“Antonio De Caro mi ha fatto spegnere come il fuoco di una candela coperta da un bicchiere, lentamente, senza ossigeno. Ha deciso di farmi fuori”. Con queste parole Stefano Lacatena ha aperto la conferenza stampa convocata ieri per denunciare la propria esclusione dalla lista di “Per la Puglia”, il movimento del centrosinistra guidato da Decaro.
Lacatena, visibilmente provato, ha raccontato il senso di ingiustizia e rabbia che lo ha accompagnato negli ultimi giorni. “Sono giorni complicati, mi sono sentito come un uomo che attraversa il deserto con un goccio d’acqua. Ma questa traversata, vi assicuro, mi aiuterà”, ha detto prima di leggere il documento preparato per l’occasione.
Il consigliere ha ripercorso la propria carriera politica, iniziata a 16 anni nel movimento sociale, passando per decenni di impegno sul territorio pugliese. “Ho lavorato cinque anni intensamente, negli ultimi tre in modo straordinario. Ho battuto la Puglia in quasi 140 comuni, ho riscritto leggi importanti come quella sulla rigenerazione urbana e ridato dignità a materie come paesaggio, urbanistica, ambiente e politiche abitative”, ha ricordato.
“Non ho mai tradito le mie radici e non ho mai fatto nulla di male. Non ho ricevuto avvisi di garanzia e ho sempre lavorato con lealtà per i cittadini. Eppure non mi è stato permesso di candidarmi”, ha continuato Lacatena, sottolineando come la propria esclusione non abbia alcuna motivazione politica ma sia frutto di “violenza e cattiveria”.
Il consigliere non ha risparmiato critiche dirette a Decaro: “Da uomo libero dico che Antonio teme la forza della mia presenza in Consiglio. La mia lealtà è un conto, la fedeltà invece non appartiene all’uomo e per questo non appartiene neanche a me. Decaro non è imbattibile, eppure ha deciso di eliminarmi”. Lacatena ha anche spiegato come il candidato presidente viva della propria immagine, orchestrando comunicazione e uscite mediatiche in modo da escludere figure scomode come la sua.
In conferenza Lacatena ha anche rivolto complimenti a Luigi Lobuono, candidato presidente del centrodestra, lasciando intendere quanto la propria anima liberale resti un punto saldo. Lacatena, come si ricorderà, aveva scelto di lasciare Forza Italia per entrare nella lista civica di Emiliano, attratto dalla promessa di una delega all’urbanistica, settore nel quale è considerato esperto.
Tuttavia, a pesare sulle sue prospettive di rientro nel centrodestra resterebbe il veto del leader nazionale Antonio Tajani, che non avrebbe apprezzato cambi di rotta di uomini storicamente radicati nel partito. Nonostante la ferita, Lacatena ha mostrato determinazione: “Continuerò a fare politica, leccandomi le ferite nel calore dei miei affetti, dei miei amici e di tutte le persone che mi stanno intorno. Questa non è una resa, ma un arrivederci alla buona politica”.
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