Erano in tanti ieri mattina, a Palazzo di città di Foggia, ad accogliere in giunta il neo assessore Michele Salatto, cui la sindaca Marida Episcopo ha conferito le deleghe relative ad urbanistica, social housing e valorizzazione della città storica. “L’ultimo componente della giunta”, ha scritto la prima cittadina nel decreto, rimarcando “la consolidata esperienza professionale e le comprovate competenze tecniche maturate in materia di urbanistica e pianificazione”. Foggiano da molti anni residente a Manfredonia, l’architetto prende dunque il posto che è stato da fine 2023 a oggi del barese Pino Galasso, cui sono rimasti i lavori pubblici, la rigenerazione urbana e l’ASI. Episcopo conosce Salatto, che fu assessore della giunta Ciliberti, da decenni: sia lui che il marito della sindaca, l’ingegner Massimo Carrozzino, si formarono nello studio Antonucci, per poi condividere per qualche tempo uno studio associato in via San Lorenzo. Le loro strade sono separate da parecchio ma è indubbio che, nonostante l’indicazione di Salatto sia stata fatta dal Pd, la sindaca nutra una sincera stima nel professionista e docente del liceo scientifico Marconi. Una nomina che ha fatto emergere nuovamente la profonda disgregazione della maggioranza. Hanno mandato su tutte le furie il Pd le parole dette a l’Attacco dal contiano Giovanni Quarato, che ha definito i dem “il male di questa città”, sottolineandone “la natura infida dello scorpione”. Atteso un comunicato stampa rovente di replica nelle prossime ore. Chi ha tentato di gettare acqua sul fuoco (o di ricucire la tela, come Penelope, come egli stesso ha detto) è il capogruppo M5S Mario Dal Maso, cui il Pd avrebbe minacciato di non dare più la vicepresidenza della Provincia, che spetterebbe ai dem e che questi ultimi passerebbero al pentastellato anziché alla propria eletta Annarita Palmieri. E c’è chi si domanda che ne sarà del vetusto programma dell’housing sociale: stando a quanto trapela dagli uffici comunali, la dirigente dell’Avvocatura Antonucci avrebbe consigliato di rimodularlo, riducendo le cubature originariamente previste e integrandolo nel PUG. Un PUG alla cui ultimazione si crede poco in maggioranza. Emerge parecchia sfiducia, la stessa che alberga con tutta evidenza nei rapporti tra le varie forze politiche e tra loro e la sindaca.

Altro che ritrovata atmosfera di fiducia reciproca, compattezza e armonia. Sull’assessore all’urbanistica è di nuovo clima teso nel campo largo del Comune di Foggia. E’ ormai imminente la nomina di Michele Salatto quale assessore all’urbanistica, con l’avvocato Nicola Lo Muzio come consulente. Dopo aver detto no a profili come quello di Salatto, la sindaca Marida Episcopo ha con una giravolta cambiato idea, cedendo alle pressioni del Pd. Vano, però, il tentativo di Episcopo di superare il dissenso del M5S, che in una riunione col nazionale ha visto prevalere la linea della mancata condivisione. Solo la vicesindaca Lucia Aprile e l’eletto Francesco Salemme erano con la prima cittadina. Che l’aria fosse nuovamente avvelenata era stato chiaro dopo la fallimentare riunione dei capigruppo svoltasi con Episcopo martedì pomeriggio, all’indomani del ritorno in aula consiliare per l’approvazione del consuntivo 2025. La proposta della prima cittadina, dopo aver tolto la delega all’assessore Pino Galasso (cui però ha dato, oltre ai lavori pubblici, la rigenerazione urbana e l’ASI), è stata un tentativo di accontentare sia il Pd che il M5S: come assessore l’architetto Michele Salatto (ex Pd, ex Italia Viva, assessore comunale nella giunta Ciliberti, non tesserato da un decennio), come consulente l’avvocato esperto di urbanistica Nicola Lo Muzio, braccio destro del professor Francesco Karrer, progettista del PUG (Piano urbanistico generale). Sono stati i dem a spingere per Salatto, mentre i contiani hanno replicato chiedendo che l’assessorato vada a Lo Muzio. L'affondo del 5S Quarato. “In primo luogo Salatto sarebbe chiaramente espressione del Pd e quel partito incasserebbe la quinta casella tra assessori e presidente del consiglio. Ci sembra uno squilibrio inaccettabile obiettivamente, un affronto fatto al M5S”, afferma a l’Attacco l’ingegner Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio ed ex candidato sindaco pentastellato.

Sono stati sufficienti 25 giorni alla commissione elettorale centrale, insediata al Comune di Lucera, per terminare le operazioni di verifica dei verbali delle 33 sezioni cittadine e riconteggio delle relative preferenze espresse nella tornata del 24 e 25 maggio scorsi. Il gruppo di lavoro presieduto dal giudice Severino Antonucci (segretario Domenico Marchitelli e altri componenti Filomena Franchino, Antonia Mores, Alfredo Ferrone, Michele Apollo, Antonio Cirelli e Candida Forte) ha consegnato le risultanze alla Prefettura e all'ente di Corso Garibaldi, da cui sono emerse variazioni e cambi di posizione anche clamorosi, rispetto alle indicazioni arrivate dal ministero dell'Interno il pomeriggio stesso dello spoglio. La novità più importante riguarda l'elezione di Marina Petroianni al posto di Danilo Catapano nella formazione di Fratelli d’Italia, visto che alla donna mancavano addirittura 44 voti rispetto alla somma iniziale, arrivando a 240 contro i 201 del commercialista lucerino. Giovanni Tucci passa dai 91 iniziali a 112 ma resta il secondo dei non eletti. Nella lista Pitta Sindaco, invece, il primo dei non eletti ora è Pierluigi Colomba che con i suoi 189 voti (erano 172) supera Costantino Pellegrino rimasto a 174. Entrambi dovrebbero comunque sbarcare in aula in caso di assegnazione di altrettanti assessorati a chi li precede in graduatoria. Nello stesso gruppo, Pietro Di Carlo resta primo ma con un solo voto di vantaggio su Giacomo Capobianco salito fino a 428 (erano 422). Per il resto, non ci sono grandi scossoni sostanziali ma, per esempio, nella lista “Orizzonti Futuri” mancavano diverse preferenze per tutti i primi classificati. Francesco Aquilano è arrivato a 270 rispetto ai 257 iniziali, rimanendo comunque l'unico eletto visto che Francesca Niro è arrivata a 268 contro i 247 del 25 maggio. Anche Mario Monaco ha raggiunto 130, aggiungendone 4 come Lucilla Calabria che ha chiuso a 110. Nel Pd, Carolina Favilla guadagna 5 preferenze (ora 387) e Claudio Venditti ne perde altrettante (355). In Progetto Concittadino, Emanuela Gentile sale di altri 5 voti fino a 276 ma resta seconda dietro Antonio Scirocco. Nella lista composita in cui figurava Forza Italia, il leader Giuseppe Marracino è salito a 335 (10 voti in più) senza che però sia valsa l’elezione in aula.



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