“Cara dottoressa Salvemini, c’è ancora tanto lavoro da fare e, se non lo capiscono a San Severo, si guardi intorno”. Suonavano quasi profetiche le parole pronunciate nove mesi fa dal direttore de l’Attacco, Piero Paciello, nel finale della nota della rubrica Detti&Contraddetti dello scorso 2 dicembre. Nove mesi dopo, nella mattinata di venerdì, Silvana Salvemini, dirigente ai Servizi Sociali e alla Persona del Comune di San Severo, ha protocollato le proprie dimissioni. Prima di lasciare l’incarico, la dirigente di Area II aveva reso noto, attraverso un comunicato stampa congiunto con il commissario straordinario Francesco Cappetta, che per l’anno scolastico 2026/2027 la gestione digitale del servizio mensa sarebbe stata affidata a un nuovo operatore economico e che i dati, compresi quelli relativi al credito, sarebbero stati trasferiti su una nuova piattaforma. Una comunicazione che, alla luce di quanto accaduto, contribuisce a fare il punto su un rapporto, quello tra Cappetta e Salvemini, tutt’altro che semplice. L’arrivo del Commissario Straordinario sembra aver segnato per la dirigente un punto di non ritorno, con un progressivo irrigidimento dei rapporti e il tentativo di metterla alle strette fino a spingerla a lasciare l’incarico. Facciamo un esempio. Da diversi mesi, l’Attacco sta conducendo un’approfondita inchiesta giornalistica sui rapporti tra la prefettura di Foggia e la società Alcantara Service srl, con particolare riferimento alla gestione dei centri di accoglienza straordinaria nella provincia di Foggia e, in particolare, a Manfredonia. La prefettura rappresenta il centro di comando del sistema dell’accoglienza: è l’istituzione che decide dove aprire e dove chiudere i centri, dove trasferire le persone, quali cooperative ammettere alle gare e quali escludere. Ed è la stessa prefettura ad avere il compito di vigilare sulla qualità e sulla regolarità dei servizi erogati. In un sistema così strutturato, la presenza di una dirigente dei Servizi Sociali ritenuta malleabile può evidentemente risultare funzionale agli interessi della prefettura e di chi, per suo conto, opera sul territorio. Non era evidentemente il caso della dirigente Salvemini. A sostenerlo è Bruno Savino, ex assessore alle Politiche sociali del Comune di San Severo. “La dottoressa Salvemini è una persona che, quando la conosci, potrebbe anche non brillare per simpatia. Però è una persona che sa il fatto suo. Ha trovato dei Servizi sociali che funzionavano discretamente, li ha riorganizzati e li ha rimessi a nuovo. Non si lascia intimorire, non si lascia pressare. Se qualcuno, in passato, era abituato ad andare da un dirigente e dire: “Mi devi far assumere questa persona” oppure “devi far vincere la gara a questa azienda”, con la Salvemini non funzionava così”. Sin dal suo arrivo, alcuni esponenti del partito cittadino di Fratelli d’Italia cominciarono a farle guerra. Un nome su tutti: Leonardo Lallo. “Forse perché la Salvemini, essendo molto preparata, è una persona che guarda al sodo. Invece, a volte si preferiscono i dirigenti amici degli amici, dirigenti che in qualche modo sono malleabili”. Angelo Masucci, già candidato Sindaco ed ex consigliere di opposizione, racconta così i suoi rapporti con la dirigente: “Ho avuto modo di confrontarmi con la dottoressa Salvemini in alcune occasioni. Quando la Palazzina Liberty era ancora chiusa, nonostante fossero state completate le opere, presentai alcune interrogazioni consiliari. In quell’occasione la dottoressa Salvemini si procurò il mio numero, mi chiamò e mi disse: “Volevo ringraziarla per questa interrogazione, perché io non sapevo nemmeno di avere questa struttura nel patrimonio legato al mio settore”. L’altra occasione risale a quando alcuni dipendenti del Comune di San Severo si lamentarono del fatto che Salvemini non concedesse la mobilità su Foggia. Anche in quel caso mi spiegò con grande professionalità che non era nelle condizioni di concedere quelle mobilità perché era impegnata nell’ultimazione della rendicontazione del PNRR”. Masucci aggiunge poi: “L’idea che mi sono fatto di lei è quella di una persona che potrà anche essere spigolosa, ma che è sicuramente capace ed estremamente seria. Mi meraviglia che non si sia trovata bene con il Commissario prefettizio”. Nazario Tricarico, già candidato Sindaco civico, conosce bene la dottoressa Salvemini e ne traccia un ritratto netto: “Conosco la dirigente e so che è una persona che svolge il proprio ruolo in maniera risoluta e precisa. Ha messo ordine in tutta una serie di situazioni all’interno del Comune di San Severo. Il problema è che, quando si ha un certo tipo di approccio alle questioni, con margini di trattativa molto ridotti, è chiaro che possano verificarsi delle frizioni. A mio giudizio, con le dimissioni della Salvemini il Comune di San Severo ha subito una grossa perdita. Non avevamo mai avuto un dirigente che si ponesse di traverso rispetto ad alcuni “vizietti” della politica, che spesso ha visto nei Servizi sociali una sorta di bancomat per alimentare il consenso e fare clientela. Fossi stato al posto del commissario, avrei fatto di tutto per tenermela, perché adesso non so come riuscirà a sbrogliare questa situazione”. Tricarico conferma infine l’atteggiamento assunto da Fratelli d’Italia nei confronti della dirigente: “Ha lamentato costantemente la mancanza di margini di manovra nei confronti della Salvemini. Probabilmente erano abituati, in passato, a pensare che i dirigenti potessero essere gestiti sulla base di obiettivi politici. In questo caso, invece, si sono trovati di fronte a una persona poco gestibile”.
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San Severo, dimissioni Salvemini: rottura con Cappetta, tensioni con la politica e rapporti difficili in Comune
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