Doveva essere il confronto pubblico sul futuro della superstrada del Gargano. È diventato invece un lungo faccia a faccia politico, a tratti nervoso, con assenze pesanti, accuse reciproche e cittadini intervenuti direttamente dalla sala. L’assemblea convocata dal Comitato territoriale pro superstrada del Gargano nella sala consiliare di Vieste si è chiusa oltre le 20:00, dopo più di due ore di interventi e una bagarre finale che ha fotografato bene il clima attorno all’opera. A pesare soprattutto sono state le assenze. Non si sono presentati i vertici Anas invitati dal comitato già il 6 marzo. La società ha inviato una nota soltanto il giorno prima dell’incontro, facendo saltare la partecipazione. Assenti anche i sindaci di Rodi Garganico, Vico del Gargano e Mattinata, così come l’assessore regionale Raffaele Piemontese, la consigliera Rossella Falcone e gran parte dei rappresentanti politici indicati nell’invito.
Tra i parlamentari e i riferimenti nazionali l’unico presente è stato Giandiego Gatta, che ha letto una dichiarazione del sottosegretario al Mit Tullio Ferrante poi consegnata al comitato: “L’attenzione mia e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul tema è massima e tale resterà. Il Gargano merita quest’opera”. Hanno presenziato e sono intervenuti in sala anche il presidente del Parco del Gargano Raffaele Di Mauro, il sindaco di Vieste e presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, il sindaco di Peschici Luigi D’Arenzo e, per una breve incursione, l’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace. Presente anche l’ex sindaco di Peschici Francesco Tavaglione, seduto tra il pubblico.
Il comitato ha insistito sulla necessità di sfruttare il momento politico favorevole. “Questo è il momento giusto, perché Vieste non è mai stata così presente politicamente, per questo diciamo ‘ora o mai più’. Dobbiamo cogliere l’attimo”. E ancora: “Siamo tutti favorevoli, tranne qualche ambientalista, che però muove obiezioni facilmente smontabili”.
D’Arenzo ha parlato della necessità di superare i vincoli: “Il Gargano deve svilupparsi nella sua interezza”. Più duro invece Nobiletti, che ha puntato il dito contro i ritardi accumulati: “Farò prima io, ente periferico, ad appaltare i lavori per la 53. Qui dal 2022 non sono stati rimossi i vincoli o trovate le risorse. In quattro anni non è stato messo un euro”.
Da lì il confronto si è acceso. “Si fanno tante leggi ad personam, una per il territorio si può fare, ma serve la volontà politica, che oggi manca”, ha aggiunto il presidente della Provincia, parlando di una “voce debole” della Capitanata nei tavoli romani. Tra applausi, proteste e interventi dalla platea, l’incontro si è trascinato fino a sera inoltrata. Con una certezza emersa chiaramente dalla sala: sul tema della superstrada il Gargano continua a presentarsi spaccato, nervoso e ancora lontano - nei fatti - da una linea comune.
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