Caro assessore Piemontese, la carta dei valori che hai firmato: non puoi accettare regali superiori a 100 euro

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

All’indomani dell’articolo de l’Attacco che tanto clamore ha prodotto, in riferimento alla festa con 300 invitati per i 45 anni dell’assessore regionale Raffaele Piemontese, puntuale come un “Rolex” svizzero, nuovo di zecca, arriva la rettifica giustamente durissima. Formale. Giuridicamente strutturata. Una replica che punta a smontare integralmente il racconto pubblicato dal nostro quotidiano. Secondo la diffida notificata alla testata, sarebbero “radicalmente false” le ricostruzioni relative a una presunta raccolta di regali per valori dell’ordine di decine di migliaia di euro, così come sarebbe falsa e gravemente lesiva l’esistenza di una “lista regali” organizzata, promossa o anche soltanto conosciuta preventivamente dall’assessore regionale. La versione fornita dai legali dell’esponente Pd è netta: la festa sarebbe stata una sorpresa, organizzata senza il coinvolgimento diretto di Piemontese, il quale avrebbe appreso soltanto successivamente che “alcuni amici stretti”, in maniera autonoma, avevano deciso di contribuire a un regalo comune presso un singolo esercizio commerciale. Un dono che, secondo quanto sostenuto nella diffida, avrebbe un valore “del tutto incompatibile” con le cifre riportate nell’articolo. Una precisazione importante. Politicamente rilevante. E che inevitabilmente modifica il perimetro della vicenda. Perché se davvero non vi è stata alcuna lista regali organizzata dall’interessato, né alcuna raccolta milionaria o sproporzionata, allora viene meno il cuore più esplosivo della ricostruzione giornalistica. Ma attenzione: non è detto che venga meno il tema politico. Ed è qui che la questione diventa ancora più sottile. Perché il punto, oggi, non è solo stabilire se vi siano stati regali da centomila euro o Rolex distribuiti tra tavoli e brindisi. La diffida punta chiaramente a demolire questo impianto narrativo e a respingere qualunque insinuazione di opacità o indebita commistione tra funzione pubblica e interessi privati. Tuttavia resta un dato oggettivo difficilmente contestabile: nel gennaio 2025 la giunta regionale guidata da Michele Emiliano, compreso lo stesso Raffaele Piemontese, ha sottoscritto la Carta di Avviso Pubblico – Codice Etico per la buona politica. Ed è proprio quel codice a rendere oggi inevitabile una riflessione pubblica. L’articolo 3 della Carta stabilisce infatti che: “L’amministratore/amministratrice non accetta per sé o per altri […] regali aventi un valore superiore a quello dei doni usualmente scambiati in occasione di ricorrenze o festività, quantificato indicativamente nella cifra massima di 100 euro annui”. Ma soprattutto aggiunge un principio molto più ampio: “L’amministratore non richiede né accetta alcun tipo di regalo, vantaggio o altre utilità che sia anche indirettamente riconducibile a prestazioni erogate dalla propria amministrazione”. 

Ed è proprio qui che si apre il vero terreno di discussione politica. Perché anche accogliendo integralmente la versione fornita dalla difesa dell’assessore — e quindi escludendo qualunque maxi raccolta di denaro o organizzazione diretta di liste regalo — resta il tema dell’opportunità e della compatibilità con un codice etico tanto rigoroso. 

Trecento invitati, mai smentiti nella sua dimensione numerica, non rappresentano una semplice cena privata tra familiari. Significano inevitabilmente la presenza di una rete ampia di rapporti personali, politici, istituzionali e professionali. E chi esercita funzioni pubbliche di vertice sa perfettamente che, in questi casi, il problema non è soltanto la legalità formale. È la percezione pubblica. È il rischio che si crei, anche involontariamente, il sospetto di un rapporto privilegiato tra chi governa e chi, oggi o domani, potrebbe avere interessi nei confronti della Regione. 

ll Codice Etico di Avviso Pubblico, pur avendo, lo ribadiamo, un valore certamente simbolico che non comporterebbe l’ascrizione di reati qualora non venisse rispettato, non si limita infatti a vietare i regali costosi. Punta a evitare persino il dubbio che una utilità possa risultare “indirettamente riconducibile” alla funzione pubblica esercitata. Ed è un criterio molto più ampio di quello penale. Allo stesso modo il Codice Etico del Partito Democratico, il partito cui appartiene Piemontese, redatto nel 2008 dall'Assemblea Costituente del PD, quindi sin dalle sue origini, impone ai propri dirigenti ed eletti di: rifiutare regali o altra utilità, che non siano d’uso o di cortesia, da parte di persone o soggetti con cui si sia in relazione a causa della funzione istituzionale o di partito svolta. Anche qui il principio è chiarissimo: il problema non è soltanto il valore economico del dono. 

Conta il contesto relazionale. Conta il ruolo pubblico. Conta l’opportunità. Ecco perché, al netto delle precisazioni contenute nella diffida, resta intatto il tema politico originario: era opportuno organizzare — o anche soltanto partecipare — a una festa con centinaia di invitati appartenenti ai mondi della politica, delle professioni, della sanità, dell’imprenditoria e delle relazioni istituzionali, anche al di là della sottoscrizione di un codice etico inevitabilmente fa storcere il naso. Perché il punto non è stabilire se Piemontese abbia commesso illeciti. Il punto è un altro: comprendere dove finisca la dimensione privata e dove inizi inevitabilmente quella pubblica per chi ricopre incarichi apicali di governo.

Ed è proprio questo il terreno su cui i codici etici diventano più difficili da applicare. Perché non si limitano a sanzionare comportamenti illegittimi. Chiedono qualcosa di più: prudenza, sobrietà, attenzione all’immagine pubblica e prevenzione del conflitto anche solo potenziale. In questo senso la vicenda rischia di trasformarsi in un problema politico soprattutto per quella classe dirigente che ha fatto della legalità e della trasparenza il proprio marchio identitario.

E forse, a questo punto, la domanda più interessante riguarda il silenzio. Chissà cosa ne pensa oggi il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che proprio sulla legalità amministrativa, sulla trasparenza e sulla necessità di marcare una discontinuità rispetto alle zone grigie della passata legislatura ha costruito larga parte della propria narrazione politica. Ed è inevitabile che il caso Piemontese diventi anche un banco di prova per questa nuova stagione politica. 

Così come sarebbe interessante conoscere la posizione di Pierpaolo D’Arienzo, Sindaco di Monte Sant’Angelo e coordinatore regionale di Avviso Pubblico, cioè proprio della rete che ha elaborato il Codice Etico sottoscritto dalla giunta Emiliano. D’Arienzo, che contattato telefonicamente dalla redazione, non si è reso reperibile, è considerato vicino politicamente allo stesso Piemontese. E per questo che una sua eventuale riflessione pubblica avrebbe ancora più valore. Perché i codici etici valgono soprattutto quando riguardano gli amici. Non gli avversari. 

Del resto non molto tempo prima un caso analogo riguardò Aldo Patruno, allora dirigente regionale della Cultura, che dovette  rinunciare a una festa con centinaia di invitati proprio per evitare qualunque ombra sulla credibilità istituzionale e sui rapporti tra pubblica amministrazione e sistema delle relazioni personali. Quella scelta venne letta come prudenza. Come misura. Come buon senso istituzionale. E forse è proprio questo il punto che resta sul tavolo anche dopo la diffida. La rettifica può demolire le cifre. Può smentire le liste regalo. Può respingere insinuazioni e ricostruzioni inesatte. Ma non cancella la domanda più scomoda: quanto pesa davvero un codice etico quando comincia a riguardare chi lo ha firmato?
(Mary Vergura - l’Attacco)

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet