È terminato con uno scambio al vetriolo e con la mancanza del numero legale il Consiglio comunale di Vieste di questa mattina. Al termine della discussione dei punti previsti all’ordine del giorno, infatti, il consigliere comunale Tano Paglialonga (ex assessore della giunta Nobiletti), ha preso la parola ed è tornato sui fatti che hanno portato alla revoca del suo incarico e sull’inchiesta per presunta concussione che coinvolge l’ex assessora regionale Graziamaria Starace - presente in aula.
Dopo essere intervenuto più volte durante la seduta sui provvedimenti in discussione, Paglialonga ha pronunciato un lungo intervento (che aveva preannunciato a mezzo Facebook), durato oltre dieci minuti nonostante il regolamento ne preveda cinque. Più volte il presidente del Consiglio Michele Lapomarda e il consigliere Sandro Siena lo hanno invitato a concludere. Nel suo discorso ha sostenuto che in città si sia creato “un clima di paura” nei confronti di chi sceglie di denunciare e ha affermato di essere stato isolato dopo aver collaborato con la magistratura.
Tra i passaggi più contestati, il riferimento ad Alessandro Corso, ex marito di Graziamaria Starace e attualmente a processo per maltrattamenti aggravati contro di lei, indicato dal consigliere come una vittima della vicenda. Pertanto, il sindaco Giuseppe Nobiletti e i consiglieri di maggioranza hanno lasciato l’aula, ritenendo le accuse improprie per la sede consiliare e il tempo concesso all’intervento ormai concluso. Ne è nato anche un breve battibecco: “Il comizio lo fai in piazza, non qui”, ha tuonato il Sindaco, ricevendo la replica di Paglialonga: “Voi lo fate sui social”. Lo scambio è proseguito con il Primo Cittadino che ha rivendicato: “Ho fatto un unico intervento (sui social)”, mentre il consigliere gli ha contestato alcune affermazioni sulle registrazioni: “Hai detto che ho registrato di nascosto!”. Il Sindaco ha infine ribattuto: “E perché, che hai fatto?”, per poi uscire dall’aula.
A quel punto, venuto meno il numero legale, il presidente Lapomarda ha dichiarato sciolta la seduta. A margine del Consiglio, Nobiletti ha quindi affidato a l’Attacco la propria replica: “Quello che è successo oggi rappresenta un utilizzo improprio dell’assise comunale. I processi si fanno nelle aule dei tribunali, non nei Consigli comunali. Non esiste alcun clima di terrore: la legalità si dimostra con i fatti e sarà la magistratura ad accertare ogni responsabilità”.
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