Slitta al 16 febbraio 2027 il processo penale a carico dell’ex amministratore del condominio Palazzo Russo di viale Candelaro a Foggia, Luigi Morsillo, e di un suo collaboratore. I due sono imputati per appropriazione indebita aggravata dall’entità del danno e dall’abuso della funzione. Un rinvio che, secondo la parte civile, rischia di incidere sull’esito del procedimento, ormai vicino alla conclusione, per il timore di una possibile prescrizione. L’inchiesta nasce dagli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza, su delega della Procura della Repubblica, relativi agli anni 2016, 2017 e 2018. Dall’esame della documentazione bancaria sarebbero emerse numerose operazioni ritenute irregolari: 47 assegni emessi dall’allora amministratore e intestati al proprio collaboratore, per un importo complessivo superiore a 40 mila euro, oppure destinati al pagamento di fornitori per lavori eseguiti in altri condomini. A questi si aggiungono 34 bonifici a favore di imprese che avrebbero effettuato interventi non riferibili al Palazzo Russo. L’ammanco complessivamente contestato sfiora i 90 mila euro. Dopo specifiche delibere assembleari, il condominio presentò querela nel luglio 2019 e si costituì parte civile con l’avvocato Saverio Di Jorio. Il dibattimento è iniziato nell’ottobre 2022 e, dopo diversi rinvii, sembrava ormai avviato verso la conclusione. L’ultima udienza, celebrata il 23 giugno davanti a un nuovo magistrato, subentrato al precedente trasferito in altra sede, si è conclusa in pochi minuti con un ulteriore rinvio. Il difensore del collaboratore imputato, che avrebbe dovuto essere esaminato, ha chiesto il differimento dell’udienza producendo un attestato di ricovero ospedaliero del 17 giugno. L’avvocato della parte civile si è opposto, sostenendo che la documentazione non dimostrasse un’effettiva impossibilità dell’imputato a comparire in aula. Il giudice ha comunque accolto l’istanza, fissando la nuova udienza al 16 febbraio 2027 e disponendo la sospensione dei termini di prescrizione.

Da Lesina Marina a Torre Mileto, da Capoiale a Foce Varano, l’anello di congiunzione è sempre lo stesso: il lago. Da una parte il lago di Lesina, dall’altra il lago di Varano, i due laghi costieri più grandi d’Italia. Già questa peculiarità dovrebbe far riflettere sulle potenzialità del nostro territorio. A Lesina, seppur tardivamente, si è riusciti a integrare le logiche commerciali con le bellezze naturali, senza deturpare l’ambiente. Sul lago di Varano, complice forse anche la giurisdizione amministrativa divisa tra i comuni di Cagnano Varano, Carpino e Ischitella, non si è ancora riusciti ad avviare una strategia condivisa finalizzata alla valorizzazione del lago anche sotto il profilo turistico ed economico. Da questa considerazione prende il via il nostro viaggio a puntate dedicato alle tre mete di quello che potrebbe essere definito il Gargano povero – Torre Mileto, Capoiale e Foce Varano –, distante anni luce dal Gargano inflazionato di Peschici e Vieste. Lasciata alle spalle la scritta a caratteri cubitali “Lido del Sole”, collocata nell’aiuola dello svincolo all’uscita del villaggio turistico, si entra nella località di Foce Varano. Il lungo viale Uria, che prende il nome dall’antica città del Gargano sulla cui localizzazione ancora oggi si dibatte, è costeggiato da case di proprietà, villette trasformate in residenze turistiche e qualche esercizio commerciale. Il primo centro turistico di rilievo, situato proprio all’ingresso del borgo, è “La Perla del Gargano”, che propone un’offerta composta da camping e piccoli appartamenti. Superato l’arco d’ingresso, incrociamo un anziano. Ci invita a parlare con suo figlio e, indicando la spiaggia, ci informa che possiamo trovarlo sulla torretta del bagnino. Percorsa metà del vialetto in direzione dell’arenile, ci imbattiamo in un uomo in bicicletta con la canotta da assistente bagnanti. Si chiama Raffaele Clemente ed è il proprietario della struttura, nata nel 1980. Il suo racconto offre una prima panoramica sul turismo locale. “Eterogeneo”, è così che lo definisce. Mentre i turisti stranieri si concentrano prevalentemente nella bassa stagione, quelli italiani, in particolare provenienti dal Nord Italia e, sempre più spesso, dall’Irpinia, si concentrano soprattutto nei mesi estivi. “Il turismo, negli ultimi anni, è cambiato e sta cambiando ancora”, racconta. Un’evoluzione che ha inevitabilmente comportato un leggero calo del turismo open air. La moda del campeggio degli anni ’70 e ’80 è ormai sfiorita ed è diventata una forma di vacanza appannaggio quasi esclusivamente degli stranieri – tedeschi, olandesi, francesi, austriaci e svizzeri –, mentre gli italiani preferiscono di gran lunga la comodità di un appartamento o, più in generale, di una struttura fissa. Il proprietario ci invita a seguirlo sulla spiaggia privata della struttura ricettiva, attrezzata con una cinquantina di ombrelloni, sdraio, lettini e un bar, dove prosegue il suo racconto aprendo numerosi spunti di riflessione.



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