L’intervista rilasciata nei giorni scorsi a l’Attacco dal dirigente di Fratelli d’Italia Bruno Longo sullo stato di salute del centrodestra foggiano ha riaperto un fronte che nel partito, in realtà, non si era mai davvero chiuso. Le sue parole – che provavano a leggere con un certo ottimismo la fase attraversata dai meloniani in città – hanno infatti generato una reazione immediata in una parte del partito, in particolare nell’area più vicina alla senatrice Annamaria Fallucchi. Non tanto per i contenuti dell’analisi politica, quanto per ciò che, tra le righe, quella intervista rischiava di riaccendere. Ovvero il racconto di una stagione interna ancora segnata da equilibri fragili, retaggi congressuali e una lunga gara sul controllo del partito nel capoluogo e in provincia. È proprio da qui che, nelle ultime ore, dagli ambienti vicini alla senatrice filtra una ricostruzione diversa degli ultimi anni. Una versione che prova a spiegare perché la fase di riorganizzazione di Fratelli d’Italia a Foggia proceda ancora a fatica. La chiave di lettura starebbe tutta nel tentativo di rinnovamento politico che Fallucchi avrebbe avviato sin dal suo arrivo alla guida della struttura territoriale del partito. Un lavoro iniziato ben prima dell’ultimo congresso cittadino e che avrebbe avuto un obiettivo preciso: ricostruire un gruppo dirigente dopo la stagione politica conclusasi con lo scioglimento del Comune di Foggia e la fine dell’esperienza amministrativa del centrodestra. Dentro questa logica sarebbe nata anche la candidatura di Daria Cascarano alla guida della segreteria cittadina. Non una candidatura di corrente, ma piuttosto una figura individuata come possibile punto di equilibrio per avviare una nuova fase. Un tentativo di rinnovamento che, tuttavia, non avrebbe mai avuto vita semplice. Perché lungo il percorso la linea della senatrice si sarebbe trovata più volte a scontrarsi con un’altra ala del partito, quella riconducibile politicamente al deputato Giandonato La Salandra e al consigliere regionale Giannicola De Leonardis, a cui è legato lo stesso Longo. Una contrapposizione che avrebbe accompagnato buona parte delle dinamiche interne degli ultimi anni, rallentando il processo di ridefinizione del gruppo dirigente locale.
Per capire la natura dello scontro politico che attraversa Fratelli d’Italia a Foggia bisogna tornare indietro di qualche anno, quando il partito si trovò a dover ridefinire i propri assetti dopo una stagione particolarmente complessa per il centrodestra cittadino.
Secondo la ricostruzione che in queste ore circola nell’area più vicina alla senatrice Annamaria Fallucchi, il tentativo di riorganizzazione sarebbe partito proprio da lì, dalla necessità di costruire una nuova classe dirigente capace di superare definitivamente la fase successiva allo scioglimento del Consiglio comunale e alle tensioni che ne erano seguite.
L’idea sarebbe stata quella di allargare progressivamente la base politica di Fratelli d’Italia, coinvolgendo amministratori locali, sindaci e figure radicate nei territori della provincia. È dentro questo quadro che si inserisce uno degli episodi recenti più controversi nelle dinamiche interne al partito: l’ingresso, nel 2024, di Nicola Gatta in Fratelli d’Italia.
Gatta, oggi consigliere regionale e già Sindaco di Candela e presidente della Provincia di Foggia, rappresentava una figura amministrativa con un forte radicamento territoriale. Proprio per questo il suo approdo nel partito avrebbe rappresentato un passaggio strategico nel progetto di rafforzamento della presenza di Fratelli d’Italia in Capitanata.
Un passaggio che però non sarebbe stato privo di ostacoli. All’interno del partito ci sarebbe stata una forte resistenza politica all’ingresso di Gatta, in particolare da parte di esponenti riconducibili all’area guidata dal deputato Giandonato La Salandra e dal consigliere regionale Giannicola De Leonardis. In quelle settimane la discussione interna avrebbe assunto toni molto duri. Secondo il racconto che circola in queste ore, ci sarebbero stati tentativi politici e parlamentari di mettere in difficoltà l’operazione, anche attraverso iniziative legate ad alcune vicende amministrative del Comune di Candela.
La partita, però, alla fine avrebbe preso una direzione diversa. Fallucchi avrebbe deciso di difendere con forza quella scelta politica, sostenendo la necessità di rafforzare il partito con amministratori già radicati nel territorio.
Il risultato fu che Nicola Gatta riuscì comunque a tesserarsi in Fratelli d’Italia nel corso del 2024 e, diversi mesi dopo, nel 2025, ad essere eletto come primo candidato della lista del partito nella circoscrizione foggiana alle elezioni regionali. Un passaggio che rappresenterebbe uno dei momenti simbolici della battaglia politica interna vissuta dal partito negli ultimi anni. È in questo contesto che va letto anche il congresso cittadino di Fratelli d’Italia che lo scorso anno ha portato all’elezione di Daria Cascarano alla guida della segreteria foggiana.
Quel congresso, ricordano alcuni dirigenti del partito, è stato uno dei più combattuti nella storia recente della destra cittadina. Da una parte l’area che faceva riferimento alla senatrice Fallucchi, dall’altra quella più vicina alla linea politica rappresentata dal deputato La Salandra e sostenuta anche da una parte della struttura giovanile del partito, che esprimeva Mario Giampietro. La candidatura di Cascarano nacque proprio con l’idea di superare quella contrapposizione tra l’area fittiana di Fallucchi e quella gemmatiana di La Salandra ma anche di De Leonardis – solo di recente – e dello stesso Longo.
Una candidatura considerata neutra, o quantomeno non direttamente riconducibile a una delle due anime del partito. L’obiettivo, almeno nelle intenzioni, sarebbe stato quello di aprire una fase nuova, capace di chiudere definitivamente la stagione delle divisioni interne. Ma a distanza di mesi, raccontano diversi dirigenti locali, quelle tensioni non si sarebbero mai del tutto dissolte. Le difficoltà nel costruire un ricambio generazionale, le divergenze sulla linea politica e il peso delle diverse correnti interne continuano a rendere complessa la gestione del partito nel capoluogo e nella provincia. E proprio per questo l’intervista di Longo – nata come una riflessione sul momento politico del centrodestra foggiano – è stata letta da alcuni come il segnale che quella partita interna non è mai stata davvero archiviata. Dietro la discussione pubblica sullo stato di salute del centrodestra, infatti, continua a muoversi una dinamica più profonda, quella della ridefinizione degli equilibri politici dentro Fratelli d’Italia in Capitanata.
Una partita che, secondo molti osservatori locali, non riguarda soltanto il passato del partito ma soprattutto il suo futuro, attraverso la costruzione di una nuova classe diri gente e la definizione della leadership territoriale in vista delle prossime sfide elettorali, a partire da quella che nel 2028, se non prima, riguarderà proprio il capoluogo daunio.
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