco di Peschici Franco Tavaglione: “Continuare a parlare di speculazione edilizia è improprio - replica a l’Attacco - .Dal 2000 esiste la legge 353 che rende inedificabili i terreni percorsi dal fuoco. I boschi bruciati nel 2007 sono rimasti boschi anche vent’anni dopo. Sfido chiunque a dimostrare che su quelle aree sia stata realizzata un’attività edilizia”.